
Si va verso la fusione delle due Camere di Commercio di Prato e Pistoia. Tutto ciò in ottemperanza a un decreto del Governo che riduce a circa metà il numero delle Camere di Commercio nel rispetto di alcuni parametri.
I tempi di approvazione del decreto non saranno brevissimi, ma già il presidente Giusti di Prato e il presidente Morandi di Pistoia si augurano dei cambiamenti sostanziali durante l'iter approvativo. Non spetta a noi entrare nel merito delle diverse norme; a noi interessa soltanto che Prato non sia, per l'ennesima volta, penalizzata da questa operazione. Ci auguriamo che la sede della nostra Camera di Commercio rimanga funzionante in città e non subisca penalizzazioni nei servizi offerti.
Se fusione deve essere, sia una fusione propriamente detta e non per incorporazione. Nel caso venisse istituita una sede principale si tenga conto, per la sua ubicazione, dei numeri delle imprese iscritte; sarebbe assurdo che stavolta il parametro numerico, che sempre ha penalizzato Prato in tutte le altre situazioni, non fosse tenuto in considerazione. Inoltre, se venisse formato un unico consiglio camerale si preveda la alternanza della presidenza e se la fusione dovesse avere effetti anche nella denominazione della "nuova" Camera di Commercio, il nome di Prato nel rispetto dell'ufficio più grande.
Breve nota storica, il nostro carissimo amico Roberto Giovannini, ex sindaco di Prato e grande "lottatore" per la Provincia ripeteva sempre: "È quasi più importante la Camera di Commercio della Provincia, ma per averla bisogna diventare provincia", e ora, aggiungiamo noi, sarebbe una vera beffa perderle entrambe.
Fonte: Ufficio Stampa
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