
Il Compagno Marcello Masini ci ha lasciati, dieci giorni dopo che lo aveva fatto Miretta. Non possiamo non sorridere, anche se addolorati. Marcello sdrammatizzava tutto, aveva un sorriso per tutti e avrebbe potuto scrivere un libro con le barzellette che, sempre, raccontava.
Comunista e partigiano fino all’ultimo momento della sua vita, il Compagno Masini fu tra i fondatori della Brigata “Spartaco Lavagnini” e combattè eroicamente contro i nazi-fascisti.
Nel 1947, quando era segretario della Camera del Lavoro, conobbe la Compagna Miretta Busia, già staffetta partigiana e poi operaia tessile, attivista sindacale e dell’Unione Donne Italiane.
Marcello Masini è stato un coerente militante comunista per tutta la sua vita. Anche dopo lo scioglimento del PCI ha fatto parte di Rifondazione Comunista (della quale fu coordinatore di zona nell’Empolese Valdelsa) e poi del Partito dei Comunisti Italiani.
Sindacalista, Sindaco di Certaldo per vent’anni (lo chiamavamo scherzando il Sindaco dell’Alluvione), presidente del Circolo ANPI di Certaldo, ha ricoperto un gran numero di altri incarichi politici e istituzionali, esercitandoli sempre con lo stesso spirito comunista e partigiano.
Fino alla fine della sua vita ha combattuto in difesa di quella Costituzione che, rischiando la vita, aveva contribuito a far nascere. Un giorno prima di chiudere gli occhi ci ha salutato, indicando in una intervista al Comitato per la Difesa della Costituzione la strada che noi comunisti e democratici antifascisti seguiremo: difesa intransigente del progetto democratico sociale contenuto nella Costituzione Italiana del 1948, fondato sulla coniugazione fra libertà personale e politica con i diritti sociali dei lavoratori, legame indissolubile che i poteri forti rappresentati dal Governo italiano vorrebbero recidere.
Non glielo permetteremo.
Fonte: Partito Comunista Italiano - Empolese Valdelsa
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