Operatore Socio Sanitario, Caramello (AL): "Sconcerto per la decisione della Regione"

Piero Caramello

"È sorprendente la scelta della Regione di affidare agli Istituti di Scuola Superiore il ciclo di studi per diventare Operatore Socio Sanitario, così come lascia esterrefatti leggere le dichiarazioni entisiastiche da parte degli assessorati e della Consigliera regionale Valentina Vadi". Così Piero Caramello, consigliere comunale di Alternativa Libera – Figline Incisa Valdarno, commenta il Protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Ufficio scolastico regionale per l'avvio sperimentale di attività formative per l'acquisizione della qualifica di OSS negli istituti professionali regionali, tra i quali l'istituto Varchi.
"Forse alla Regione è sfuggito – prosegue il consigliere – che era stato formulato un protocollo d'intesa nel 2012 per ridiscutere una figura importante del panorama socio sanitario nata nel 2001 con un intesa Stato-Regioni e con un profilo professionale che, ad oggi, risulta purtroppo poco spendibile perché non più adatto alle esigenze ad ai bisogni di salute, firmato da tutte le maggiori organizzazioni sindacali e ordinistiche. Forse alla Regione è sfuggito che a livello europe il profilo dell'OSS è inquadrata all'interno del 3° livello EQF (classificazione di titoli di studio), mentre i diplomi delle scuole secondarie superiori di durata quinquennale collocano i relativi titoli al 4° livello EQF. Si acquisisce un titolo di studio inferiore con un ciclo di studi superiore, non mi pare una grande conquista".
"Alla luce delle dichiarazioni pare che la Regione – critica Piero Caramello - non sia informata in merito ai numeri relativi agli operatori ad oggi già formati e impegnati, nei settori sanitario e socio sanitario (pubblico, privato e terzo settore) rendendo di fatto impossibile la programmazione. Manca poi un approfondimento e un’analisi sui diversi modelli organizzativi che prevedono l’impiego degli OSS, per evidenziarne eventuali criticità e differenze".
L’esponente di Alternativa Libera sottolinea l'importanza di "uniformare e migliorare l’attività formativa destinata agli OSS, che dovrà essere svolta a cura e sotto la responsabilità dei Servizi Sanitari Regionali in collaborazione con i Servizi Sociali degli Enti Locali, monitorando il livello di competenza acquisita". Ma anche "completare senza ritardi la riqualificazione degli altri operatori esistenti (OTA, OSA, ADB, ecc.) al fine di promuovere un corretto impiego degli OSS, in coerenza con l’Accordo Stato Regioni del 2001 istitutivo del profilo e promuovere l’aggiornamento permanente anche dell’operatore sociosanitario".
Piero Caramello evidenzia poi che l’attuale situazione del mercato del lavoro vede sempre meno assunzioni, sia per quanto riguarda il pubblico impiego  che il settore privato, con un aumento  dei contratti a termine e poche stabilizzazioni a tempo indeterminato. Inoltre stiamo parlando di un profilo professionale di assistenza, impiegato spesso in situazioni molto delicate e complesse come le residenze per anziani non autosufficienti, disabili gravi, malati terminali.  400 ore di tirocinio in 3 anni permettono una preparazione di base conguente ai bisogni di questi utenti? Alla luce anche dei preoccupanti numeri sull'occupazione nel settore, quello della Regione - conclude Caramello - non ci pare un bel servizio né per i giovani né per i malati in attesa di assistenza".

Fonte: Piero Caramello - Alternativa Libera

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