
"Caro Sindaco Dario Nardella, nel giorno in cui Uber sospende il servizio a Firenze, mi permetta alcune considerazioni che credo le potranno essere utili.
Il fallimento di Uber a Firenze, dopo appena dieci mesi di operatività, ci dice due cose. La prima: fare trasporto persone qui è molto difficile. La seconda: chi lo sa fare, come le due compagnie taxi 4242 e 4390, ha livelli di professionalità tali da non potersi improvvisare in questo settore.
Non ci risulta credibile la motivazione ufficiale addotta dalla multinazionale americana per giustificare la sua dipartita. Essa stessa, infatti, a dicembre scorso esultava per aver avuto l'adesione di un centinaio di noleggiatori e lanciava un'offerta sconto del 50%, evidentemente per diffondere maggiormente il suo servizio. Ma dopo appena sei mesi, quella esigenza di aver maggiore clientela, si sarebbe trasformata in un boomerang, tanta sarebbe oggi, a detta della multinazionale, la richiesta di servizio. Una richiesta così alta da aver portato Uber fuori dal mercato e mettersi così a trasportare pizze! Non si è mai sentito di un'azienda che chiude perché ha troppi clienti.
Il fatto che una multinazionale – con un valore ipotetico di oltre 60miliardi di dollari (si vedrà poi, in seguito alla annunciata quotazione in borsa, quanto reale), con tutto lo spazio che ha ricevuto sui media locali, con costi di struttura pressoché nulli, visto che i "suoi" driver sono tutti lavoratori autonomi, senza tutti gli obblighi diseconomici gravanti invece sui taxi (obbligo di tariffa amministrata, obblighi prestazionali per area e per le 24 ore giornaliere) – sia fallita a Firenze, è la prova indiretta più clamorosa della qualità ed efficienza del servizio taxi fiorentino.
Uber non è riuscita a radicarsi perché proponeva, nonostante tutti gli indebiti vantaggi competitivi, prezzi più alti dei taxi fiorentini, con livelli qualitativi di servizio imbarazzanti - questo per sua stessa ammissione - per i lunghi tempi di attesa della clientela, abituata invece a Firenze a ben altri standard. Ci si deve allora chiedere perché Uber stia resistendo in città come Roma e Milano. In particolare, il capoluogo lombardo è stato in un'indagine degli Automobilclub d'Europa, considerato il quarto miglior servizio taxi d'Europa. Nonostante questo, Uber là resiste. Perché?
Uber ci dice che a Firenze i tempi di evasione delle sue chiamate erano di 20/25 minuti. La risposta a tutto questo, si trova probabilmente in elementi di carattere infrastrutturale che differenziano queste città. A Firenze la superficie dedicata a viabilità pubblica (corsie preferenziali) non è neanche del 4%, a Milano è invece del 13%. Firenze ha un livello di traffico privato tra i più alti d'Europa (62% contro la media del 35%). In presenza di queste condizioni, il tentativo della multinazionale di improvvisarsi qui con driver autorizzati da altri comuni, le è stato fatale.
Queste considerazioni, caro Sindaco, dovrebbero portare ad avere più rispetto per i tassisti fiorentini, dedicando loro un autentico ascolto quando denunciano i problemi infrastrutturali e di viabilità della Città, e non essere campanilisti solo quando si parla del maestoso passato della nostra urbs, ma anche delle eccellenze della nostra civitas (eccellenze che non sono tali solo quando si parla di lusso o di multinazionali). Troppe volte, infatti, si dimentica una cosa che spesso ripeteva il Sindaco La Pira: "Le città sono vive" e questa vita è data primariamente dalle persone che ci vivono e ci lavorano".
Claudio Giudici
Presidente URITAXI Toscana
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