Lettera dell'ANPI, le opposizioni: "Tolta la parola a chi 72 anni fa liberò la città". Le reazioni politiche

"Abbiamo letto la lettera che l’ANPI di Firenze ha scritto al Sindaco e in cui si sottolinea come, per la prima volta, l’ANPI sia stata esclusa dalle celebrazioni della Liberazione di Firenze nel Salone dei 500 e fosse presente soltanto come spettatrice. - affermano la Consigliera comunale Donella Verdi e il Consigliere Giacomo Trombi insieme al Capogruppo Tommaso Grassi di Firenze riparte a sinistra. - Siamo rimasti sorpresi che nessuno dell’ANPI fosse chiamato a parlare ma non pensavamo certo che l’ANPI non fosse stata coinvolta in questa scelta."
"Se è vero che è consuetudine, in Piazza dell’Unità, l’alternanza al microfono dei rappresentanti delle comunità religiose, nella celebrazione istituzionale nel Salone dei 500, insieme a Bella Ciao, la parola è sempre stata lasciata, insieme ad altri ospiti, anche ad un partigiano dell’ANPI in quanto voce di partigiane e partigiani che per primi, quell’11 agosto di 72 anni fa entrarono a Firenze e contribuirono a liberare la città dal nazifascismo col sacrificio di oltre 200 morti e più di 400 feriti. Ed è per merito di queste persone se Firenze fu insignita della Medaglia d’oro della Resistenza."
"E non ci sembrano sufficienti le argomentazioni addotte dalla Vice Sindaca Giachi: nel metodo aver fatto rispondere la ViceSindaca invece che direttamente Nardella, a cui era rivolta la lettera dell'ANPI, potrebbe apparire un ennesimo gesto di mancato rispetto verso l'associazione, nel merito l'amministrazione sembra quasi sottintendere con la propria nota che di libertà religiosa e della convivenza civile tra popoli l'ANPI non ne potesse parlare. Noi la pensiamo diversamente, nonostante dobbiamo riconoscere come la relazione e le dichiarazioni dell'Imam Izzedin Elzir abbia rappresentato una pagina storica per Firenze e non solo. Si poteva dare spazio lo stesso alle comunità religiose, che peraltro due su tre avevano già parlato in Piazza dell’Unità, senza escludere chi fu protagonista di quel periodo storico."

"Se Firenze è stata liberata, se l’Italia è stata liberata è grazie al contributo fondamentale di tante donne e uomini che hanno combattuto e sacrificato la loro vita per la libertà di tutte e tutti noi e di chi verrà dopo. L’ANPI non può partecipare alle celebrazioni della Liberazione di Firenze da semplice spettatrice."
"Non vogliamo neppure pensare lontanamente, anche se l'atteggiamento di Sindaco e ViceSindaca ci porterebbero ad ipotizzarlo, che la posizione politica assunta dall'Anpi sul tema del referendum costituzionale abbia inciso sulla scelta: Costituzione che sicuramente non solo a parole le partigiane e i partigiani hanno difeso e continuano a difendere, molto più della vicesindaca Giachi che nella nota stampa rivendica che l'Italia ripudia la guerra mentre appoggia un Presidente del Consiglio che dribbla l'articolo 11 della Costituzione e senza alcun atto invia soldati italiani in Libia per liberarla dall'Isis entrando di fatto in guerra. Ci aspettiamo, adesso, da parte del Sindaco le doverose scuse nei confronti dell’ANPI di Firenze, di tutte le partigiane e di tutti i partigiani."

Bassi (PD) replica: "Non accettiamo lezioni di memoria storica da chi utilizza il sacrificio dei partigiani a scopo di polemica politica"
"Questa amministrazione comunale, la cui giunta è composta di assessore e assessori tutti iscritti all'ANPI, e il Partito Democratico di Firenze non accettano lezioni di memoria storica da chi utilizza il sacrificio di partigiane e partigiani per provare a guadagnare consensi nella campagna per il prossimo referendum sulla riforma costituzionale. A vergognarsi dovrebbero essere Movimento 5 Stelle e opposizione di sinistra". Questa la replica del capogruppo PD Angelo Bassi ai consiglieri del gruppo Firenze riparte a sinistra Grassi, Verdi e Trombi e alla capogruppo M5S Noferi.
"Alla cerimonia nel Salone dei 500, dove il sindaco ha conferito il Fiorino d'oro alla memoria del partigiano Giorgio Pacini, non ci pare di aver visto partecipare la consigliera Noferi – aggiunge Bassi -. Ai consiglieri di sinistra, che lamentano che non sia stato il sindaco a replicare direttamente ieri alla lettera dell'ANPI, facciamo presente che Nardella avrà modo di farlo presto, nel suo dialogo costante con l'associazione che non si limita certo alle ricorrenze dell'11 agosto e del 25 aprile. Ieri il primo cittadino ha incaricato la vicesindaca Giachi unicamente perché era impegnato a causa di un grave lutto familiare".

 

Noferi (M5S) replica a Bassi

 "Replichiamo al capogruppo PD che il M5S e la sottoscritta non si vergogneranno mai di esprimere il prioprio pensiero, non solo perché siamo stati eletti per fare proprio questo ma perché ci onora vedere che le nostre posizioni sono costantemente diverse dalle loro.Le loro repliche non entrano mai nel merito degli argomenti ma i fatti restano e parlano per loro: i rappresentanti di ANPI non sono stati neanche ammessi sul palco ed è stata la prima volta dal 1945. Per un partito che si vende come il paladino della Resistenza questa dovrebbe essere la cosa da spiegare, non puntare il dito sull’assenza del M5S.

Si rassegni il capogruppo Bassi perché alle cerimonie ufficiali di qualsivoglia celebrazione, passata, presente e futura, a causa dell’imbarazzo che ci coglierebbe nel ritrovarci sul palco in compagnia di chi governa così malamente il Paese e la città di Firenze, non parteciperemo mai.

Dalle feste sportive agli auguri di Natale, dal 25 aprile all’11 agosto, noi non condivideremo con gli esponenti PD assolutamente nulla, non ci adegueremo alla dilagante ipocrisia politica di chi invece passa sopra a tutto pur di mettersi in mostra".

 

Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa

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