
La notizia dell'insediamento industriale avanzata dal l'immobiliare Cafaggio per l'area ex Grassi è una proposta che ridefinisce fortemente l'assetto della frazione, ingrandendone ulteriormente la componente industriale.
Attraverso lo strumento della perequazione, da un lato si punta a concessioni importanti dal privato in termini di aree verdi, servizi e mobilità sostenibile, dall'altro però si porta avanti la cementificazione di su ruolo prettamente agricolo - per di più con progetti di edilizia industriale - in una zona pesantemente condizionata dall'impatto delle attività produttive sull'assetto urbanistico e sulla vivibilità della frazione, in termini di ricadute sull'ambiente e sulla salute delle persone.
Siamo davvero lieti che l'ipotesi di un deposito di inerti venga scartata, ma riteniamo necessario che la definizione delle attività industriali prenda in seria considerazione la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, piuttosto che i soli interessi speculativi.
Sappiamo bene quale impatto causano gli scarichi di certe imprese - definite "bombe ecologiche" dall'assessore Alessi appena qualche mese fa - sulla qualità dell'aria e della falda acquifera.
Simili preoccupazioni trovano riscontro nella stessa indagine di ARPAT nel Macrolotto 2 di qualche settimana fa.
Come comitato di residenti e lavoratori auspichiamo quindi che questa proposta possa aprire un confronto ampio e condiviso sulla variante urbanistica necessaria al progetto; e sollecitiamo l'amministrazione comunale e la commissione 4 ad intraprendere un percorso partecipativo - analogo a quello che ha interessato via del Ferro e piazza Marino Olmi - che interessi aspetti cruciali per la zona, come: la definizione di percentuali minime di verde pubblico, la destinazione d'uso per certi immobili e la viabilità, specialmente di mezzi pesanti.
Comitato di residenti e lavoratori di Cafaggio In mezzo ad un'Autostrada
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