La denuncia di Conf.Sal-Unsa: "In Costa San Giorgio spariscono anche le fontanelle"

Una lettera al sindaco Dario Nardella, alla Soprintendenza e agli uffici Unesco per chiedere un chiarimento sulla rimozione e/o sparizione della fontanella di ghisa che si trovava di fronte al numero civico 28 di Costa San Giorgio, che dal Ponte Vecchio, Piazza Santa Felicita, Piazza de’ Rossi – zona archeologica di insediamento romano e paleocristiano – conduce al cinquecentesco Forte Mediceo di Belvedere. L'ha inviata il coordinatore toscano della Conf.sal-Unsa Beni culturali, Learco Nencetti, che chiede quali siano le motivazioni di tale “sparizione”.

Nencetti, chiede come sia possibile che nessuno sappia niente; o meglio, che non esista alcuna indicazione (o Determina) del Comune di Firenze che giustifichi tale azione di rimozione e quali ne siano motivazioni o cause? (( Motivazione = Interessi della collettività - Cause = Interessi di qualche privato )).

Questa fontanella, generosa di acqua buona, ultima erede di quel “percorso d’acque sacre” ricordato fin dall’alto Medioevo in questo luogo - tiene a precisare Nencetti - aveva offerto il suo umile generoso servizio a chi saliva per la ripida Costa e questo servizio era giunto ai nostri giorni: ora è sparita…. Perché?

LA FONTANELLA DI GHISA – ricorda il sindacalista – era situata lungo la ripida Costa San Giorgio che dal Ponte Vecchio, Piazza Santa Felicita, Piazza de’ Rossi, zona archeologica di insediamento romano e paleocristiano, conduce al cinquecentesco Forte Mediceo di Belvedere.

Il luogo era segnato da acque lustrali provenienti dalle numerose fonti sorgive del poggio. Fu appunto nelle adiacenze di uno di questi siti bagnato da acque taumaturgiche che fu eretta una chiesa già prima del Mille e dedicata, non a caso, ai Santi taumaturghi Giorgio e Mamiliano. ai quali fu pure qui dedicato un pozzo dalle acque risanatrici. La nostra fontanella, poco distante da questo luogo, era sopravvissuta quale ultima testimonianza di un’antica via ricca di fonti.

"La situazione attuale – scrive il Sindacato –, senza nessuna motivazione, altera le condizioni ambientali e storico-ambientali in contrasto con la prescrizione di tutela prevista dal vigente art. 45 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (ex art. 49, D.Lgs 29.10.1999, n. 490; ex art. 21, Legge 1 giugno 1939, n. 1089), ed è per questo che viene richiesto il dovuto intervento di chiarimento e di tutela".

Fonte: CONF.SAL-UNSA Beni culturali

Notizie correlate



Tutte le notizie di Firenze

<< Indietro

torna a inizio pagina