
Rogo sventato dalla grande professionalità dei poliziotti penitenziari. La denuncia del Sappe
Pochi se ne sono accorti, ma giovedì sera si è sfiorata la tragedia nel carcere di PRATO, dove era in programma la manifestazione 'Cena galeotta'. La denuncia è del Segretario Nazionale della Toscana del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE Pasquale Salemme: "E' successo che verso le 19.30, mentre si definivano gli ultimi preparativi all’interno della sala polivalente del carcere pratese per l’evento denominato “Cena galeotta” ed iniziavano ad accedere alla struttura numerosi partecipanti, un detenuto di nazionalità italiana, affetto da problemi psichici e contraddistintosi durante il periodo di detenzione per l’aver messo in atto numerosi eventi critici, incendiava il materasso della propria cella, all’interno della Sezione Isolamento, proprio nelle immediate vicinanze della citata sala.
I poliziotti penitenziari immediatamente intervenuti, dopo aver messo in sicurezza il soggetto e provveduto a spegnere il principio di incendio, è dovuto nuovamente intervenire, supportato da altro Personale di Polizia Penitenziaria, per un ritorno di fiamma dell’incendio che in un brevissimo lasso di tempo ha saturato l’ambiente di un denso e acre fumo nero, causando addirittura la mancanza di energia elettrica all’interno di tutto il Reparto Isolamento".
Salemme denuncia che "le Unità di Polizia intervenute hanno operato in condizioni di visibilità nulle, senza il supporto dei previsti dispositivi di sicurezza. Ciò nonostante, hanno proceduto ad evacuare la Sezione Isolamento ed a mettere in sicurezza tutti gli altri detenuti, ponendo a rischio la loro stessa incolumità, spinti dal senso del dovere e dall’abnegazione. Tre Agenti, a seguito dell’inalazione dell’acre fumo, hanno dovuto fare ricorso alle cure del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Santo Stefano” di Prato, per poi essere dimessi nel corso della notte con una prognosi di sette giorni".
Anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, rivolge “solidarietà e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria di PRATO, che ancora una volta ha risolto in maniera professionale ed impeccabile un grave evento critico” e giudica la condotta del detenuto che ha provocato l’incendio “irresponsabile e gravissima”.
"Anche il grave episodio accaduto nel carcere di PRATO” conclude il leader nazionale del SAPPE “conferma la costante tensione detentiva che continua a caratterizzare le nostre carceri. Ai disagi ed allo stress operativo per il Personale di Polizia Penitenziaria come conseguenza di costanti e continui eventi critici, le carceri sembrano essere moderni lazzaretti, nei quali almeno una patologia sanitaria è presente nel 60-80% dei detenuti. Ciò vuol dire che almeno due detenuti su tre sono malati.
Tra le malattie più frequenti quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti: a seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). Spesso, è solo la Polizia Penitenziaria, con le sue donne ed i suoi uomini in prima linea 24 ore al giorno, a confrontarsi con questi disagi e con le conseguenze che questi producono. Come dimostra quel che è avvenuto a Prato".
Fonte: Sappe Polizia Penitenziaria - Ufficio Stampa
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