
"Grazie per la speranza concreta che ci date. Siete la dimostrazione che un futuro diverso sulla strada dell'integrazione, della sicurezza e della legalità è possibile".
È con queste parole che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha salutato tutti coloro, italiani e cinesi, che hanno partecipato alla visita della "Borse&borse" l'azienda di Campi Bisenzio, di proprietà cinese, che produce per le grandi firme della moda e in cui lavorano circa 160 dipendenti, per la maggior parte cinesi.
"Ho colto qui - ha aggiunto il presidente Rossi - un clima positivo anche dal punto di vista delle relazioni sindacali, insieme alla capacità di guardare al futuro. Qui si punta alla formazione dei lavoratori, a realizzare corsi di italiano, ad istituire un nido aziendale per i figli delle lavoratrici mamme. Magari tutte le aziende fossero come voi. La Regione è disponibile a sostenervi. Ci aspettiamo proposte e progetti e faremo il possibile per aiutarvi a realizzarli. Questa azienda è una ricchezza per voi e per questo territorio. Ci auguriamo che tutto il comparto cinese sia capace di andare nelle direzione che voi avete intrapreso".
Era stato il proprietario dell'azienda, Fu Fanghui, ad aprire la piccola cerimonia, ricordando la tragedia di Teresa Moda.
"Non esistono - aveva ammonito - scorciatoie lungo la strada dell'integrazione. Il cambiamento si opera nella quotidianità dei piccoli gesti. Senza legalità viene meno la dignità delle persone e vi ringrazio per averci scelto come esempio di valori che noi consideriamo fondamentali".
"La Regione sta pensando ad istituire una sorta di premio riservato a quelle aziende che si dimostrano virtuose ed in regola, con standard di sicurezza e qualità superiori alla media".
E' questo l'annuncio che l'assessore regionale all'immigrazione, Vittorio Bugli, ha fatto nel corso della breve cerimonia che si è tenuta al termine della visita compiuta insieme al presidente Enrico Rossi alla "Borse & borse" di Capalle, nel comune di Campi Bisenzio.
Dopo aver ricordato il suo lavoro per 14 anni in una fabbrica empolese, Bugli ha dato atto "che non è facile realizzare in sette anni ciò che voi avete fatto", aggiungendo che "chi vuole il rispetto dei lavoratori deve garantire loro rispetto e sicurezza" e che "continueremo ad operare con decisione per ottenere la regolarizzazione di tutte le aziende".
Un percorso, quello verso la regolarizzazione delle imprese del comparto, che è stato sottolineato anche dal console generale della Repubblica cinese a Firenze, Wang Fuguo. "Siamo di fronte - ha detto - ad un modello di sviluppo e di integrazione lungimirante. Al frutto migliore dello stretto legame di collaborazione che abbiamo instaurato con le autorità italiane sul fronte dell'integrazione e della regolarizzazione. E i dati ci dicono che l'integrazione delle imprese cinesi sta migliorando".
"Abbiamo voluto raccontare - ha aggiunto il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, organizzatore dell'iniziativa - una delle storie più belle ed importanti che si sono sviluppate in quest'area. E' la testimonianza di ciò che le aziende dovrebbero essere. Ci auguriamo che si crei un circolo virtuoso e si inneschi un effetto imitazione".
Da parte sua il responsabile del progetto "Lavoro sicuro", Renzo Berti, ha ricordato come due anni fa, all'inizio del lavoro degli ispettori, la percentuale delle aziende in regola fosse al di sotto del 15%, mentre oggi più della metà risultano in regola al momento dell'ispezione e più dell'80% adempiono alle prescrizioni in materia di sicurezza entro il termine che viene loro concesso.
Fonte: Regione Toscana
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