
E' un'interrogazione sul depotenziamento della divisione Cargo in Toscana da parte di Trenitalia, ad aprire i lavori odierni del Consiglio regionale. In programma anche una comunicazione sulla situazione della ex Lucchini di Piombino. Numerose le mozioni previste all'ordine del giorno, tra i temi: la mancata realizzazione della cosiddetta bretella fantasma, la macroregione Toscana-Umbria-Marche, gli ungulati, il riordino delle camere di commercio, e la definizione delle aree non idonee agli impianti geotermici.
Amministrative Viareggio: respinte due mozioni sull’intervento dell’Avvocatura regionale
Sono state respinte dall’aula due mozioni in merito all’intervento della Regione Toscana sull’annullamento delle elezioni comunali di Viareggio, e alla richiesta di una sua revoca. Una era stata presentata dai consiglieri del M5S Gabriele Bianchi, Andrea Quartini, Enrico Cantone; l’altra dai consiglieri di Lega nord Elisa Montemagni, Manuel Vescovi, Jacopo Alberti, Claudio Borghi e Marco Casucci, Stefano Mugnai (Fi) e Giovanni Donzelli (FdI). Entrambi gli atti hanno ricevuto il voto contrario da parte della maggioranza.
Al centro dell’attenzione il fatto, annunciato dal presidente della Giunta Enrico Rossi, che la regione Toscana tramite la propria Avvocatura si costituirà al Consiglio di Stato con un intervento “ad adiuvandum” a sostegno dei ricorso avanzato da due consiglieri comunali di Viareggio. I due consiglieri hanno fatto ricorso contro la sentenza del Tar toscano, che ha annullato le elezioni amministrative del 2015 a Viareggio, decidendo che nel Comune toscano si dovrà tornare al voto.
Gabriele Bianchi ha affermato che “non è opportuno che l’Avvocatura regionale intervenga in quella che è una diatriba di partito e che i cittadini paghino per quello che sono interessi di parte squisitamente politici”. Per Elisa Montemagni “l’Avvocatura deve essere utilizzata per questioni che interessano la Regione, non per altro”. Elisabetta Meucci (Pd), con un intervento tecnico, ha spiegato il perché l’intervento della Regione è corretto. “Si tratta di diritti elettorali, cioè diritti soggettivi perfetti – ha detto – e l’intervento ad adiuvandum è riservato a chi non ha titolarità all’intervento diretto”. Claudio Borghi ha osservato che “stiamo parlando dell’entrata in gioco a favore di una delle due parti, e non è normale che la Regione si schieri così. E’ un errore e ne siete consapevoli”. Stefano Mugnai ha rilevato come “la maggioranza Pd sia chiaramente in imbarazzo per questa vicenda. Si fa confusione tra interessi di partito e doveri istituzionali e questo spiega l’approccio di parte della sinistra quando si deve confrontare con le regole democratiche”.
Cargo Trenitalia, Marras (PD): “Da Trenitalia risposte insoddisfacenti. Noi continueremo a lavorare perché la Toscana non perda centri operativi fondamentali”
“Ringrazio l’assessore Ceccarelli per la risposta alla mia interrogazione e per essersi attivato immediatamente con Cargo Trenitalia per capire le reali intenzioni riguardo la riorganizzazione del trasporto merci in Toscana. Purtroppo – spiega Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscna –, le risposte di Trenitalia sono troppo vaghe, occorre un'azione più spinta sul piano nazionale. La Toscana è una delle regioni cruciali per lo scambio delle merci e Grosseto, per la sua posizione baricentrica tra Roma e i vicini porti di Piombino e Livorno, è sicuramente tra gli scali più importanti. Oggi, ci troviamo di fronte al rischio di perdere centri operativi fondamentali per il supporto della logistica che, se concretizzato, avrebbe conseguenze molto gravi sulla competitività del nostro sistema industriale.
L’impegno della Regione Toscana per sostenere lo sviluppo della costa e la generale ripresa dell’economia passa anche dalle politiche sui trasporti la volontà di rafforzare le vie ferrate e, quindi, il commercio su ferro come collegamento privilegiato tra i diversi poli industriali e produttivi inter e extra regionali è chiara per questo, come ha spiegato Ceccarelli, seguiremo l’evolversi della situazione e vigileremo affinché i piani industriali di Trenitalia coincidano con le strategie regionali di sviluppo”.
Cargo Trenitalia, Ceccarelli: "Non si registrano interventi di dismissione impianti in Toscana"
Non si registrano interventi di dismissione di comparti del movimento merci in Toscana, tuttavia la Giunta seguirà l’evolversi delle scelte del Gruppo Ferrovie dello Stato, contenute nel piano industriale di prossima presentazione con l’obiettivo che queste coincidano con la strategia regionale di potenziamento del ferro anche per il trasporto merci all’interno della Toscana. L’assessore ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli ha risposto in aula ad un’interrogazione del gruppo Pd sull’ipotesi di depotenziamento della divisione Cargo in Toscana con riferimento al comparto di Grosseto.
“Si tratta di un tema importante – ha detto il consigliere regionale Francesco Gazzetti (Pd) – che riguarda la necessità di salvaguardare il personale e le competenze economiche”. Gazzetti ha espresso soddisfazione per la risposta dell’assessore e ha richiesto alla Giunta impegno per la salvaguardia dei posti di lavoro e sostegno delle istanze dei lavoratori. “La volontà – ha concluso – è quella di scongiurare l’ipotesi di smantellamento”.
Ceccarelli ha parlato dell’importanza del rilancio del settore del trasporto merci per ferrovia, “uno degli elementi caratteristici del nuovo piano industriale del gruppo ferrovie dello Stato italiano”. “Per il rilancio del settore – ha detto l’assessore – il Gruppo punta sulla costituzione di un nuovo Polo del trasporto merci e della logistica che offrirà servizi completi. Gli interventi riorganizzativi previsti per la regione toscana sono funzionali agli obiettivi di efficienza e competitività contribuendo a costituire la base per il rilancio del settore”.
Ceccarelli ha concluso parlando della “riallocazione delle risorse occupate negli attuali impianti della Divisione Cargo di Trenitalia presenti in Toscana”, che è stata “gestita assecondando le richieste dei dipendenti”, mentre “per le ulteriori necessità di riequilibrio delle risorse” – ha fatto presente – “sono in atto verifiche per consentire gli spostamenti coniugando esigenze dei lavoratori con quelle della produzione”.
Ungulati, approvata la mozione Pd in Consiglio regionale
“Attivarsi affinché vengano perseguiti efficacemente gli obiettivi della legge regionale 09 febbraio 2016, n. 10 (Legge obiettivo per la gestione degli ungulati in Toscana. Modifiche alla l.r. 3/1994) circa il contenimento degli ungulati, valutando la possibilità per la Regione Toscana di poter riconoscere, oltre ai pareri espressi da ISPRA previsti dalla normativa nazionale e regionale, ulteriori contributi di istituti scientifici di carattere regionale – a partire da quelli espressi dal CIRSeMAF – quali elementi utili cui tenere conto nel procedimento di approvazione dei piani di gestione degli ungulati, del calendario venatorio e delle forme di prelievo da autorizzare, al fine di rendere tali piani maggiormente rispondenti alle esigenze di riequilibrio tra agricoltura, caccia e ambiente”.
E’ questo l’impegno affidato alla giunta toscana da una mozione approvata oggi a maggioranza dal Consiglio regionale e proposta dai consiglieri Pd, primo firmatario il capogruppo Leonardo Marras, e siglata anche da Massimo Baldi, Simone Bezzini, Fiammetta Capirossi, Nicola Ciolini, Lucia De Robertis, Antonio Mazzeo, Monia Monni, Alessandra Nardini, Marco Niccolai, Andrea Pieroni, Stefano Scaramelli, Enrico Sostegni, Serena Spinelli e Valentina Vadi.
E’ stato proprio Marras a presentare il documento in aula, motivando l’esigenza di un cambio di passo sull’attuazione della legge obiettivo per il contenimento degli ungulati in Toscana.
«I piani di abbattimento autorizzati da Ispra – ha detto il capogruppo – prevedono quantità di abbattimento addirittura inferiori all’anno precedente, come se in qualche modo si volesse negare il problema. Non si tratta di una semplice e amara constatazione: quello che ci ha spinto a intervenire di nuovo è che i pareri di Ispra sono in forte contrasto con quelli di altri autorevoli istituti tecnico-scientifici, oltre che in stridente contraddizione con le esigenze reali poste dalle associazioni degli agricoltori. Ecco, - ha concluso Marras – crediamo che il buon senso e le ragioni scientifiche debbano viaggiare di pari passo e quindi se i pareri tecnici espressi da Ispra non corrispondono a quelli di altre importanti istituzioni noi chiediamo che si possa valutarli tutti e procedere quindi a rimuovere gli ostacoli circa il perseguimento delle finalità della legge toscana».
“Avevamo anticipato che Ispra sarebbe stato l’organismo che avrebbe bloccato la legge – ha ricordato Roberto Salvini (Lega nord) – e avevamo chiesto che fosse affiancato dall’istituto regionale CirseMaf. La legge nel suo insieme è un fallimento proprio nei regolamenti applicativi”. Salvini ha evidenziato che la priorità va data al mondo dell’agricoltura e non al mondo ambientalista, che “con il suo protezionismo impedisce di riportare a giusta densità la fauna sul territorio, adesso cinque volte quella che il territorio può sostenere”.
“Siamo fortemente contrari a questa mozione perché è un tentativo di aggirare l’Ispra”, così Paolo Sarti ha motivato il voto contrario del gruppo Sì-Toscana a Sinistra. “Noi dobbiamo rispondere all’Ispra, perché risponde anche a leggi europee”.
Infine, Irene Galletti (M5S) ha evidenziato come la “legge Remaschi, che abbiamo contestato fin dall’inizio, ha fallito – ha detto la consigliera regionale –. Non ha accontentato né le lobby degli ambientalisti né dei cacciatori. Adesso, Remaschi sarà capace di fare un passo indietro e rivedere la legge obiettivo e la sua metodologia?”.
Rottamazione autocaravan: la mozione impegna alla proroga del sostegno incentivi
Attivarsi presso i Ministeri dell’Economia e dei Trasporti per sollecitare l’approvazione dei decreti attuativi sulle modalità di attuazione degli incentivi per la rottamazione di autocaravan con l’obiettivo di consentire ai cittadini e alle imprese del settore l’utilizzo degli incentivi. L’impegno è richiesto alla Giunta nella mozione, approvata in aula e illustrata dal consigliere regionale Simone Bezzini (Pd).
“Questa mozione – ha detto Bezzini – intende impegnare la Giunta ad assumere un’iniziativa nei confronti del Governo per sbloccare la situazione e riposizionarla nelle tempistiche perché si parla di incentivi 2016, ma siamo già a settembre”.
“Visto il ritardo della misura – si legge nell’atto – bisogna valutarne una proroga anche per il 2017 per rendere più efficace il rilancio del settore cameristico che vede nel territorio tra Firenze e Siena il principale distretto italiano”.
Sul fronte della produzione camperistica l’Italia è terza in Europa con un fatturato che si aggira attorno ai 600 milioni di euro. Sul territorio regionale toscano nel comprensorio della Val d’Elsa fiorentina e senese è presente la maggior parte di aziende produttrici di camper che assorbono l’80 per cento della produzione italiana con un impiego di oltre mille occupati più l’indotto. Nella mozione si fa presente che negli ultimi anni il settore di produzione camper ha registrato un calo delle immatricolazioni e che la situazione di recessione del settore ha risentito di una carenza di politiche fiscali e infrastruttuarali a sostegno del settore. “Negli ultimi mesi – ha detto Bezzzini – abbiamo riscontrato timidi segnali di ripresa con assunzioni e investimenti per cui il settore merita attenzione”.
L’aula ha respinto una mozione del gruppo Lega Nord sullo stesso argomento, illustrata da Marco Casucci, seppur condivisa negli obiettivi. “Non possiamo approvare la mozione della Lega – ha spiegato Bezzini – perché riteniamo improrio impegnare la Giunta sulla legge di stabilità: questo rivelerebbe una valutazione più complessiva sulle priorità”.
Sosteno alle due mozioni da Gabriele Bianchi (M5S) “il settore – ha detto- rappresenta un fiore all’occhiello per la nostra Regione”.
Rischio sismico. Consiglio Regionale approva all’unanimità risoluzione di Sì Toscana a Sinistra.
Approvata all’unanimità dall’aula del Consiglio regionale della Toscana, nell’ambito della comunicazione di Giunta sul recente e tragico terremoto che ha colpito l’Italia centrale, una risoluzione proposta dai Consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti.
“Chiediamo con forza che la Toscana sia in prima fila per far sì che la messa in sicurezza del territorio sia in cima all’agenda del Governo”. “Basta con opere inutili e costosissime come il sottoattraversamento TAV di Firenze, servono piuttosto interventi mirati e capillari che salvino gli edifici e soprattutto la vita da frane, alluvioni, smottamenti e terremoti”. “In Italia siamo molto bravi a posteriori e nell'emergenza causata da drammi come il terremoto del 24 agosto c’è sempre una grande risposta del volontariato, della protezione civile, dei vigili del fuoco, ma troppo poco si fa per prevenire e per impedire che costruttori senza scrupoli e amministrazioni incompetenti continuino a ignorare che il nostro è un paese ad alto rischio idrogeologico e sismico”.
“Ad Amatrice, come all’Aquila nel 2009, sono crollati anche edifici nuovi antisismici solo sulla carta: a partire dalla Toscana servirà verificare che quanto finora realizzato sia stato fatto al massimo stato dell’arte, impedendo d’ora in poi, per gli edifici pubblici, il ricorso al solo criterio del così detto "massimo ribasso", senza un'adeguata valutazione dell'effettiva qualità delle offerte e della loro efficacia”.
“Quando invece si lavora bene, come dimostra l’esempio del terremoto in Lunigiana nel 2013, l’adeguamento sismico, insieme alla conoscenza del territorio e all’informazione della cittadinanza, è fondamentale per limitare danni a cose e persone, anche a fronte di eventi con magnitudo rilavante”. “Questa è la strada per la nostra regione, si sta lavorando nella giusta direzione, ma siamo ancora molto indietro, con solo il 10% degli edifici pubblici adeguati e con oltre l’80% delle scuole non a norma, e con un quadro assolutamente non certo per quanto concerne le abitazioni private e il patrimonio monumentale”.
“Con l’approvazione della nostra risoluzione la Regione dovrà ufficialmente attivarsi col Governo affinché sia rafforzato ed esteso l’Eco bonus in funzione antisismica, rendendo operativo anche il “fascicolo di fabbricato”, con detrazioni per le certificazioni degli edifici”. “E si ridiscuta in sede europea l’esclusione dal Patto di Stabilità delle risorse necessarie per la prevenzione, dato che è folle poter derogare ai vincoli solo una volta che i disastri sono avvenuti e non per prevenirli!”.
“A livello tecnico la strada maestra dovrà essere l‘edilizia sostenibile, con chiare linee guida regionali sia per le ristrutturazioni, sia per le nuove edificazioni: oggi è possibile costruire nel rispetto della tipologia degli edifici ricorrendo a materiali costruttivi che derivano dalla tradizione, facendo un consistente uso di materiali leggeri ed elastici come il legno, che assicura prestazioni superiori a quelle di altri materiali, coniugando tutela dal rischio sismico e risparmio economico”. “Così come è possibile mettere subito in sicurezza molti edifici storici con tiranti, catene e fasciature, interventi leggeri che possono evitare crolli futuri, in attesa di piani di adeguamento necessariamente di più lungo periodo”.
“Nel 2016 non ci sono scuse, abbiamo tutte le conoscenze tecniche per costruire e ricostruire al meglio, è solo una questione di come indirizzare le risorse pubbliche abbandonando un’economia speculativa che è una delle principali cause delle tante morti che ciclicamente avvengono: il terremoto non uccide, uccidono le opere dell'uomo”.
Rischio sismico, Ciolini (Pd): "In Toscana alto livello di prevenzione e monitoraggio"
"Il terremoto che ha colpito il centro Italia ci ha di nuovo messi di fronte alle terribili conseguenze di un evento del quale non è possibile prevedere il momento, ma di cui è possibile sapere in quali zone potrebbe verificarsi e quali potrebbero essere gli impatti dal punto di vista geologico e della tenuta delle abitazioni e degli immobili pubblici. Per questo, l'unico modo per fronteggiarlo è quello della prevenzione. Dopo aver visitato di persona nei giorni scorsi, insieme a una delegazione di consiglieri Pd, i luoghi colpiti dove stanno operando i volontari toscani, abbiamo ritenuto opportuno chiedere alla Giunta regionale quali sono le azioni della nostra Regione per quanto riguarda la prevenzione del rischio sismico nella nostra regione, il cui intero territorio, seppur con diversi livelli, è classificato a rischio sismico" - ha dichiarato il consigliere regionale Pd Nicola Ciolini, che insieme alla vicepresidente del Consiglio regionale Lucia De Robertis ha sottoscritto l'interrogazione.
"L'assessore Fratoni ha fornito una risposta esaustiva e puntale, che ci mostra una Toscana all'avanguardia, grazie ai protocolli e alle convezioni attivate, e alle reti di monitoraggio a carattere locale e nazionale che negli anni sono state realizzate e implementate. Con l'approvazione del Paer (Piano ambientale e energetico) nel 2015, inoltre, sono stati destinati 440 milioni per il completamento delle azioni di messa in sicurezza sismica del patrimonio pubblico. L’adeguamento degli edifici, infatti, è un tema di importanza prioritaria e come Consiglio regionale potremo promuovere direttamente interventi di prevenzione, tenendo conto anche di quanto le nuove tecnologie possano essere utili alla costruzione di modelli che se non prevedono, certamente aiutano a prevenire i rischi connessi agli eventi sismici" - conclude Nicola Ciolini (Pd).
Rischio sismico, Fratoni: "Sul fronte della prevenzione Toscana all’avanguardia"
“Negli ultimi 15 anni, grazie a convenzioni e protocolli, sono state create e implementate reti di monitoraggio ad interesse regionale e nazionale. In Toscana sono operative reti di carattere nazionale e locale per il monitoraggio sismometrico”. L’assessore all’Ambiente, Federica Fratoni, risponde così all’interrogazione del consigliere Nicola Ciolini (Pd), su monitoraggio e interventi di prevenzione dei danni derivanti da eventi sismici.
Oltre la rete a carattere nazionale dell’Oss (Osservatorio sismico delle strutture) che sul nostro territorio monitora nove edifici (quattro in Lunigiana, tre in Garfagnana, uno in Mugello e uno in Amiata), l’assessore ha ricordato che ne sono attive “altre anche a livello locale” (Lunigiana e Garfagnana con undici stazioni sismometriche ed una accelerometrica; la rete di monitoraggio di tipo geotermico con sei stazioni operative nelle aree a maggior pericolosità sismica; la rete geodetica toscana con nove stazioni Gps; la rete sismica della Toscana nordorientale con due stazioni operative in real-time; la rete sismica nazionale centralizzata con più di 350 stazioni 34 delle quali operative sul territorio regionale; la rete accelerometrica nazionale con 27 stazioni installate in Toscana).
Fratoni ha inoltre ricordato che nel 2015 il Consiglio ha approvato il Piano ambientale ed energetico (Paer) al cui interno si trova il Piano straordinario per la messa in sicurezza sismica del patrimonio pubblico. Le risorse necessarie per il “completamento delle azioni di prevenzione”, secondo quanto riferito, ammontano a “circa 440milioni”.
Lo stato di attuazione degli interventi di prevenzione in zona 2 (a bassa sismicità) di edifici “strategici e rilevanti” – i primi, così come definito dall’ordinanza emanata nel 2003, dopo il crollo della scuola di S. Giuliano di Puglia, intesi come quelli che devono garantire una continuità funzionale nel dopo sisma, i secondi quelli che ospitano più persone – ne conta “1720 censiti, sono 663 quelli per i quali devono essere avviate le attività di prevenzione sismica. Per i restanti 1057 edifici, sono state avviate attività conoscitive, indagini e verifiche tecniche, prevedendo interventi di prevenzione su un totale di 584 edifici, di cui 284 da completare”. L’assessore ha concluso ricordando il programma di informazione rivolto alla cittadinanza e il portale regionale sul rischio sismico.
Soddisfazione è stata espressa dal consigliere Ciolini che ha parlato di “risposta esaustiva e puntuale”. “È chiaro – ha osservato – che siamo tutti condizionati dal sisma dello scorso 24 agosto”. “L’adeguamento degli edifici resta comunque un tema importante. Se lo consideriamo prioritario, come Consiglio possiamo direttamente promuovere interventi di prevenzione”, ha detto il consigliere, ricordando come le nuove tecnologie possano essere utili alla “costruzione di modelli che se non prevedono, certamente aiutano”. (
Ericsson, Mazzeo, Nardini e Pieroni (Pd): “Solidarietà ai lavoratori, faremo il possibile per salvaguardare occupazione”
“La seduta del Consiglio regionale odierna ci impedisce di essere fisicamente presenti, ma ai lavoratori di Ericsson vogliamo mandare un messaggio molto chiaro: noi siamo al loro fianco e faremo tutti i passi necessari in tutte le sedi opportune per la difesa dei posti di lavoro e per scongiurare in futuro la chiusura della sede pisana e il trasferimento di personale a Genova. Stiamo seguendo passo dopo passo la situazione del sito di San Cataldo: la nostra priorità resta quella di salvare questo sito di ricerca, difficilmente paragonabile con altri presidi in tutta Italia.
Sappiamo che questa è una vertenza complessa perché parte da un piano di riorganizzazione nazionale che coinvolge anche i nostri territori, un piano su cui Ericsson, ad oggi, non sembra disponibile a fare un passo indietro. Vogliamo però ricordare la qualità del lavoro portato avanti in questo centro, la collaborazione eccezionale che negli anni si è consolidata con la scuola Sant’Anna e il Cnr, realtà che tanto hanno contribuito alla crescita della multinazionale. La Regione Toscana in questi anni ha dato impulso allo sviluppo della Ericsson sostenendo e finanziando alcuni dei suoi progetti. Ricordiamo che la Giunta regionale ha recentemente approvato una delibera per consentire lo scorrimento di un bando regionale in cui rientrerebbe anche il finanziamento di un progetto di ricerca e sviluppo – FI-PI-LI – di cui 3,5 milioni sono destinati proprio allo stabilimento della Ericsson.
Nel contratto di convenzione, se e quando verrà sottoscritto, è riportato l'obbligo del beneficiario di mantenere i livelli occupazionali e della ricerca per 5 anni dall'erogazione del saldo e su questo aspetto dovranno essere date tutte le garanzie necessarie. Siamo dalla parte dei lavoratori e faremo tutto il possibile affinché questo patrimonio fatto di conoscenza, ricerca e professionalità non vada disperso. Un patrimonio importantissimo per Pisa e per tutta la Toscana”.
Così Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni esprimono la propria vicinanza e solidarietà ai lavoratori della Ericsson oggi impegnati in una mobilitazione a Pisa.
Bretella Signa-Prato: sì unanime a mozione che chiede chiarimenti e soluzioni per il futuro
Approvata con voto favorevole all’unanimità dall’aula una mozione in merito “alla mancata realizzazione della bretella Signa-Prato e all’oneroso contributo pubblico anticipato per la sua realizzazione”. L’atto, presentato da Giovanni Donzelli (FdI), è stato modificato e integrato con alcuni emendamenti presentati dal gruppo Pd. Nella versione finale votata dall’aula, la mozione invita la Giunta regionale a “riferire in Commissione le motivazioni che hanno portato alla risoluzione del contratto”; a “sostenere con atti e finanziamenti certi la realizzazione di un’opera, attualmente in corso di progettazione, in una versione più sostenibile economicamente e ambientalmente”; a “riferire in merito all’attuazione del programma pluriennale degli investimenti di viabilità di interesse regionale”.
Giovanni Donzelli, nel suo intervento, ha criticato fortemente il fatto che “per questo progetto che non è stato realizzato la Regione abbia speso 32milioni di euro che non rivedrà più indietro” e ha ricordato che il processo si è recentemente concluso per prescrizione. Il consigliere ha spiegato che “nonostante le garanzie date a suo tempo da Rossi sul fatto che i soldi sarebbero stati recuperati o dai privati o dall’assicurazione, la Giunta regionale nel 2014 ha accettato un lodo arbitrale per cui si accontenta di 1 milione e 250 mila euro. Infatti, 12 milioni sono finiti per pagare il progetto che la Regione acquista, pur sapendo che l’opera non si farà mai, e 18 milioni sono andati per il rimborso a Sit, la società coinvolta. L’assicurazione, poi, ha pagato sì 10 milioni, ma alla società, non alla Regione Toscana”. “Ma avete presente – ha continuato Donzelli – quanti siano 30 milioni di euro, dilapidati così? Sono una cifra che permetterebbe di comprare 4 treni per i pendolari, di far funzionare l’elisoccorso per due anni, di pagare la chemioterapia a 50mila malati, di concedere 10 mila euro di start up a 300 nuove aziende”. A dimostrazione, ha rovesciato sul tavolo uno scatolone contenente l’equivalente della cifra in fogli da 500 euro fac-simile.
Jacopo Alberti (Lega nord), annunciando l’appoggio del suo gruppo alla mozione, ha definito la vicenda “una follia allo stato puro nella gestione di un’opera che era necessaria, e che ha portato a gettare via così tanti soldi”.
Paolo Bambagioni (Pd) ha commentato che “quest’opera era necessaria e che andava realizzata 30 anni fa” e ha ricordato che dopo l’indagine della magistratura non sono stati rinviati a giudizio amministratori pubblici. “Il problema – ha aggiunto il consigliere – è che quest’opera è nata troppo grande, con un impatto importante sia dal punto di vista ambientale che da quello economico, mentre sarebbe stato opportuno scegliere una soluzione più modesta. Quando, complice anche la crisi, la Regione ha dovuto decidere di non farla più perché non c’erano le risorse, si è scelto il male minore. Ed era necessario. Ora chiedo che la Giunta regionale si impegni a dare una risposta al territorio che aspetta un semplice ponte”.
Anche secondo Monia Monni (Pd) “oggi a noi non spetta commentare una vicenda chiusa, ma spetta il compito di lavorare affinché la popolazione possa avere una risposta efficiente in termini di viabilità. E’ necessario dunque pensare al futuro e proporre una soluzione più sostenibile, di cui la Giunta regionale si faccia carico”.
Giacomo Giannarelli (M5S) ha invitato “a riflettere, anche alla luce di questo caso, sull’opportunità in Toscana di ricorrere alle grandi opere”. “E’ inutile cercare di giustificare quei 30 milioni spesi – ha proseguito Giannarelli – dicendo che non sono stati intascati da un imprenditore, ma che sono stati usati per pagare i lavoratori delle aziende coinvolte. Perché in questo modo non si fa l’interesse pubblico, si droga il mercato, si danneggiano altre aziende”. L’unica ricetta valida “è quella di un segnale di discontinuità con il passato, anche a livello nazionale”.
Per Tommaso Fattori (Si–Toscana a Sinistra) “la politica ha l’obbligo di trarre insegnamenti da vicende come questa. Deve cioè in primo luogo riconoscere la follia dello strumento del project financing, con cui si socializzano i costi e si privatizzano i benefici. Deve, inoltre, evitare di perseguire il gigantismo nelle opere da realizzare”.
Secondo Stefano Mugnai (Fi) “il sistema politico istituzionale toscano ha dimostrato ancora una volta di non essere capace di portare a compimento opere importanti, dilapidando i soldi pubblici”. “Chiedo – ha aggiunto – che vengano finalmente riconosciuti i limiti di chi ha agito in questo modo”.
Giovanni Donzelli ha aggiunto che “se un manager privato getta 30 milioni di euro viene buttato fuori a calci, ma se è pubblico si dice che bisogna tenere conto della difficoltà di governare e che non bisogna recriminare ma guardare al futuro”.
Paolo Sarti (Sì – Toscana a Sinistra) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo alla mozione.
Infine, la replica dell’assessore ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli, che ha invitato “a rifuggire dalle semplificazioni e dalle sceneggiate” e “a inquadrare l’accaduto in maniera contestuale rispetto al periodo”. L’assessore ha ricordato che il costo iniziale del progetto, previsto in 243 milioni e per cui la Regione doveva contribuire con il 20%, in sede di Via (valutazione di impatto ambientale) è lievitato a 385. “Viste anche la crisi economica e la diminuzione del traffico, la Regione ha deciso che era diventato troppo oneroso – ha detto ancora Ceccarelli –. Ma non è vero che il progetto incamerato dalla Regione è andato perso, perché è stato recuperato per la progettazione che si sta facendo, tutta internamente, del nuovo ponte e del primo tratto della futura opera”. Entro alcuni mesi, ha concluso, “il progetto interno sarà pronto, e la Regione assieme ai Comuni interessati ha già individuato i progetti preliminari per migliorare la viabilità esistente e dunque dare quella risposta che i cittadini si aspettano”.
Camere di commercio: funzioni e finanziamento, una mozione chiede la salvaguardia
Evitare un depotenziamento delle funzioni delle Camere di commercio, per garantire il ruolo fondamentale di presidio territoriale in materia di supporto, consulenza e servizio alle imprese. Nella mozione, approvata in aula e presentata dal capogruppo Pd Leonardo Marras, si chiede alla Giunta di impegnarsi presso la Conferenza unificata e il Parlamento affinché, prima dell’adozione del decreto legislativo di riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, venga fatta presente la necessità di introdurre alcune modifiche al testo.
Nella mozione si chiede l’impegno per garantire e introdurre un coinvolgimento delle Regioni nel riordino, in particolar modo in relazione agli accorpamenti delle Camere di commercio sul territorio di competenza e riguardo al loro funzionamento, in coerenza con la missione legata al loro sviluppo. Infine, ad attivarsi anche con specifici monitoraggi in relazione al mantenimento dei livelli occupazionali dei lavoratori, evitando il rischio di esuberi.
“La razionalizzazione – ha detto Marras – comporterà un efficientamento del sistema ma potrebbe e dovrebbe essere più in linea con lo sviluppo locale, ossia condividere con la Regione l’organizzazione sul territorio”.
“Anche le Camere di commercio – ha detto il consigliere di Lega Nord Jacopo Alberti – sono vittime del renzismo, non c’è un disegno generale ben definito di come debba avvenire il loro riordino o di eventuali tagli”. Alberti ha espresso il voto favorevole del suo partito seppur con spirito critico: “Vorrei sapere che passi sono stati fatti dalla Giunta dal 6 aprile quando in Consiglio è stata approvata all’unanimità una mozione per la salvaguardia delle Camere di Commercio”.
Geotermia, aggiornamenti su Seggiano e Montenero. Marras (PD): “Prevalga il criterio del paesaggio, in entrambi i casi faremo il possibile per tutelare il territorio”
“Pochi giorni fa ho ricevuto la risposta dell’assessore Fratoni all’interrogazione in cui chiedevo alla giunta regionale di valutare la possibilità di sottoporre nuovamente a VIA il permesso di ricerca geotermica Castiglion d’Orcia, già autorizzato, poi sospeso dalla moratoria semestrale del 2015; – spiega Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana – nelle ultime ore il sindaco di Castel del Piano ha reso noto che il ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole alla Via del progetto pilota Montenero: due situazioni diverse per le quale chiedo con forza, ancora una volta, che sia applicato il criterio del paesaggio a tutela dell’ambiente e dell’economia dell’area”.
Nel caso del permesso di ricerca Castiglion d’Orcia, che insiste sul comune di Seggiano oltreché nel territorio della Val d’Orcia senese, la società titolare del permesso non ha ancora presentato alla Regione, competente al rilascio dell’autorizzazione, la richiesta per la realizzazione dei pozzetti termometrici, propedeutici alla ricerca geotermica profonda con pozzi esplorativi. Il progetto Montenero, invece, rientra nelle competenza nazionali perché considerato progetto pilota; in questo caso alla Regione è richiesta soltanto una valutazione in sede di conferenza dei servizi.
“La Regione – prosegue Marras – è chiamata ad intervenire in entrambi i procedimenti: come decisore ultimo nel caso del permesso di ricerca Castiglion d’Orcia e come soggetto interessato in quello del progetto Montenero. Il nostro impegno, finora, è stato quello di aggiornare la normativa regionale sull’energia per costruire una regolamentazione dettagliata dello sfruttamento dell’energia geotermica che guardi, prima di tutto, al territorio inteso come bene sia paesaggistico che economico.
Mi impegnerò affinché le decisioni che la Regione prenderà vadano direzione segnata dalla legge, sia per il permesso Castiglion d’Orcia tenendo in considerazione il parere del Comune di Seggiano, dell’Unione dei Comuni dell’Amiata e della Sopraintendenza, che per il progetto Montenero facendo proprio il parere del Comune di Castel del Piano per esprimersi nell’intesa con il Governo. Una direzione largamente condivisa dalle amministrazioni amiatine, ma anche dai cittadini e dal mondo imprenditoriale locale, da coloro, cioè, che più di tutti conoscono quelle terre, che ci vivono e ci investono.
Raccolgo dunque l’appello che, ancora una volta, è stato lanciato dall’Amiata, me ne farò portavoce in tutte le sedi opportune”.
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