Bando Pit, Desideri (Coldiretti): "Castelfiorentino resta fuori, a che serve l'Unione dei Comuni?"

"Casualmente, partecipando all'assemblea annuale della Cantina Colli Fiorentini, apprendo che all'interno della Cantina stessa un gruppo di imprese si e' attivato per partecipare al bando regionale PIT multimisura 2016, bando che prevede il requisito di accesso, condivisibile, della collegialità.
Il tutto mediante il meccanismo alquanto singolare del passaparola tra amici.

Tutto lecito, fino a che rimane tra aziende, anche se poco lodevole, ma al momento che si inseriscono nel gruppo soggetti pubblici ed uno di questi (Comune di Montespertoli) fa pure da capofila, automaticamente scatta il requisito della territorialità (Art. 19.4 del Reg. UE 1305/2013). Per come attualmente è formulato il progetto, nella mia sezione, mi troverò tre Comuni (Certaldo, Gambassi e Montaione) che possono partecipare con Montespertoli ed un Comune (Castelfiorentino), che resta fuori. Inoltre, come imprenditore agricolo e socio di uno dei partner partecipanti, mi trovo, come altri, ad essere escluso, a priori.

In una riunione pubblica, il 27 corrente, presso il Comune di Montespertoli, a precise domande, mi sento rispondere "i fondi sono pochi", oppure "i giochi ormai sono fatti". Non so quale sia la condivisione di questo percorso, tra i sindaci dell'Unione dei Comuni, ma trovo a dir poco inadeguato che un sindaco, che ha la delega all’agricoltura all' interno dell'Unione, si faccia trascinare in un meccanismo così poco trasparente e sia esso stesso la causa dell'esclusione di parti dello stesso ambito territoriale.

Come cittadino dell’ Empolese-Valdelsa, mi chiedo a cosa serva l’Unione dei Comuni e se abbia una presidenza vigile e consapevole.

Come socio della Cantina sociale Colli Fiorentini, che abbraccia l’intero Empolese Valdelsa e che è tra i promotori di questa iniziativa, sarei curioso di sapere come farà la dirigenza a giustificare l’adesione a progetti pubblici, sulla base del passaparola tra amici e con esclusioni predefinite.

Propongo, pertanto, che il procedimento venga ampiamente pubblicizzato, che sia richiesta la proroga dei termini di scadenza del bando, in maniera consistente e congrua e, qualora il capofila sia un soggetto pubblico, si comporti come tale, evitando esclusioni preconfezionate".

Valerio Desideri, imprenditore agricolo e presidente della sezione Coldiretti di Castelfiorentino, Certaldo, Gambassi Terme e Montaione


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