
Mi fa piacere la soddisfazione espressa dal Dott. Tesi relativa all' accordo sulla mobilità sanitaria, ma il volersene arrogare la paternità mi sembra quanto mai sconcertante ed un' operazione che non corrisponde a verità.
Premettendo che in Italia ognuno può scegliere di curarsi dove crede e che i casi in cui i cittadini di Montopoli si sono visti negare questo diritto sono veramente pochi , nessuno mette in dubbio la legittimità della raccolta delle firme necessarie per indire un referendum.
Ma l' affermare che detto accordo sia merito delle firme mi sembra veramente improponibile, infatti nell' accordo stesso viene precisato che è stato stipulato “ in conformità all' art.9 – comma 3 del patto per la Salute 2014-2016 e della Legge Regionale Toscana n. 84/2015 “ e non credo proprio che la legge abbia previsto tutto ciò perchè a Montopoli sono state raccolte le firme.
E' doveroso ricordare, ed avrebbe dovuto essere noto a tutti fin da principio, che la zonizzazione, cioè l' appartenenza di un Comune ad una Asl piuttosto che ad un' altra , non è materia di competenza Comunale e quindi a livello comunale il referendum non avrebbe potuto essere effettuato.
Inoltre la decisione di appartenere ad una Asl non è cosa da poco ed implica una riflessione molto approfondita, non si può decidere solamente in merito alla vicinanza ad un plesso ospedaliero, la questione logistica anche se importante non è da considerare prioritaria, ma occorre valutare attentamente la qualità e la quantità di tutti servizi a partire da quelli territoriali fino ad arrivare a quelli sociali espletati attraverso la Società Della Salute.
Se avessimo potuto dare corso al referendum,a prescindere dal risultato, il problema non sarebbe stato risolto, perchè in qualsiasi delle due Asl il nostro Comune si fosse posizionato sarebbe stata una soluzione riduttiva rispetto a quanto oggi l' accordo prevede, anzi si sarebbe verificata una frattura fra i cittadini : fra chi avrebbe desiderato restare nella Asl Centro e chi avrebbe preferito trasferirsi nella Asl Nord Ovest.
Inoltre sempre la L.R. Toscana 84/2105 all' art. 21 – c.2 prevede che i Consigli comunali, entro un termine temporale stabilito, possano avanzare proposte per la redifinizione degli ambiti territoriali, quindi, il Consiglio Comunale, avrebbe potuto essere la sede in cui dare indicazioni sulla collocazione sanitaria del nostro Comune.
L' ultimo aspetto da considerare, ma per questo non meno importante degli altri, è quello dell' appartenenza storica del nostro comune al Comprensorio del Cuoio, la collaborazione con gli altri tre Comuni ha portato nel corso degli anni buoni frutti: alcuni importanti servizi sono stati associati, molti progetti sono stati condivisi, un'eventuale scelta diversa dagli altri comuni in materia sanitaria ci avrebbe inevitabilmente e gradualmente spinto fuori da tale realtà vanificando tutto ciò che di positivo era stato realizzato.
Dopo queste poche considerazioni si evince, senza dubbio, la bontà dell' accordo raggiunto, ma ne scaturisce anche che il referendum oltre ad essere "inattuabile avrebbe potuto essere addirittura dannoso. Allora mi domando a chi avrebbe potuto giovare".
Giovanni Capecchi, sindaco del Comune di Montopoli in Val d'Arno
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