In Mezzo ad un'Autostrada: "A11 senza sfondo, meglio concentrarsi sulla manutenzione e messa a norma"

Dopo crollo del cavalcavia di qualche mese fa a Lecco e la nostra denuncia sullo stato fatiscente dell’A11, sono stati avviati lavori manutenzione ordinaria e straordinaria per la messa a norma parziale di alcuni tratti pericolanti dell’A11 - cavalcavia via delle fonti, Campi Bisenzio, rifacimento delle protezioni jersey e altro -. Finalmente Autostrade Spa si è fatta parzialmente carico di lavori non più procrastinabili, che denunciamo da anni, spendendo peraltro centinaia di migliaia di euro - si parla di quasi 600 mila euro - per interventi che sarebbero azzerati dalla malaugurata ipotesi dell’ampliamento con la terza corsia.

Il progetto approvato nel maggio 2016 con VIA ministeriale prevede infatti un allargamento parziale dell’A11 - 26 km sugli 81km totali – e rischia di generare ulteriori problemi di vivibilità e di viabilità, per effetto degli espropri al ribasso, dell’impatto ambientale e del restringimento dell’infrastruttura con “collo bottiglia” all’altezza di Peretola (km +0,625), non mitigando affatto le code in direzione Firenze. A parte lo snodo con l’A1, il progetto approvato non risolve le principali criticità del tratto autostradale, quali: la mitigazione dell’impatto acustico e atmosferico sulle zone abitate e il deflusso del traffico in direzione Firenze.  

Simili osservazioni elaborate dal nostro Comitato di residenti e lavoratori “IN MEZZO all’AUTOSTRADA” non sono ancora state contro-dedotte dal gestore e di conseguenza la Conferenza dei Servizi programmata per dicembre ha subito ulteriori ritardi. Questo iter dovrebbe sancire “l’utilità pubblica” dell’opera, che contestiamo per motivi formali e sostanziali.

Nel primo caso infatti la procedura di VIA risulta viziata da dati non aggiornati e da tempi sproporzionati, data la sua presentazione nel 2011 e la successiva approvazione nel 2016, con rilevamenti ancora più vecchi e sforando ampliamente i termini di 150 giorni di iter previsti dalla legge, compresi anche i 60 giorni per i ricorsi.

A livello sostanziale ci chiediamo il vero motivo di investire ancora sul trasporto su gomma, dato l’ingolfamento delle città, l’inquinamento sopra i livelli di guardia denunciato appena il mese scorso dallo stesso Comune di Prato e il calo tendenziale dei volumi di traffico sull’A11, accertato da AISCAT.

Nell’ultimo incontro con l’Assessore all’Ambiente del Comune di Prato è stata concordata l’intenzione di presentarsi compatti con ARPAT e ASL per tutti gli accertamenti necessari, e aspettiamo con impazienza che si faccia seguito a questo impegno con un incarico.

Tuttavia, abbiamo motivo di credere che dietro l’ennesima grande opera inutile e dannosa per la salute dei cittadini e l’ambiente della Piana si nascondano interessi economici di cordate legate anche all’aeroporto intercontinentale di Peretola, evidentemente per ricalibrare l’autostrada (e il suo casello) rispetto al tracciato dell’ipotetica pista parallela.

Pertanto, crediamo necessario rivalutare l’“opzione 0”, cioè interventi di ammodernamento e messa a norma con impianti di mitigazione e interventi mirati agli svincoli e alle uscite critiche, senza però un ampliamento spropositato e ingiustificato dell’A11; e stiamo sollecitando il Consiglio Regionale e i consigli comunali dei territori coinvolti a discutere mozioni e prendere posizione su queste istanze. Del resto saremmo molto lieti di sapere a quali conclusioni sia giunta la Commissione 4 del Consiglio comunale dopo due audizioni e altrettante segnalazioni.

In Mezzo ad un'Autostrada

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