
"Dopo che qualcuno di buona volontà ci ha tradotto l'ultimo http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/emergenza-ungulati-le-posizioni-di-agricoltori-e-cct-su-la-nazione-di-oggi-42075/#lightbox/1/ dei numerosi e periodici articoli che in Toscana, ma anche nelle altre regioni, si sganasciano a scrivere su di noi, vogliamo manifestarvi le nostre ultime volontà.
Non ci sono "leoni nè gazzelle" ma ci siamo noi, cinghiali, a organizzare i "pericolosissimi safari made in Tuscany". Infatti "Il 2 e 3 gennaio abbiamo impattato con un automobilista che se l'è cavata con qualche graffio. Il 13 dicembre invece su una carreggiata a Lucca siamo morti in nove 'piccoli porcellin' mentre l'autista è rimasto ferito. Sempre in lucchesia ci siamo proposti di fare un altro ferito e un altro ancora sulla Via Pesciatina".
Siamo erbivori, prede e non predatori, ma ci infamano facendoci passare per belve feroci. Ci allevano in quei recinti dove non sappiamo cosa sia la vita selvatica, ci fecondano con i maiali domestici ed ereditiamo i geni della dimestichezza. Per questo ci fidiamo dell'uomo, attraversiamo le strade, di rado le periferie dei centri abitati (a volte ci spingono a farlo per fotografarci come fossimo esemplari da "top five").
Non siamo italiani, siamo immigrati ma, anzichè spinti dalla fame o dalla guerra in patria, siamo stati reclutati a forza per trasferirci in Toscana, in Italia e sostituire le vittime ormai sbaragliate, eradicate, i cinghiali maremmani, e continuare così il gioco della guerra.
Dicono che devastiamo i campi ma ci capitiamo soltanto quando il nostro bosco, la nostra macchia, che è anche la nostra tana, il nostro territorio, il nostro ambiente, viene invaso da costruzioni, strade, sentieri, gli alberi vengono abbattuti e restiamo senza cibo e senza sicurezza.
Ogni volta che raccontano di noi, quasi tutti i giorni, parlano con malevolenza e senza verità. Dicono che siamo 200.000, qualche giorno dopo 400.000, fra poco diranno che siamo un miliione. Non ci contano, ma lo sanno.
Dicono che provochiamo incidenti, feriti e morti ma per la persecuzione che noi animali affrontiamo anche tanti umani vengono feriti e uccisi. Ci hanno detto che, soltanto raccogliendo le notizie pubblicate dai quotidiani, nonostante la guerra continui tutto l'anno, nei soli mesi da ottobre 2015 a gennaio 2016 sono morte 24 persone e ferite 87. Su questi morti e feriti cala il silenzio. Non se ne parla anche se gli umani hanno voce per parlare e noi solo la voglia di fuggire.
Dicono che le leggi non sono sufficientemente mortali perchè nonostante ci sparino e ammazzino tutti i giorni dell'anno , "siamo destinati a crescere anche nei mesi a venire". Allora a che serve la caccia? Ma perchè non disseminano mine anti cinghiale e ci sterminano in una volta sola così nessuno più si lamenterà di noi.
Ma sarà vero che vogliono sterminarci? Non si lamenteranno poi i cacciatori perchè dovranno rinunciare alla loro guerra? E non si lamenteranno gli armieri perchè non potranno più vendere armi? E non si lamenterano i solerti politici che per il voto sacrificano valori per autorizzare la strage degli innocenti?
Uccideteci tutti, insieme ai nostri cugini caprioli, daini, cervi e mufloni, così la Toscana, l'Italia, sarà libera oltre che da noi anche dalle armi e dal sangue che nell'indifferenza generale macchia le mani e le coscienze di chi disprezza la vita, schiavizza la vita, robottizza la vita. Di chi ipocritamente inneggia alla biodiversità spargendo veleni (piombo) e morte e spudoratamente si dichiara salvatore della Natura. Uccidendola".
Fonte: Associazione Gabbie Vuote
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