
Sono stati un centinaio i cittadini che ieri hanno riempito la sala dell’ex-Mulino Forti per informarsi e ascoltare le ragioni del “No” del Movimento 5 Stelle al referendum del prossimo 4 dicembre.
Cinque i portavoce in Senato e in Consiglio Regionale che nei loro interventi hanno evidenziato i punti più critici della riforma e hanno messo in guardia i cittadini sulle armi che il governo ha per convincere a votare “sì”.
«Dobbiamo sforzarci per convincere tutti a votare No — ha detto Gabriele Bianchi, consigliere regionale — I cittadini hanno bisogno di esser presi per mano, e con questo referendum possono lanciare un chiaro segnale al governo: quello di rifiuto alla svendita del nostro Paese».
Elisa Bulgarelli, senatrice, si è proprio soffermata sulla svendita dei beni culturali: «Una cosa poco nota è che nella riforma, all’articolo 117 è stato scritto che lo Stato avrà legislazione esclusiva non solo nella tutela dei beni culturali ma, è stato aggiunto, il termine “valorizzazione”. Questo, in gergo finanziario, significa che lo Stato potrà far cassa, vendendo i beni culturali».
La portavoce in Senato, Laura Bottici, ha invece messo in evidenza che «Renzi, con la falsa storia dello spread, sta cercando di instillare paura nei cittadini nel caso vincesse, come vogliamo, il “No”»
È stata poi la volta dell’altra portavoce carrarese a Palazzo Madama, Sara Paglini, che ha sottolineato come un possibile Senato di nomina regionale, e quindi a maggioranza Pd (dal momento che la maggioranza delle regioni sono amministrate dal partito di Renzi) servirà a mettere i bastoni tra le ruote al prossimo governo a 5 Stelle. E ha aggiunto: «La Costituzione è stata scritta per proteggere i cittadini dai cattivi politici. Il 4 dicembre votiamo No».
Sui presunti risparmi che porterebbe la riforma si è invece soffermato il consigliere regionale, Giacomo Giannarelli: «Renzi ha detto, inizialmente, che la riforma del Senato avrebbe portato un risparmio di un miliardo di euro, poi è sceso a 500 milioni. Abbiamo voluto verificare queste cifre e ci siamo accorti che il risparmio effettivo sarà di 57 milioni, quando la nostra proposta di legge sulla riduzione degli stipendi dei parlamentari avrebbe portato risparmi per quasi 100 milioni di euro».
Fonte: Movimento Cinque Stelle Carrara
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