Amore a senso unico, la Dipendenza Affettiva

In uno dei nostri primi articoli Il piacere di piacere, il narcisista e la manipolazione affettiva, la Dott.ssa Chiara Paoli ci ha parlato del narcisista maligno, dandoci alcuni spunti per riconoscerlo. Oggi, cerchiamo di capire chi sono coloro che diventano più facilmente le loro prede.

Intanto, possiamo dire che la dipendenza non è di per sé patologica, ognuno di noi è, in qualche modo, dipendente da qualcuno. La nostra autostima, ad esempio, si forma anche dalle risposte che riceviamo dall’esterno, abbiamo bisogno di conferme e approvazione, di empatia e di sentirci amati e accettati dagli altri. Quando però, la dipendenza viene estremizzata, allora scatta l’allarme.

La dipendenza affettiva, infatti, è uno stato patologico nel quale la relazione è vissuta in modo totalizzante, non c’è reciprocità nella vita affettiva della coppia, ma è solo uno dei due che dona affetto “a senso unico”. La relazione diventa indispensabile e necessaria per l’esistenza di coloro che vivono questo tipo di rapporto, tanto che arrivano a non ascoltare più se stessi, i propri bisogni e le proprie necessità, ma finiscono con l’annullarsi per l’altro, tutto al fine di evitare la paura più grande, la rottura della relazione.

Guardiamo quali sono i sintomi più comuni:

  • Terrore dell’abbandono e della separazione;
  • Incapacità a riconoscere i propri bisogni e a comunicarli all’altro;
  • Atteggiamento negativo verso se stessi caratterizzato da un forte senso di inadeguatezza;
  • Senso di colpa e rabbia;
  • Paura di perdere la persona amata;
  • Devozione estrema;
  • Gelosia morbosa;
  • Isolamento;
  • Incapacità di tollerare la solitudine;
  • Stato di allarme e di panico davanti alla minima contrarietà;
  • Assenza totale di confini con il partner: la relazione è simbiosi e fusione;
  • Paura di essere se stessi.

 

Abbiamo visto nel precedente articolo, come si comporta il narcisista in una relazione di coppia, quali siano i meccanismi che mette in atto e, da quanto detto sopra, è facile capire come, tratti narcisistici e dipendenza affettiva, si incastrino alla perfezione: il bisogno di sentirsi superiore del primo, con il bisogno di avere una relazione ad ogni costo del secondo.

Il dipendente viene, così, costantemente avvilito dal partner, sminuito sotto ogni aspetto, messo in un confronto costante con gli altri, sia per quanto riguarda l’aspetto fisico, che per il carattere o per l’intelligenza. Si innesca, quindi, un circolo vizioso in cui il dipendente, insicuro di sé stesso, proverà gelosia morbosa, senso di colpa per non essere “abbastanza” e paura di perdere l’altro, evento intollerabile che lo porterà ad annullarsi ancora di più per il proprio partner facendolo sentire superiore e così via.

Le relazioni che instauriamo con gli altri e la scelta del partner non sono casuali, ma si basano su meccanismi appresi in tempi lontani, nel corso delle nostre prime relazioni significative, quelle avute con chi si è preso cura di noi.

Il dipendente avrà probabilmente sperimentato e appreso nella sua infanzia un rifiuto, un abbandono da parte di un genitore idealizzato, percepito come superiore e irraggiungibile, che lo ha respinto proprio per la sua inadeguatezza.

La dipendenza, quindi, si lega in modo forte al rifiuto, alla svalutazione e all’umiliazione, è ciò che il dipendente ha sempre provato e conosciuto, nonostante la grande sofferenza, è il modello che lo guida e gli permette di avere aspettative e fare previsioni sul comportamento degli altri. Il desiderio di essere in grado, prima o poi, di cambiare colui che sa amare solo se stesso, di fargli vedere il proprio valore e di riuscire a farsi amare è sempre presente.

Il percorso per uscire da questo disturbo è piuttosto arduo, ma non impossibile, acquisire consapevolezza rispetto al proprio valore è un passo importante per staccarsi dalla dipendenza, imparare a non dare la colpa a noi stessi delle umiliazioni e delle offese subite, ma a colui che ci ha ferito, imparando a vederlo per quello che è, senza la maschera del fascinoso, del carismatico e dell’ammaliatore tanto cara al narcisista.

Nel caso in cui vogliate suggerirci un argomento da affrontare o esporci una vostra problematica o preoccupazione scriveteci a studiopsicologicoilcammino@gmail.com, e noi vi risponderemo o pubblicando la lettera in forma anonima o affrontando la tematica da voi richiesta.

Elena Nencini