Referendum, l'Anpi di Certaldo organizza un'incontro per spiegare le ragioni del 'No'

Sabato 19 novembre ore 17 presso la Saletta comunale di via 2 giugno a Certaldo, il comitato locale dell'ANPI organizza un'iniziativa per spiegare le sue ragioni a sostegno del NO riguardo al referendum del 4 dicembre: come ospiti saranno presenti Rocco Muzio, figlio e collaboratore di Teresa Mattei, partigiana e costituente, e Paola Galgani, segretario generale CGIL camera del lavoro metropolitana di Firenze. Introduce e coordina Yuri Furiesi, Presidente ANPI Certaldo.

Queste le parole del Presidente ANPI Certaldo Yuri Furiesi: "Spiegheremo le nostre convinte ragioni a sostegno del NO al di fuori degli estremismi e degli eccessi di queste settimane che a livello mediatico hanno visto una campagna elettorale quasi sempre urlata ed estremamente divisiva.

Lo faremo insieme a chi condivide, all'interno del variegato fronte del NO, le particolari ragioni dell'ANPI. E lo faremo in modo civile, determinato e autonomo. Come è nel dna dell'ANPI.

E come ci ha insegnato Marcello Masini, con cui abbiamo costruito e condiviso fino ai suoi ultimi giorni questa iniziativa a cui teneva particolarmente. La sua profonda preoccupazione manifestata fino all'ultimo per lo stravolgimento della costituzione, che condurrebbe ad una molteplicità di effetti negativi e controproducenti che saranno oggetto di approfondimento nel corso dell'iniziativa, è anche la nostra preoccupazione.

Purtroppo non potrà più essere tra i relatori, ma andremo avanti con estrema umiltà anche grazie al ricordo vivissimo che abbiamo di lui e delle sue parole partigiane. L'iniziativa resterà assolutamente aperta ai contributi, al confronto e ai ricordi di chi tra il pubblico vorrà intervenire".

Ricordiamo soltanto alcune delle principali ragioni per le quali l'ANPI a partire dal livello nazionale si è schierata fin da subito per il NO alla proposta di riforma costituzionale:

L'ANPI non è contraria a prescindere a modifiche della Costituzione e anzi si è fatta promotrice di diverse proposte in questo senso: il punto è che non si tratta di fare a tutti i costi, ma di fare bene, aggiornando quando occorre, ma rispettando lo spirito e i valori della Costituzione. E dando finalmente attuazione a norme fondamentali sancite dalla Costituzione.

Per esempio l'ANPI non è contraria a modifiche che riguardino l'attuale sistema parlamentare. Si può correggere però il “bicameralismo perfetto” in modo molto semplice e rapido: differenziando, almeno in parte, il lavoro delle Camere (ad esempio, riservando la fiducia al Governo solo alla Camera, e il controllo sull'esecutivo e sull'attuazione ed efficacia delle leggi al Senato).

E poi creando un sistema che consenta di approvare insieme le leggi più importanti e che affidi le altre ad un solo ramo del Parlamento, con la facoltà di intervento da parte dell'altro ramo. Questa riforma si sarebbe potuta fare in poco tempo, già col Governo Letta, invece di mettere mano a modifiche molto estese e controverse

L'ANPI non è contraria neppure alla riduzione del numero dei parlamentari. Si potrebbe per esempio ridurre proporzionalmente il numero dei Deputati e quello dei Senatori.

Se invece si riduce drasticamente solo il numero dei Senatori, squilibrando il sistema, vuol dire che il disegno è un altro: praticamente “azzerare” il Senato e dare tutto il potere ad una sola Camera ed a chi la governa.

Questo è grave e pericoloso perché elimina il sistema di pesi e contrappesi giustamente disegnato dalla Costituzione. Per altro, la riforma Boschi, nell'attribuire ai consigli regionali, e non ai cittadini, il diritto di eleggere il Senato, viola la sovranità popolare, di cui «la volontà dei cittadini espressa attraverso il voto (...) costituisce il principale strumento di manifestazione», come affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014. 

Infine, l'ANPI è assolutamente convinta che nel caso che vincesse il NO come da noi auspicato non ci sarebbe alcun caos: ci saremo invece evitati uno stravolgimento del sistema costituzionale, mantenendo ben aperta la possibilità di apportare quelle opportune modifiche, ritenute necessarie per correggere il cosiddetto “bicameralismo perfetto”.

Quanto alle conseguenze politiche, ne ha parlato solo il Presidente del Consiglio. Noi siamo di diverso avviso e non lasciamo entrare la politica-partitica nella campagna referendaria: il Governo andrà avanti fino a che il Parlamento gli darà la fiducia. E questo non c'entra nulla con le riforme costituzionali. 

Fonte: Ufficio stampa ANPI Certaldo

Notizie correlate



Tutte le notizie di Certaldo

<< Indietro

torna a inizio pagina