
Dopo diverse segnalazioni da parte di alcuni cittadini del Comune di Vinci e non solo, e avendo io stessa constatato il fatto, mi ritrovo a chiedere dei chiarimenti, come consigliera comunale e cittadina, in merito all’iniziativa sul “Caso Moro”, prevista il 12 settembre a Villa Reghini.
Premesso che l'iniziativa potrebbe essere di grande interesse pubblico, vista la presenza di un membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Moro, ritengo necessario che il Comune e il Partito Democratico si impegnino a chiarire le modalità organizzative ad essa concernenti, proprio per via dell'interesse che essa è in grado di riscuotere.
Osservando la locandina è possibile notare come il simbolo del Comune di Vinci e quello del Partito Democratico, posti sullo stesso livello, impediscano di fatto di identificare chi sia il reale organizzatore dell'evento. Certo è che, così facendo, un comune lettore potrebbe leggervi un'impropria equazione fra istituzione e partito, ma non si può, e non si deve, lasciar passare questa formula, in nome della democrazia del nostro Paese.
La maggioranza in Comune non può dimenticare il senso delle istituzioni: il partito e il Comune sono due entità diverse che devono essere tenute separate, nei limiti e nei riguardi della legge.
In qualità di membro del Consiglio Comunale di Vinci, che ha quindi a cuore il rispetto per la democrazia, mi piacerebbe conoscere gli atti comunali che hanno portato a questa iniziativa, che impegna non solo il simbolo del Comune, ma anche le sedi e il lavoro dei dipendenti comunali
Per quanto non compaia la dicitura “Con il patrocinio del Comune…” nella sostanza cambia poco: il Comune non deve e non può associarsi ad un partito. Come si può leggere nel “REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI PATROCINI, CONTRIBUTI E DI QUALUNQUE ALTRO BENEFICIO A FAVORE DI SOGGETTI TERZI”, alla fine dell’art. 3: “È vietato concedere patrocini o erogare finanziamenti o contributi, sotto qualsiasi forma o modo erogati, a favore di formazioni politiche o loro articolazioni, così come previsto dall'art. 7 della legge 2 maggio 1974 n. 195 e dell'art 4. della legge 18 novembre 1981 n. 659. Le iniziative non devono incorrere nei divieti legali effigiati dall’art. 6, comma 9, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, come convertito dalla legge n. 122 del 30 luglio 2010 in materia di sponsorizzazioni.”
Credo sia giusto chiarire il prima possibile la natura di questo evento e propongo l'immediato ritiro delle locandine, sia per il rispetto dovuto alla legge sia per il rispetto di tutti i cittadini.
Amalia Chiovaro
Sinistra in Comune per Vinci
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