
Alla luce delle forti perplessità emerse dalla lettura della relazione conclusiva del laboratorio “pH Srl”, abbiamo depositato una mozione per l’istituzione di una Commissione Consiliare sul tema dei fanghi, convinti che sia arrivato il momento di fare completa chiarezza sull’effettivo stato di salute del nostro territorio.
L’Amministrazione di Peccioli lo deve ai propri cittadini, viste anche le spese finora sostenute.
OGGETTO: Mozione – “Istituzione di una Commissione Consiliare sullo spandimento di fanghi da depurazione su suolo agricolo”
Egregio Sig. Sindaco,
VISTE la delibera di Giunta n. 33 del 29.09.2016, di indirizzo per indagini sui territori interessati dagli spandimenti dei fanghi derivanti da depurazione, e le Determinazioni di incarico al laboratorio “pH Srl”, la n. 200 e la n. 208 dello scorso ottobre 2016;
PRESO ATTO che i risultati analitici presentati nella relazione conclusiva dell’indagine, contrariamente a quanto dichiarato in premessa, non consentono alcuna “caratterizzazione di dettaglio di tutte le aree in cui si è proceduto alla pratica degli spandimenti”;
RITENUTO che i pochi dati riportati dalla relazione, in particolare il 95° percentile di alcuni analiti, destino alcune perplessità circa la possibile esistenza di singoli terreni con concentrazione di alcuni inquinanti molto prossima (o addirittura superiore: i dati forniti non consentono di stabilirlo) ai limiti definiti nella tabella 1 dell’allegato 5 al titolo V parte IV del D.Lgs.152/2006;
RITENUTO POI che l’impostazione dell’indagine descritta nella relazione si esponga a possibili critiche di carattere metodologico, che qui riportiamo in maniera succinta:
- l’indagine si concentra su una singola matrice ambientale, il suolo, trascurando completamente matrici altrettanto importanti per poter affermare che il nostro territorio è pulito, come le acque superficiali e profonde;
- la metodologia di campionamento descritta parla del prelievo di un singolo campione ad una profondità massima di 50cm; la norma prevede invece carotaggi continui, con prelievo di almeno tre campioni ad una profondità variabile tra 0 e 1m, al fine di valutare se la lisciviazione abbia portato contaminanti nelle litologie sottostanti il piano di campagna;
- la scelta casuale di punti all’interno delle maglie d’indagine, maglie di 2 ettari di superficie, non garantisce che tali punti ricadano davvero su terreni soggetti a spandimento. Di certo in maglie di quella dimensione ricadono parzialmente anche aree boschive, torrenti, strade, fabbricati e porzioni di terreno agricolo esenti dalle autorizzazioni. Un risultato statistico mediato su tutte queste situazioni non è sufficientemente significativo a caratterizzare in dettaglio le aree soggette a spandimento;
- non risulta evidenza, dalla relazione, se i campioni raccolti siano stati confrontati con un “bianco analitico”, ovvero con campioni simili, prelevati da terreni adiacenti a quelli oggetto di spandimento, al fine di ottenere un’indicazione comparativa dell’effettivo impatto dei fanghi;
- l’insieme degli analiti ricercati è molto più ristretto della lista della tabella 1 dell’allegato 5 al D.Lgs. 152/2006;
- la scelta di utilizzare come termine di riferimento le soglie limite di concentrazione dei contaminanti nei suoli con destinazioni d’uso “residenziale/verde pubblico e/o privato”, riportate nella Tabella 1 dell’Allegato 5 non risponde a una norma cogente. Il D.Lgs.152/2006 non riporta apposite disposizioni per i suoli destinati alla produzione agricola: l’art. 241, per quanto attiene alla gestione e/o agli interventi di bonifica o di ripristino ambientale di aree agricole, rimanda ad un successivo decreto da adottarsi di concerto tra i Ministeri dell’Ambiente, della Salute e delle Politiche Agricole che non è mai stato emanato. La definizione di soglie specifiche per le aree agricole è un punto ancora ampiamente dibattuto, anche all’interno dell’Istituto Superiore di Sanità. Ciò rafforza il convincimento che, più che la ricerca di un termine assoluto con cui confrontare la concentrazione dei vari contaminanti nei terreni di Peccioli per “escludere la presenza di contaminazioni diffuse”, fosse opportuno caratterizzare in modo relativo le aree soggette a spandimento rispetto a quelle escluse;
CONSIDERATO che il Comune si è fatto carico di un esborso economico considerevole (47.580€ per le indagini e 6.031,68€ per l’”ideazione creativa, la realizzazione e l’affissione dei manifesti informativi” sui risultati della stessa) per “restituire al territorio comunale l'immagine di grande qualità che la contraddistingue”;
VALUTATO che le perplessità tecniche sopra esposte non consentono, ad oggi, di fugare i legittimi dubbi della cittadinanza sul reale impatto di tanti anni di spandimenti su questo territorio;
DATO ATTO che “è compito del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale tutelare la salute dei cittadini oltre che assicurare la diffusione di corrette informazioni in modo da garantire l’immagine e la reputazione di chi lavora e investe sul nostro territorio comunale”;
RITENUTO comunque che Sindaco e Giunta debbano attenersi all’indirizzo e controllo esercitato dall’intero Consiglio Comunale, organo istituzionale sovrano in materia di salute pubblica e assetto ed uso del territorio;
CONSIDERATO che il coinvolgimento delle minoranze consiliari costituirebbe un ulteriore elemento di pluralità e garanzia nei confronti della cittadinanza;
il Consiglio Comunale di Peccioli
IMPEGNA SINDACO E GIUNTA:
a costituire rapidamente un’apposita ‘Commissione Consiliare sui Fanghi’, con i seguenti obiettivi:
- valutare le criticità emerse dalla lettura della relazione conclusiva dell’indagine;
- analizzare il Piano di Indagine Ambientale predisposto dal laboratorio “pH Srl” e tutti gli elementi analitici e i dati quantitativi raccolti durante l’indagine, non solo quelli riportati nella relazione conclusiva;
- definire una strategia per sciogliere eventuali criticità emerse da questa analisi;
- predisporre un piano di attuazione di tale strategia;
- dare la massima diffusione e pubblicità ai risultati ottenuti.
Propone inoltre il Consiglio Comunale che la Commissione sui Fanghi:
- sia presieduta da un Consigliere nominato dall’opposizione, come ulteriore elemento di garanzia verso la cittadinanza intera;
- disponga delle risorse economiche necessarie a nominare uno o più esperti terzi (Università e/o CNR) che aiutino la Commissione stessa a valutare gli elementi tecnici e a predisporre eventuali supplementi d’indagine.
Confidenti che Sindaco e maggioranza dispongano di sufficiente sensibilità politica e istituzionale per comprendere che la serietà e la gravità delle considerazioni sopra illustrate richiedono, su un tema così delicato, un nuovo atteggiamento nei confronti delle istanze di trasparenza delle minoranze consiliari, chiediamo che la presente mozione venga posta all’Ordine del Giorno di una prossima seduta consiliare, da convocare con l’urgenza dovuta, ai sensi dell’Art.51 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale di Peccioli.
Davide Castagni Fabbri e Matteo Marianelli, gruppo consiliare 'Un comune per tutti'
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