
Le ‘Voci dall’Alluvione’ parlano da un’Italia profondamente diversa da quella che oggi, cinquant’anni dopo, torna a leggere le lettere che i cittadini di Firenze scrissero al sindaco Piero Bargellini e sua moglie Lelia. Tra la fine del 1966 e il 1967, più di quattrocento fiorentini prendono carta e penna e scrivono al primo cittadino per chiedergli aiuto, mostrare riconoscenza, raccontare con fierezza e realismo la penosa condizione in cui tanti si trovarono dopo l’alluvione.
“Lettere che ci trasmettono un rapporto di fiducia: i cittadini scrivevano al sindaco perché avevano fiducia in lui. Fiducia ricambiata”, dice Diana Toccafondi, della sovrintendenza archivistica e bibliografica della Toscana. Sessanta di quelle oltre quattrocento lettere scritte al sindaco e a sua moglie sono oggi pubblicate grazie al lavoro di Annegret Hoehler nel libro (CD&V editore) che è stato presentato ieri pomeriggio in Consiglio regionale. “Fiducia, onestà, orgoglio e senso di appartenenza alla città: le persone, i cittadini di Firenze, hanno restituito con queste lettere quello che a Bargellini è stato negato dagli intellettuali e dalla politica fiorentina”, ha detto l’ex vicesindaco di Firenze Giovanni Pallanti, oggi giornalista e scrittore.
“La fiducia è l’elemento costitutivo che manca oggi nel rapporto tra la politica e i cittadini. Le lettere a Bargellini, per contrasto, ce lo fanno sentire ancora di più”, ha osservato Paolo Bambagioni, consigliere regionale. “La figura di Piero Bargellini merita di essere riscoperta, questo è un documento prezioso per restituirgli il valore che merita”. Alla presentazione, nella sala del Gonfalone del palazzo del Pegaso, sono intervenuti anche Adriano Rigoli, presidente dell’associazione nazionale Case della Memoria; Gregorio Nardi, responsabile e curatore dello studio e dell’archivio di Piero Bargellini) e l’editore Marco Capaccioli.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana
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