
In occasione dei 50 anni dell’alluvione di Firenze, le principali piattaforme social vengono popolate di contenuti multimediali: testi, immagini e video per far conoscere storie, aneddoti e curiosità.
Storytelling innovativo su Web, Facebook e Instagram
L’alluvione di Firenze vista dai tre “David” della città, che raccontano ciò a cui hanno assistito e dialogano tra loro su Facebook. Un profilo Instagram in cui rivedere le storie e i protagonisti del 4 novembre 1966. Le Google Maps popolate di contenuti in corrispondenza dei luoghi teatro dei fatti. E un sito web che raccoglie una selezione di storie e aneddoti, le vicende più note e quelle minori, meno conosciute, viste e interpretate da una prospettiva originale.
Tutto questo è “Firenze Smart Place. Storie dell’alluvione”, progetto del Communication Strategies Lab (CSL) dell’Università di Firenze nel cinquantesimo anniversario dell’alluvione del 1966. Per tutto il mese di novembre, il CSL si propone di raccontare l’alluvione con i linguaggi e gli strumenti al centro della sua attività di ricerca: social media e digital storytelling.
I principali ambienti social si popolano così di contenuti multimediali che fanno emergere aspetti più o meno noti, perlopiù geolocalizzati dove i fatti si sono verificati. Un’iniziativa che vuole non solamente far conoscere quegli eventi che segnarono Firenze quanto piuttosto proporre un inedito contenitore in cui le storie si relazionano ai luoghi, attraverso un impiego innovativo delle piattaforme digitali.
Il disastro, i danni, la solidarietà degli Angeli del Fango, ma anche l’alluvione descritta dai media di allora o cantata da Riccardo Marasco o ancora raccontata da un testimone d’eccezione come Carlo Monni. Sono solo alcune delle storie che si trovano nel network Firenze Smart Place che è possibile scoprire all’indirizzo www.csl.unifi.it/smartplace
Un uso sperimentale di Facebook www.facebook.com/firenzesmartplace
Del tutto sperimentale l’utilizzo di Facebook in cui, oltre alla pagina istituzionale del progetto che veicola tutti i contenuti prodotti, tre pagine fanno “parlare” e “dialogare tra loro” nient’altro che le tre statue del David di Michelangelo ubicate in città, quella all’Accademia, quella in piazza della Signoria e quella in piazzale Michelangelo. Le tre “maschere”, che godono di una visuale privilegiata su tanti angoli della città, danno voce a una narrazione inedita e originale del 4 novembre 1966 e degli eventi a seguire, ognuna dalla sua prospettiva, ognuna amplificando ciò che può osservare meglio e ognuna con un suo stile particolare. Non solo, i tre David interagiscono e dicono la loro anche commentando i reciproci post.
Instagram come non lo avete mai visto www.instagram.com/firenze.smartplace/
Immagini geolocalizzate dei fatti, mappe visuali che attraverso i “filtri” rievocano luoghi e momenti dell’alluvione: questo invece ciò che viene comunicato attraverso Instagram che ad oggi rappresenta il social di maggiore impatto creativo e non a caso risulta la piattaforma in maggiore ascesa tra gli utenti.
Una specifica sezione del progetto ospiterà inoltre una riduzione dello spettacolo “Sotto una gran piova d’acqua”, spettacolo di Sandro Bennucci, Marcello Mancini e Massimo
Sandrelli, da cui sono tratte informazioni e videoclip sempre geolocalizzate sul territorio.
Il format Smart Place
Un’inedita modalità di fruizione del territorio, che consente di farne emergere peculiarità e storie, favorendone la diffusione. Questo è il format “Smart Place”, già sperimentato dal CSL in altre occasioni, come le celebrazioni per i 500 anni del Principe di Machiavelli, quando nel progetto “San Casciano Smart Place” è stata realizzata un’app in realtà aumentata che permetteva di visitare San Casciano in Val di Pesa e conoscere la sua storia e quella dell’esilio di Machiavelli a Sant’Andrea in Percussina.
Fonte: Ufficio Stampa
Notizie correlate
Tutte le notizie di Firenze
<< Indietro





