
Fare pressioni presso il Ministero dei beni delle attività culturali e del turismo e il Governo per trovare le modalità idonee a regolarizzare le risorse umane impiegate nell’Opificio delle Pietre Dure e ancora giuridicamente scoperte. Questo l’impegno richiesto alla Giunta regionale nella mozione illustrata da Marco Stella (Forza Italia), questa mattina, in commissione Sviluppo economico e rurale, cultura, istruzione e formazione presieduta da Gianni Anselmi (Pd). La mozione è stata approvata con i voti favorevoli di Pd, Forza Italia, Lega Nord e l’astensione del Movimento 5 Stelle.
“L’obiettivo – ha detto Stella – è quello di regolarizzare quei lavoratori, dotati di elevata competenza e professionalità e di tutelare il patrimonio umano e professionale da anni impiegato all’interno dell’istituto”. “Undici di loro a Firenze – si spiega nella mozione – si trovano a svolgere la loro attività senza di fatto essere inquadrati, né giuridicamente né economicamente, come funzionari”.
“Si tratta – ha detto Roberto Salvini (Lega Nord) esprimendo voto favorevole all’atto – di un sistema di restauro che deve diventare un punto di riferimento europeo”. Astensione, invece da Andrea Quartini (M5S), motivata dalla necessità di conoscere meglio il contesto.
Il presidente Anselmi ha definito l’atto “apprezzabile”. “Quei lavoratori – ha detto il presidente - sono professionisti del patrimonio culturale, di quella che è una vera eccellenza del nostro territorio”.
Grazie al suo operato, l’istituto, nel corso degli anni, si è guadagnato importanza nel panorama internazionale del restauro non solo per il recupero di opere d’arte straordinarie, ma anche per essere divenuto punto di riferimento internazionale per la ricerca, la consulenza e la formazione sul restauro.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio Stampa
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