
“In questa mostra viene in evidenza una tecnica particolare, originale ma di grande efficacia sul piano cromatico, in grado di trasmettere un’espressività coinvolgente. Si capisce che dietro a questa tecnica c’è un lavoro importante, un lavoro ha portato a maturare questa modalità e ad esprimerla in una maniera che incuriosisce”. E ancora: “I palazzi del Consiglio regionale devono vivere nella forma migliore il rapporto con i cittadini. Per quanto riguarda l’arte, devono essere la casa degli artisti toscani, gallerie fruibili da chi lo desidera”.
Il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, si è espresso così, intervenendo all’inaugurazione della mostra “Colori in libertà” del pittore Manlio Allegri, che ha preso il via oggi, giovedì 28 luglio, a Palazzo panciatichi, sede del Consiglio toscano, dove rimarrà aperta fino a martedì 30 agosto. La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19, mentre il sabato soltanto alla mattina, dalle 10 alle 12. Palazzo Panciatichi sarà tuttavia chiuso nel periodo ferragostano, dal 13 al 21 agosto compresi, per cui l’esposizione sarà visitabile fino a venerdì 12 e poi da lunedì 22 a martedì 30 agosto.
Ad inquadrare sul piano artistico e culturale l’esposizione è stata la critica d’arte Giovanna Riu, curatrice della mostra, che ha sottolineato come Allegri, lucchese di nascita ma livornese d’adozione, sia nato paesaggista e come abbia “iniziato con la figurazione” per concepire poi il paesaggio alla maniera “mediterranea” e “nordica”, coniugando cromatismo ed essenzialità, suggestioni in libertà e necessità di metodo impaginativo. “Lo sguardo che prima si rivolgeva all’esterno, adesso si rivolge all’interno”, ha detto la Riu. Che sulla pittura di Allegri ha aggiunto: “Scopo della sua arte è permettere a chi osserva di entrare nell’opera”. E poi: “La sua pittura coniuga intelligenza e bellezza”.
Da parte sua, Allegri ha ringraziato “di cuore” il presidente Giani e la Riu per la presentazione. “Non amo parlare di me e delle mie opere”, ha detto. “Sono loro, le opere, che devono saper comunicare qualcosa a chi le guarda”.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio Stampa
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