Scontri in città, Amato: "Negato il diritto costituzionale a manifestare". Verdi: "Sospesa la democrazia"

Miriam Amato

Ecco le parole di Miriam Amato (Alternativa Libera) sugli scontri di sabato a Firenze in concomitanza con la Leopolda.

"Signor Sindaco, sabato lei ha detto che "Manifestare è un diritto, sfasciare una città è ignobile e vergognoso". Sindaco, ma si è reso conto che sabato a Firenze è stato negato il diritto a manifestare, sancito dall'articolo 17 della Costituzione, forse deve esserle sfuggito. Sabato è stato vietato un corteo che doveva essere pacifico e che era stato preannunciato con notevole preavviso, ma annullato all'ultimo momento. Deplorevole è l'atteggiamento di chi trasforma un corteo pacifico in atti di violenza.
Deplorevole è l'atteggiamento dei media che hanno ignorato tutto il resto del corteo, numeroso e variegato, concentrandosi solo su un gruppo di ragazzi che non avevano nessun messaggio da lanciare se non far saltare la manifestazione ,  annullandone ogni aspetto costruttivo .
Deplorevole è stato affiancare a certi comportamenti il No, che in questo preciso periodo storico viene strumentalizzato in vista di una data troppo importante per il nostro paese.  Per correttezza d'informazione non tutti i No sono uguali, così come il fatto di non condividere le grandi opere, del tutto inutili, non ti rende di per sé un teppista, altrimenti per analogia chi impedisce una manifestazione potrebbe essere definito un  fascista?
Ma non si parli di sfascio di una città, quando danni non sono stati fatti, quando nessuna auto è stata incendiata o vetrina rotta o monumento danneggiato.
Ci sono invece delle responsabilità di chi ha vietato il corteo. E lei, signor Sindaco, perchè non detto nulla in merito al divieto che costituisce un precedente inaccettabile in questa campagna referendaria, che lede quanto sancito dalla nostra Costituzione? Forse ha ragionato più come esponente di partito e del comitato che sostiene, piuttosto che come sindaco di una città come Firenze?
E proprio lei, signor Sindaco, è d'accordo che vengano concesse le piazze storiche alla campagna che sostiene  in contrasto col regolamento comunale, in un clima sempre più di tensione della campagna referendaria, cosa ci si dovrà aspettare che il comizio di chiusura di Renzi in piazza Signoria e facendo contemporaneamente vietare un'altra manifestazione di dissenso?"

 

Verdi (Firenze Riparte a Sinistra): “C’è Renzi alla Leopolda: è vietato manifestare”

“Sabato si è avuto una sospensione delle regole democratiche e della libertà di espressione.
Le istituzioni, le forze dell’ordine hanno il dovere di mettere in campo le azioni necessarie affinché ogni iniziativa, ogni manifestazione si svolga senza tensioni e lo hanno dimostrato nel 2002, in occasione del Social Forum, con migliaia e migliaia di persone in corteo, agendo con intelligenza, senza che niente succedesse.
Sabato scorso, a Firenze, non è stato così!
L’atteggiamento del Questore – spiega la consigliera di Firenze Riparte a Sinistra Donella Verdi – ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza. E’ stato un errore vietare il corteo e poi, senza accogliere nessuna mediazione, caricare i manifestanti anziché isolare i violenti, con la motivazione che vi erano esponenti del governo alla Leopolda.
Sarebbe come dire che non si fanno più manifestazioni a Roma.
Il fatto che il Presidente del Consiglio abbia scelto Firenze per le sue annuali kermesse non può giustificare la limitazione dei diritti costituzionali di libera manifestazione anche di chi esprime il dissenso.
Chi si è trovato Sabato tra Piazza San Marco e Piazza D’Azeglio, anche persone che non avevano a che fare con la manifestazione, è rimasto intrappolato per tutta la sera senza la possibilità di allontanarsi, con le strade bloccate dalla polizia in tenuta antisommossa.
E’ stata bloccata la città con un dispiegamento di forze mai visto prima. Persino le ambulanze dirette a Santa Maria Nova hanno dovuto cambiare percorso e aprire le catene di Borgo Pinti, perdendo tempo prezioso.
Abbiamo assistito alla distorsione delle informazioni, di scontri alla Leopolda, comprese le dichiarazioni del Sindaco “i violenti hanno sfasciato Firenze” che raccontavano un altro film. Dichiarazioni fatte senza sapere cosa stava davvero succedendo e chi aveva finito per favorire i disordini.
Veramente Sindaco e Questore pensavano, vietando una manifestazione, di rasserenare gli animi?
Firenze non è il cortile di casa di Renzi a suo uso e consumo – conclude la consigliera di Firenze Riparte a Sinistra Donella Verdi – e chi aveva il compito di tenere insieme la gestione dell’ordine pubblico e il diritto costituzionale di manifestare non è stato all’altezza”.

Fonte: Ufficio Stampa

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