
Il dipartimento chirurgico dell’Azienda USL Toscana centro diretto dal dottor Stefano Michelagnoli, ha di fronte a sé una nuova sfida: adottare progressivamente nei reparti, negli ambulatori e nelle sale operatorie un modello di cura più sobrio, giusto e rispettoso del paziente.
Per raggiungere questo obiettivo con il quale sarà modificato l’attuale approccio terapeutico verranno avviate dall’Azienda le procedure per aderire formalmente a “Slow Medicine”, il movimento nato nel 2011, da un’alleanza tra sanitari e cittadini per migliorare l’appropriatezza clinica (diagnostica e terapeutica).
La decisione è arrivata al termine del Convegno che in questi giorni ha riunito a Firenze medici specialisti di tutta Italia, in occasione del venticinquesimo compleanno della chirurgia vascolare.
“Efficacia, sostenibilità, etica e morale”, sono infatti state le parole che hanno fatto da filo conduttore all’importante incontro al quale ha partecipato, tra gli altri, anche l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi.
“Il Collegio Italiano dei Primari ospedalieri di chirurgia vascolare per primo ha aderito al nostro movimento che tende a far perseguire in sanità l’obiettivo del fare meglio e non di più: per esempio non prescrivendo farmaci ed esami che spesso non sono necessari alla salute del paziente ma anzi possono danneggiarla (ad esempio l’esposizione alle radiazioni per l’eccessivo utilizzo di Tc e Rm) e il fatto che gli specialisti vascolari abbiano tra i primi aderito spontaneamente a ridurre l’utilizzo di trattamenti inappropriati è un grande atto di responsabilità, assunto non per motivi solo economici ma per tutelare la salute dei loro pazienti” – spiega la dottoressa Sandra Vernero, vice presidente di Slow Medicine, che annuncia che si sta costituendo a livello nazionale una “rete ospedaliera” aderente a una medicina più “slow”: meno omologata e invasiva e più attenta alle peculiarità di ogni singolo paziente.
Dalle patologie vascolari ora l’attenzione, nei confronti degli esami e dei trattamenti in eccesso che non rappresentano un beneficio, si estende a tutte le discipline chirurgiche. Un cambio di passo per tutti gli operatori del dipartimento chirurgico della AUSL Toscana centro che si dovranno confrontare con percorsi assistenziali maggiormente attenti alla relazione di cura con il paziente piuttosto che alla prescrizione indifferenziata di costosi ed inutili esami, con il recupero di preziose risorse per il servizio sanitario pubblico.
Per Michelagnoli, che nell’ambito del Convegno, è stato eletto Presidente Nazionale dei Primari di Chirurgia Vascolare servirà avviare un percorso formativo e di confronto per condividere tra tutti gli operatori, ma anche insieme alle associazioni che rappresentano i cittadini, questo importante cambiamento che innalzerà la qualità delle cure e degli interventi operatori.
Fonte: Ausl Toscana Centro - Ufficio Stampa
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