Istituto Fermi, l'associazione Mina Boschi: "Sospetta concorrenza sleale"

L'ingresso principale dell'istituto tecnico industriale 'Fermi' di Pontedera (foto gonews.it)

In merito alle dichiarazioni dell'associazione Silvio Guarnieri, soggetto aderente all'Arci e gestore del bar all'interno della scuola superiore Fermi, riguardo le nostre osservazioni sulle modalità di distribuzione di panini e bibite, pubblicate su Il Tirreno e la Nazione  di sabato 4 febbraio, ci teniamo a precisare alcuni aspetti.

In primis ci congratuliamo con l'associazione per le numerose iniziative che porta avanti all'interno del villaggio scolastico, anche se sono poco inerenti rispetto ai fatti da noi contestati. La nostra denuncia si basa su una sospetta concorrenza sleale, in quanto gli alimenti e le bevande del punto ristoro del Fermi, trattandosi di un circolo, dovrebbero essere somministrati ai soli possessori di tessera, e quindi soci.

E ciò, a quanto ci risulta, non avviene. L'associazione, inoltre, dichiara di non credere ai nostri metodi di verifica. Su questo, vogliamo essere chiari. Abbiamo chiesto direttamente ai ragazzi del villaggio scolastico se fossero in possesso o meno della tessera.

Abbiamo domandato a loro come viene effettuata la vendite delle merende da parte del bar del Fermi. E proprio loro ci hanno confermato che snack e bibite vengono venduti al di fuori della scuola, a ragazzi non in possesso della tessera. Le risposte dei giovani sono state certificate con l'aiuto di personale istituzionale.

Siamo in possesso di materiale che testimonia la veridicità del nostro sopralluogo. Infine, cogliamo l'occasione per annunciare che lunedì provvederemo a portare il tema sui banchi del consiglio provinciale, attraverso alcuni consiglieri appena eletti nella coalizione le comunità i territori. Il commercio di Pontedera è una cosa seria e vogliamo vederci chiaro. Andremo fino in fondo.

Matteo Arcenni - Associazione Mina Boschi

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