
In data odierna si è tenuto l'incontro con la Fondazione inerente la procedura di licenziamenti collettivi. Le organizzazioni sindacali scriventi, pur dichiarando la propria contrarietà all'apertura dei licenziamenti avviata dalla Fondazione, alla luce dei problemi reali della stessa di cui molte volte abbiamo dato conto attraverso note e comunicati, hanno manifestato la disponibilità ad un confronto di merito assumendosi l'onere di una controproposta che andasse nella direzione di favorire un accordo.
E' cosa scontata che nelle procedure di licenziamenti collettivi si cerchi di ridurre l'impatto sociale di questi favorendo misure che tentano di salvaguardare professionalità e modello produttivo utilizzando strumenti quali pensionamenti, come previsto peraltro dalla L. 112/2013 cd legge Bray, e non opposizione ai licenziamenti attraverso accordi transattivi individuali che prevedano indennizzi tali da evitare un' alea di giudizio e mettere così al riparo la Fondazione da probabili vertenze con ricadute gravi sulla Fondazione stessa. Nelle aziende “normali” si fa così. E' interesse dell'imprenditore trovare coloro che si dicono disponibili a non opporsi al licenziamento e ad accedere alla pensione attraverso argomenti persuasivi. Prendiamo atto che la Fondazione non fa parte della “normalità”.
Oltre a quello che era, per noi, ovvio mettere in campo abbiamo chiesto al Sovrintendente, altrettanto ovviamente, che i Dirigenti facessero la propria parte attraverso misure di certificazione della riduzione dei propri compensi, come annunciato dal Sovrintendente stesso nelle commissioni consiliari comunali, che si forfettizzassero i rimborsi spese della Direzione, che non venissero rinnovate le consulenze in scadenza per almeno un biennio, o si risolvessero anticipatamente qualora ci fossero i presupposti di legge per poterlo fare, che si trovassero modalità differenti dalle attuali nella gestione dei molteplici contratti a termine attraverso il confronto con le OO.SS. come previsto dal CCNL, che ci fosse assicurazione rispetto a non aprire ulteriori procedure di licenziamento e che si potessero prorogare i termini della procedura in modo tale da poter attivare tavoli istituzionali paralleli che dessero garanzie circa le prospettive future della Fondazione.
Non abbiamo registrato da parte della Fondazione nessuna disponibilità in merito: c'è stata una chiusura netta rispetto ai punti da noi presentati.
La presenza di Ales Spa, al tavolo nella persona del Dott. Giovanni Iannelli, ci ha almeno confermato l'applicabilità della legge Bray-Franceschini per quanto attiene il percorso di ricollocazione presso la società stessa che non era scontata rispetto a quanto emerso in precedenza.
Con estremo rammarico e con grande preoccupazione prendiamo atto dell'impossibilità di giungere a soluzioni positive con la Fondazione: due accordi non raggiunti su due procedure di licenziamento aperte in due anni dovranno pur condurre ad una riflessione anche in virtù di quanto accade invece da altre parti (Bari e Bologna).
Le OO.SS. consulteranno i lavoratori in merito alle iniziative di mobilitazione da intraprendere.
Slc-Cguil, Fistel-Cisl, Fials-Cisal
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