
Infrastrutture, pianificazione settoriale, rapporti con Unione europea, politiche agricole e forestali e aree interne, valorizzazione ruolo piccole e medie imprese, cultura, turismo, integrazione, educazione alla pace e alla legalità, strumenti comuni di valutazione delle politiche pubbliche e impatto su territori. Questi i temi di fondo individuati dai presidenti delle Assemblee legislative di Umbria Donatella Porzi, Marche Antonio Mastrovincenzo e Toscana Eugenio Giani che si sono incontrati stamani a Perugia, nella Sala Carsule di Palazzo Cesaroni.
Si è trattato di un primo confronto che avvia di fatto “un percorso condiviso che porti alla stipula di un 'Patto di consultazione'
finalizzato all'elaborazione di un documento programmatico di 'cooperazione rafforzata' sulle tematiche di interesse comune. L'obiettivo è costruire un sistema di relazioni interregionali in un 'Appennino che unisce e non separi'”.
Nel corso della riunione, oltre ai temi da porre all'ordine del giorno, sono state anche individuate modalità e tempi del percorso istituzionale da seguire da qui al 2017. Prossimo appuntamento entro il mese di settembre per una riunione congiunta degli Uffici di Presidenza delle tre Assemblee legislative per approfondire i contenuti del programma concordato nella riunione odierna.
Il passaggio successivo riguarda la presentazione di una mozione comune da proporre alla discussione delle rispettive Aule entro il mese di ottobre. Dopo questo primo passaggio politico-istituzionale, saranno commissioni congiunte che affronteranno le singole tematiche individuate, i cui esiti saranno poi discussi in una riunione plenaria delle tre Assemblee da tenere entro il 2017. “Il processo di unificazione delle regioni non può che essere un processo nazionale e costituzionale. Io penso invece a una sinergia più forte tra le regioni dell'Italia di mezzo, che hanno necessità di infrastrutture e vocazione culturale e turistica simile”, dichiara il presidente Giani. “Credo molto in questo incontro e nella sinergia che si deve venire a creare tra i nostri territori, o come taluno l’ha chiamata, l'Italia di Mezzo, riprendendo un periodo storico importante per noi, perché periodo in cui il nostro Paese, l'Italia, andava formandosi” aggiunge Giani. Il presidente ripercorre i passaggi storici, a partire dal luglio 1859 (Trattato di Villafranca), quando “si parlava appunto di un'Italia che dagli otto stati preunitari diventasse una confederazione di tre stati, tra i quali anche l'Italia di mezzo composta dai legati pontifici delle Marche e dell'Umbria e dal Granducato di Toscana”. Naturalmente quel progetto non si realizzò: “I territori, attraverso singole consultazioni popolari, scelsero di annettersi ai territori del Piemonte non come una confederazione ma come una Nazione, stesso concetto ribadito da Bettino Ricasoli quando fondò il giornale che ancora oggi porta questo nome, e che costituì humus fondamentale che consentì poi a Garibaldi e i suoi mille di intraprendere quel viaggio che costruisce l'Italia non confederata, come pensava Napoleone III, ma un'Italia unitaria come poi sarà”. “L'Italia di mezzo – aggiunge Giani - è prima di tutto dunque una vocazione culturale e espressione autentica di un territorio che allora seppe dare un input decisivo al processo di unificazione dell'Italia”.
Fonte: Consiglio Regionale della Toscana - Ufficio Stampa
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