Agosto 2016. Chi può è già al mare. C’è chi invece lavora ancora, sotto il solleone, per distribuire a tutte le famiglie l’ultimo numero del giornalino del Comune. Numero ricco, questa volta, dedicato alle tante iniziative con cui l’Amministrazione ci ha deliziato negli ultimi mesi. Fra le altre, campeggia a tutta pagina quella che di primo acchito pare la pubblicità di un’agenzia immobiliare. Si tratta invece di un avviso di pubblica utilità, per rimarcare una recente iniziativa della Giunta: un incentivo comunale alla ristrutturazione nei centri storici, che va ad aggiungersi a quelli già esistenti, di natura statale. Seguono spiegazioni molto dettagliate con esempi concreti dei benefici che si possono trarre.
Ottimo, penserete voi. Peccato solo che... non sia vero! Per lo meno non è vero ad oggi, quando il giornalino è stato ormai distribuito in tutte le case dei pecciolesi. Lo sarà probabilmente domani, o più verosimilmente dopo le ferie agostane. Ma ad oggi la delibera di Giunta che avrebbe dovuto approvare l’incentivo semplicemente non c’è: non risulta al protocollo e non è stata pubblicata sull’Albo comunale. Dunque non esiste o, se esiste, non è ancora esecutiva. Zero!
Dal 20 maggio scorso, quando il Consiglio Comunale ha dato mandato alla Giunta di redigere il provvedimento, inspiegabilmente non è stato ancora fatto. Non dubitiamo che si farà, ma qualcuno non poteva aspettare. Il giornalino doveva andare in stampa prima delle ferie, e una brillante iniziativa come questa non poteva non essere propagandata a dovere. Dunque via, a costo di forzare un po’ i tempi e raccontare... una piccola falsità!
MA C’È DI PIÙ...
Il giornalino ci dice che il contributo del Comune sarà pari al 10% di quello statale e andrà a sommarsi a quest’ultimo, con tanto di esempio numerico da manuale. Ebbene, di nuovo l’Amministrazione è stata un po’, come dire?... distratta! Per Legge, infatti, l’incentivo fiscale dello Stato non può essere calcolato anche sulla porzione finanziata dal Comune. Il calcolo riportato nel giornalino è semplicemente... sbagliato! Nell’esempio fatto, su 100.000€ di spese lo Stato ne rimborserebbe, tra incentivi al 65% e incentivi al 50%, 55.250€. A questi si andrebbero ad aggiungere i 5.525€ del Comune (sempre che la Giunta approvi la famosa delibera, che ancora non c’è, nei termini descritti, cioè il 10% del contributo statale). Ma la Legge vuole che se il Comune fornisce un incentivo, il calcolo del contributo statale vada fatto non sull’intero importo dei lavori, bensì sulla sola parte eccedente il contributo comunale, cioè 100.000€ - 5.525€ = 94.475€. Dunque il contributo statale si ridurrebbe a 52.197€ (e 44 centesimi, per la precisione)! Risultato: il provvedimento “fantasma” farebbe risparmiare al cittadino dell’esempio non il 10% in più (5.525€) rispetto al contributo statale ma il 4,475% della spesa: 2.472€ (e 44 centesimi). Ovviamente il Comune ne spenderebbe 5.525, ma lo Stato restituirebbe al nostro concittadino 3.052€ in meno di quanto gli avrebbe dato se non ci fosse il contributo comunale... e di quanto erroneamente è riportato sul giornalino!
La serietà di un’Amministrazione si misura anche da questo genere di “informazione”. Naturalmente a nostre spese...
Lista civica Un Comune per Tutti
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