Slot, Verona (Astro): “Limiti orari non tutelano i consumatori, serve un approccio selettivo”

L’ordinanza del Comune di Firenze che limita l’orario di funzionamento degli apparecchi per il gioco dalle ore 16,00 alle ore

20,00 “provocherà un aumento del gioco illegale e di conseguenza il pericolo di nuove infiltrazioni della criminalità organizzata, oltre a un ulteriore rischio per i giocatori patologici che ripiegheranno su un’offerta di gioco meno controllata”. Come riporta Agipronews, è quanto spiega Lorenzo Verona, vicepresidente e responsabile territorio dell’associazione Astro, dopo l’entrata in vigore del regolamento. La formula da utilizzare, secondo l’associazione, è invece “l’intervento sul sistema ‘gioco legale’, conservarne  l’attitudine a scudo contro la illegalità, ma rimuovendone l’attuale de-professionalizzazione che ne caratterizza la distribuzione”. “Firenze è solo l’ultima di una lunga serie di città e paesi in cui la scelta ‘istintiva’ ha guidato l’operato dell’Amministrazione, senza accedere ad un approfondimento generale e tecnico di come il gioco lecito opera in un territorio - continua Verona - e di quali altre soluzioni potrebbero essere adottate per incidere sulle criticità senza compromettere il funzionamento di un intero sistema”. In tutta la provincia (quindi anche oltre i confini cittadini) il numero di slot a fine 2015 era di 4.647 apparecchi. In Toscana sono invece presenti

13.321 apparecchi in oltre 3.776 locali, tra bar e tabaccherie. Secondo Astro, i limiti orari agli apparecchi rischiano di avere controindicazioni pesanti: “Durante l’orario di spegnimento ‘coatto’

verranno triplicate le vendite degli altri prodotti di gioco. Non ci sarà nessuna contrazione della spesa e nessuna tutela socio-sanitaria.

L’effetto sarà opposto: un’impennata del consumo di prodotti di gioco, per di più ‘cronicizzata’ dall’irrazionalità”. Inoltre, continua Verona, “si apriranno le porte del gioco non autorizzato”. La proposta di Astro parte da presupposti diversi: “Serve un approccio concreto e selettivo - spiega ancora Verona - Il gioco può creare le criticità denunciate nell’ordinanza, ma queste possono essere abbattute creando differenti condizioni di vendita e fruizione dei servizi di gioco. Per esempio, limitando il numero dei congegni all’interno degli esercizi e collocando gli apparecchi in aree precise del locale”. Ulteriori contromisure sono “la formazione professionale di tutti i titolari di esercizi in cui sia presente qualsiasi forma di gioco; la sinergia e protocolli operativi tra imprese, punti vendita, servizi sanitari e sociali; precisi investimenti per l’implementazione delle installazioni informative sul gioco patologico e l’attuazione dei test di autovalutazione dell’utenza”.  Proprio per questo l’associazione Astro invita il Comune di Firenze a esaminare il suo progetto, ‘Un gioco buono anche per il territorio’.

Fonte: AGPRO - Ufficio Stampa

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