
Giacomo Giannarelli, presidente della Commissione d’inchiesta regionale sullo scandalo Monte dei Paschi di Siena, commenta l’addio di Fabrizio Viola alla guida dell’istituto.
“Viola non mancherà credo ad azionisti, correntisti e cittadini viste le performance registrate. Basti ricordare che quando fu nominato DG un’azione MPS valeva 5,84 euro, oggi 24 centesimi cioè il 96% in meno. Questo nonostante due aumenti di capitale ed innumerevoli annunci sulla banca risanata” segnala Giannarelli.
“Ma il punto è un altro: da mesi il PD ci indica nei corridoi quanto è stato ufficializzato ieri ovvero la sostituzione di Viola. Questo dimostra che il Partito Democratico continua ad interferire sulla gestione della banca, scegliendo i vertici a suo piacimento. E ora sappiamo anche qual è questo piacimento in epoca renziana: consegnare definitivamente MPS in mano alle banche d’affari, su tutte JP Morgan. Quando Jamie Dimon (presidente di JP Morgan) e Matteo Renzi si sono incontrati a Palazzo Chigi parlarono della sostituzione di Viola con Morelli, uomo JP Morgan già in ruoli apicali durante la disastrosa epoca Mussari? Altro che “fuori la politica dalle banche”, Renzi da MPS ci ha tolto le istituzioni – vedi Fondazione MPS - e ci ha tenuto il suo Partito” prosegue Giannarelli.
“Addossare alla vittoria del NO il rischio di far fallire la ricapitalizzazione del Monte dei Paschi, come fa pubblicamente Goldman Sachs*, è un tentativo vergognoso di coprire i ritardi, l’improvvisazione e le responsabilità del governo Renzi per quanto sta accadendo ad una banca che ha lo Stato Italiano come primo azionista. Ricordiamo ai poteri forti che la sovranità appartiene al Popolo che si esprimerà al prossimo referendum con un NO alla riforma costituzionale scritta dalle banche e dal trio Boschi-Verdini-Renzi’’ conclude il Presidente della commissione regionale d’inchiesta sulla MPS
Fonte: Area Comunicazione M5S - Regione Toscana
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