Autismo Toscana: "Questa voglia di tornare agli istituti a chi giova?"

Che cosa sta succedendo nella nostra regione? Che cos'è questa rincorsa all'indietro, questa corsa alla re-istituzionalizzazione alla quale stiamo assistendo? Dove sono finite le tante persone che che si sono battute negli anni per portare avanti idee di uguaglianza e di libertà, idee di vera opportunità per tutti, specialmente per i più deboli. Che cos'è e a chi giova questa voglia di tornare agli istituti, a quegli istituti che credevamo di aver allontanato per sempre dalla vita dei nostri figli.

A Pisa è stato inaugurata istituto che conterrà a regime 100 persone disabili. Vicino Pisa si chiuderà una casa famiglia dove vivevano 10 persone disabili che saranno spostati nell'istituto. Spostati come pacchi, sradicati dalla loro vita e dalla loro storia. A Empoli il progetto è per un istituto per 70 persone Veemente la risposta delle Reti Associative Toscane: Dipoi – Fish Toscana – Coordinamento toscano associazioni salute mentale - Fand Toscana che sono intervenute in questa vicenda con un comunicato. Autismo Toscana sostiene e fa proprio questo comunicato:

«Inutile girarci intorno: il centro per disabili “Le Vele” per il dopo di noi appena inaugurato nel comune di San Giuliano Terme è il classico esempio di re-istituzionalizzazione delle persone con disabilità. È difficile vedere diversamente un’unica struttura che accentrerà 100 persone disabili in una zona semi rurale e periferica. Struttura figlia di un approccio culturale vecchio e superato dalla storia, in totale contraddizione sia con la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità - e con la specifica raccomandazione n. 40 b) dell’Onu all’Italia “di reindirizzare le risorse dall’istituzionalizzazione a servizi radicati nella comunità” - sia con i documenti conclusivi delle Conferenze nazionale e regionale sulla disabilità dello scorso settembre a Firenze, che con il Piano socio-sanitario della Regione Toscana».

È la posizione netta che prendono Patrizia Frilli [Dipoi], Donata Vivanti [Fish], Gemma Del Carlo [Salute mentale] e Antonio Quatraro [Fand], presidenti delle quattro reti delle associazioni e fondazioni toscane che si occupano di disabilità. «A Pisa come a Empoli, con il progetto Terrafino, ancora per fortuna non realizzato – aggiungono i quattro presidenti - si sta tentando di tornare indietro, e il nostro sospetto è che, purtroppo, le persone disabili siano solo il pretesto per organizzare in modo efficiente il potenziale grande business del dopo e durante noi. Puntando a formule di confinamento delle persone disabili in nuovi e moderni “istituiti”, che nulla hanno a che vedere con la qualità della vita di chi ne diventerà utente.

Fish, Dipoi, Fand e Coordinamento della salute mentale continueranno a battersi per un modello d’intervento alternativo, basato per il dopo di noi su piccole comunità di tipo familiare inserite nel tessuto sociale o unità di vita con sostegno, diurni aperti e inclusivi, qualità delle relazioni umane e coinvolgimento delle famiglie. E non ci venga risposto, per favore, che questo modello è utopico e costoso. Perché sono decine le realtà che nella nostra Regione stanno dando concretezza a queste idee. La Fondazione Dopo di Noi di Pisa ha il diritto di fare quel che vuole, e di spendere i suoi 20 milioni di Euro come ritiene opportuno. Nulla quaestio. Quello che vogliamo sapere a questo punto, è cosa intende fare la Regione Toscana con le risorse pubbliche. Che a nostro avviso, coerentemente con gli atti d’indirizzo regionale, devono essere indirizzate in tutt’altra direzione.

L’assessore a welfare e salute Stefania Saccardi ha sempre sostenuto nei tavoli di confronto e nelle pubbliche iniziative che la Regione Toscana è impegnata a promuovere l’inclusione sociale delle persone disabili e la responsabilizzazione delle famiglie attraverso le associazioni e le fondazioni di partecipazione. Approccio più volte confermato dal presidente Enrico Rossi. E totalmente condiviso dalle nostre reti associative. Già all’inizio della prossima settimana – concludono Frilli, Vivanti, Del Carlo e Quatraro - ci saranno incontri a Firenze per capire come saranno utilizzate le risorse assegnate alla Toscana dal Governo con la legge 112/2016 sul dopo d noi, che sono state raddoppiate dalla Regione. Anche se il tema è generale e riguarda la destinazione di tutte le risorse pubbliche delle politiche per la disabilità spese nelle zone.

Fonte: Autismo Toscana

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