Imprenditici artigiane in crescita nell'Empolese. Sorani: "Ancora troppe difficoltà"

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Raveggi: "Con il nuovo voucher baby-sitting 600 euro al mese anche per lavoratrici autonome e imprenditrici per pagare asili e baby sitter"


Col segno + la performance 2016 dell’imprenditoria femminile artigiana dell’Empolese, ma leggermente inferiore a quella centrata dall’intera provincia di Firenze. Se le imprenditrici artigiane dell’Empolese sono infatti aumentate dello 0,7%, quelle della provincia sono invece cresciute ell’1%.

A tenere saldamente il segno positivo sono però solo 5 comuni: Cerreto Guidi (+8.8%), Montaione (+6,6%), Gambassi Terme (+6%), Castelfiorentino (+5%) e Certaldo (+4%). I comuni restanti, infatti, perdono tutti: Capraia e Limite (-4%), Montespertoli (-3,7%), Fucecchio (-3,6%), Vinci (-1,8%) e Empoli (-0,4%).

I dati sono stati presentati a Alessandro Vittorio Sorani, presidente di Confartigianato per l’intera provincia di Firenze da Angela Raveggi, presidente di Donne Impresa, il movimento femminile dell’associazione.

Il rapporto Confartigianato sullo stato dell’imprenditoria in rosa ha evidenziato come Empoli racchiuda il 29% delle imprenditrici artigiane presenti di tutto l’Empolese (905 totali in valore assoluto), seguito da Fucecchio (15%), Vinci (12%), Cerreto Guidi (10%), Castelfiorentino e Certaldo (9% ciascuna), Montelupo e Montespertoli (5% rispettivamente), Capraia e Limite (3%), Gambassi (2%) e Montaione (1%).

Il 49% delle donne titolari di imprese individuali artigiane dell’area è impiegata nel manifatturiero e il 39 % nei servizi.

“Dati contradditori che, da un lato, dimostrano come le attività indipendenti rappresentino per le donne una concreta modalità di accesso al mercato del lavoro e dall’altro confermano l’Italia come un paese poco adatto a mamme che lavorano, a maggior ragione per le imprenditrici che sono escluse dagli interventi a tutela della maternità previsti invece per le lavoratrici dipendenti, ma le cose stanno per cambiare” dichiara Sorani.

Il riferimento va diretto al decreto del Ministro del Lavoro e del Ministro dell’Economia e Finanze (già pubblicato in Gazzetta) che consente alle imprenditrici artigiane di poter usufruire del voucher baby-sitting: le madri imprenditrici e le lavoratrici autonome potranno così richiedere, in sostituzione (anche parziale) del congedo parentale, un contributo (massimo 600 euro al mese per massimo 3 mesi) per pagare servizi di baby-sitting o servizi per l’infanzia (erogati da soggetti sia pubblici che privati accreditati).

“Il risultano di una nostra lunga battaglia con cui le imprenditrici artigiane conquistano il diritto a coniugare attività d’impresa e impegni familiari – prosegue Raveggi – Il decreto segna il superamento di un’incomprensibile disparità di trattamento tra dipendenti e titolari d’impresa. Apprezziamo che nella prossima legge di bilancio la misura sperimentale prevista lo scorso anno sia stata resa strutturale per gli anni 2017 e 2018 incrementando le risorse dai 2 milioni di euro del 2016 ai 10 milioni per ognuno degli anni futuri" commenta Raveggi.

Per aver accesso ai voucher è possibile rivolgersi al patronato di Confartigianato (0571. 981088). La domanda va presentata entro il 31 dicembre.

Fonte: Confartigianato Empolese Valdelsa - Ufficio Stampa

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