
E' una mozione per la tutela dei marchi Dop italiani e toscani, ad aprire i lavori del Consiglio regionale toscano. All'ordine del giorno numerose mozioni che spaziano, tra l'altro, dalla situazione delle carceri toscane, all'uso degli antidepressivi, all'introduzione del reato di tortura, al segreto di stato sugli anni di piombo. In agenda anche una comunicazione della Giunta toscana sul passante Av di Firenze e la stazione Foster, e la relazione finale della commissione di inchiesta sulle responsabilità politiche e istituzionali nella vicenda de Il Forteto. Tra i temi delle interrogazioni, "l'attuale situazione della Banca Monte dei Paschi, con particolare riferimento alla richiesta di smaltire dieci miliardi di euro di crediti deteriorati pervenuta recentissimamente dalla Bce".
Sport e Università, il Consiglio regionale approva mozione
Attivarsi nei confronti di governo e parlamento, porre la questione in sede di Conferenza Stato-Regioni, affinché possano essere introdotte nella normativa nazionale apposite misure idonee a riconoscere forme di sostegno e agevolazioni rivolte agli studenti impegnati in attività sportive a livello agonistico. Parificare fin da subito sportivi e lavoratori e comunque riconoscere l’attività agonistica come requisito di merito nelle borse-servizi e in generale nelle misure di diretta competenza regionale. Sono questi gli impegni affidati alla giunta regionale da una mozione approvata oggi dall’Assemblea toscana su proposta dei consiglieri Pd, primo firmatario Enrico Sostegni. La mozione è stata approvata con il voto favorevole anche del gruppo 5 Stelle, che ha presentato un emendamento accolto dai presentatori.
«Vogliamo riconfermare l’importanza dello sport come strumento di formazione e di crescita dei giovani e rimettere questo tema al centro del dibattito – ha detto Sostegni presentando la mozione in aula – Il tema del rapporto tra studio e pratica sportiva agonistica costituisce una piccola parte di questo dibattito, ma ci pare importante: troppo spesso i ragazzi sono costretti a scegliere di fronte al bivio tra istruzione universitaria e impegno sportivo. Si tratta di un’anomalia italiana alla quale bisognerebbe porre rimedio. Le università e la Regione, intanto, possono fare qualcosa di concreto. Gli atenei, ad esempio, potrebbero dotarsi di un’organizzazione dei corsi di studio per gli sportivi simile a quella consentita e utilizzata per gli studenti-lavoratori. La Regione, poi, e questo è il senso della nostra mozione, oltre a porre il problema a livello nazionale potrebbe agire nei confronti dell’Azienda per il diritto allo studio per provare a mettere in campo misure concrete, quali specifiche “borse-servizi”, cioè sostegni finanziari rivolti agli studenti meritevoli impegnati nello sport agonistico».
Pet-therapy, approvata mozione Pd. Niccolai (Pd): “Continuare con la diffusione e valorizzare le figure professionali"
Approvata con voto unanime dal Consiglio regionale la mozione Pd che impegna la Giunta toscana a implementare la diffusione della ‘pet-therapy’ all'interno del servizio sanitario e a valorizzare gli operatori e le figure professionali coinvolte.
La mozione è stata illustrata in Aula dal consigliere Marco Niccolai, primo firmatario dell'atto, sottoscritto anche dal capogruppo Leonardo Marras e dai consiglieri Pd Gianni Anselmi, Ilaria Giovannetti, Stefano Scaramelli, Fiammetta Capirossi, Lucia De Robertis, Nicola Ciolini, Alessandra Nardini e Serena Spinelli.
"L'utilizzo della pet-therapy sta riscontrano un attenzione crescente e sempre di più ne viene confermato il valore, sia a livello terapeutico, per disturbi fisici e psichici, sia educativo e riabilitativo. Per questo la Regione Toscana l'ha inserita nel Piano Sanitario già dal 2008, e a seguito di uno specifico accordo Stato-Regioni, che nel 2015 ha emanato le linee guida nazionali, ne sta ulteriormente implementando la diffusione. In tal senso, abbiamo chiesto l'impegno della Regione a proseguire con forza in questa direzione, e fare un ulteriore passo avanti in particolare rispetto alla definizione giuridica dei percorsi formativi necessari per gli operatori" - ha dichiarato il consigliere Pd Marco Niccolai nel prorio intervento in Aula.
"Le linee guida nazionali, infatti, lasciano alle Regioni la responsabilità di definire, per le figure professionali che operano nella pet-therapy, i percorsi formativi. Per questo, l'impegno della Regione Toscana dovrà adesso essere rivolto alla valorizzazione e al riconoscimento di queste figure, per qualificare sempre di più i percorsi terapeutici, di ricerca e formativi e per dare ulteriore possibilità di sviluppo a un'attività che sta crescendo e che può rappresentare anche un'opportunità di crescita formativa e professionale per giovani e non solo. Dobbiamo dunque dare adesso dignità giuridica alle professionalità inerenti alla pet therapy. I benefici in termini sanitari, sociali, educativi derivanti dalla pet therapy sono stati riconosciuti a livello nazionale, in questo quadro è ancora più agevole, da parte della nostra Regione, dare seguito a quanto previsto dalla linee guida nazionali rispetto agli aspetti sopra richiamati. Sottolineo con favore il fatto che la mozione sia stata approvata all'unanimità, ciò significa che vi è un riconoscimento da parte di tutti del valore della pet therapy e della necessità, da parte delle istituzioni, di dare ad essa un riconoscimento giuridico chiaro, che è un presupposto essenziale per ogni futura qualificazione e crescita di tale attività"- ha concluso il consigliere Pd Niccolai.
Bolkestein e commercio ambulante: Il Consiglio regionale approva documento Pd
La giunta regionale dovrà monitorare e riferire in Consiglio lo stato di attuazione, da parte dei Comuni, della normazione regionale in materia di commercio ambulante e del rispetto degli indirizzi contenuti nell’Intesa in Conferenza unificata del 5 luglio 2012 e dal Protocollo di Intesa dell’11 ottobre 2013 sottoscritto da Regione Toscana ANVA Confesercenti Toscana, FIVA Confcommercio Toscana e ANCI Toscana, sull’applicazione della Direttiva Bolkestein al commercio ambulante. Inoltre, la giunta toscana dovrà intervenire presso il governo nazionale affinché emani al più presto una modifica al decreto legislativo 59/2010 volta ad escludere il commercio ambulante dalla direttiva 2006/123/CE attivandosi, parimenti, anche in sede comunitaria ai fini del raggiungimento di tale obiettivo.
Sono questi gli impegni decisi con una mozione presentata dal gruppo Pd e votata oggi a maggioranza in aula. Il documento è stato illustrato dal primo firmatario Marco Niccolai, che ha riassunto la vicenda dell’applicazione della direttiva Bolkestein nell’ambito del commercio ambulante.
«Manteniamo un impegno preso – ha detto Niccolai – cioè quello di tornare a investire il Consiglio di un’iniziativa su questo tema così importante per il settore del commercio ambulante. La Regione Toscana nel 2011 – ha ricordato il consigliere Pd – era intervenuta con una propria legge per escludere il commercio ambulante dall'ambito di applicazione della c.d. direttiva Bolkestein, ma essa fu dichiarata incostituzionale dalla Consulta. Successivamente, quindi, abbiamo recepito, con una nuova legge,quanto previsto dalla direttiva Ue e dalla Conferenza Stato-Regioni nell'impresa del luglio 2012. Ora, con questa nostra mozione, vogliamo perseguire due obiettivi: in primo luogo la giunta regionale dovrà riferire al Consiglio sullo stato di attuazione delle norme regionali esistenti in materia di concessioni di commercio ambulante da parte dei Comuni in Toscana, per comprenderne l'effettiva attuazione. In secondo luogo, con un chiaro significato politico, la mozione chiede al governo nazionale di intervenire, sia con una legge nazionale sia con l'azione a livello comunitario, al fine di escludere l’ambito del commercio ambulante dall’applicazione della direttiva Bolkestein. Sono due impegni importanti, che condividiamo con altre Regioni che hanno fatto la nostra richiesta, ed è quanto possiamo fare adesso concretamente a livello regionale. Gli slogan li lasciamo ad altri, noi vogliamo porre in essere azioni concrete come queste”, ha concluso Niccolai.
«Sono soddisfatta perché il Consiglio regionale votando questa mozione ha preso un impegno forte dalla parte degli ambulanti: intervenire presso il governo per escludere il commercio ambulante dalla direttiva Bolkestein e fare altrettanto in sede comunitaria. Questo è per noi un obiettivo importante, una scelta significativa a favore delle legittime richieste del commercio ambulante», ha commentato Valentina Vadi, consigliera regionale Pd, tra i firmatari della mozione.
Treni, rafforziamo i collegamenti tra Toscana centrale e area costiera
“L’obiettivo è potenziare il collegamento ferroviario tra la Toscana centrale e la Toscana costiera nonché l’interconnessione con la linea tirrenica e la linea La Spezia-Massa-Viareggio e sono contento che su un tema che consideriamo strategico per la Toscana del futurp ci sia stata l’unanimità da parte di tutte le forze politiche – continua Mazzeo – Alla giunta chiediamo di lavorare a ricalibrare gli orari con frequenze ben definite, di valutare la differenziazione dell’offerta ferroviaria in modo da introdurre due tipologie di servizio, ovvero uno dedicato principalmente ai pendolari ed un altro espressamente progettato per l’utenza a media-lunga percorrenza, con carrozze e spazi ad essi adeguati ed attrezzati per il trasporto bagagli e di elaborare un masterplan che preveda la possibilità di arrivare alla realizzazione di una vera e propria ‘metropolitana di superficie” Pisa-Firenze. In generale è necessario implementare tutto il trasporto pendolare dell’asse lungo l’Arno, fornendo un servizio di qualità, al momento troppo spesso carente, e confermare gli investimenti sulla rete infrastrutturale previsti dal PRIIM; allo stesso modo è necessario attuare gli investimenti già previsti dalla risoluzione 31/2015 ma anche metterne in campo di nuovi per velocizzare tutta la linea ferroviaria regionale”.
“Altro aspetto fondamentale della mozione, una sempre maggiore integrazione tra i servizi ferroviari e le altre infrastrutture del territorio. “Con la mozione – conclude Mazzeo – chiediamo anche di avviare uno studio finalizzato ad una migliore programmazione dei servizi ferroviari per garantire innanzi tutto la piena integrazione tra treno ed aereo, vista la necessità di favorire l’intermodalità tra i diversi mezzi di trasporto, anche in previsione dell’imminente completamento del People Mover al Galiliei di Pisa e della realizzazione della tramvia tra l’aeroporto Vespucci e la stazione di Firenze Santa Maria Novella. In questo senso chiediamo di favorire la creazione di un biglietto unico integrato per i vari mezzi di trasporto e disporre quanto necessario per una fruizione integrata e sistemica dell’offerta ferroviaria e aerea della Toscana. A questo, infine, vogliamo che si accompagni un aggiornamento periodico sull’andamento dei servizi ferroviari in Toscana al fine di assicurare un’adeguata qualità del servizio offerto a pendolari, viaggiatori e turisti e il rispetto del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia. Semza ovviamente dimenticare l’esigenza di migliorare i collegamenti tra la Toscana centrale e tutte le città della costa, a partire da Grosseto, velocizzando e integrando i servizi tra la linea Firenze-Pisa-Livorno e la direttrice Tirrenica. Lo’obiettivo ambizioso, in prospettiva, deve essere quello di rendere il treno la soluzione sempre più appetibile per chi viaggia nei nostri territori”.
Parchi, conservazione e valorizzazione: modificata la legge regionale
Approvata a maggioranza la modifica alla legge regionale sulla conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale della Toscana. Ad approvare la proposta è stato il Pd. Su 29 presenti, i voti favorevoli sono stati 19, i contrari 4 e gli astenuti 6. In via collegata alla modifica della legge sono stati approvati anche due ordini del giorno, uno del Pd e l’altro del Movimento 5 stelle.
Il testo riguarda il riordino delle funzioni in materia di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale, resosi necessario in quanto il trasferimento alla Regione delle risorse umane e finanziarie delle Province è stato tale da non consentire più a questi Enti l’esercizio di tali funzioni. In particolare sono state trasferite alla Regione l’istituzione e la gestione delle riserve naturali e il rilascio dei nullaosta per interventi e progetti, garantendo alle Province e alla Città metropolitana uno specifico ruolo nell’istituzione e nella gestione dei parchi regionali e confermando la possibilità di proporre nuove istituzioni e la partecipazione alle comunità dei parchi. In materia di biodiversità, invece, sono state riallocate alla Regione l’esercizio delle funzioni amministrative dei siti della Rete natura 2000, i piani di gestione dei siti medesimi e lo svolgimento delle attività di monitoraggio, mentre è stata introdotta per la Regione la possibilità di affidare lo svolgimento di attività gestionali delle riserve e della Rete natura 2000 ai Parchi regionali, ai Comuni e alle loro forme associate, anche in collaborazione con le associazioni di protezione ambientale.
Il nuovo assetto delle competenze interviene inoltre sull’organizzazione e la razionalizzazione del servizio volontario di vigilanza ambientale, in altre parole sulle Gav, assicurando l’omogeneità del servizio a livello toscano. Sono state apportate alcune semplificazioni al testo normativo che adesso riorganizza e snellisce il servizio delle guardie ambientali volontarie, riconfermando tuttavia l’importanza del servizio. La Regione mantiene sulle Gav le funzioni più significative, tra cui il registro dei soggetti abilitati e l’organizzazione dei corsi di formazione.
Ad illustrare in Aula la proposta di legge è stato Stefano Baccelli, Pd, presidente della quarta commissione, il quale ha specificato che “il nuovo assetto mantiene le funzioni che erano in carico alle Province e lo stesso livello di partecipazione”, aggiungendo che “rispetto alla proposta originaria la Giunta ha modificato alcuni punti concernenti le Gav” e “come commissione le abbiamo accolte perché migliorative”.
Giacomo Giannarelli, M5s, ha sottolineato che “in commissione sono stati accolti anche alcuni nostri emendamenti, ma il giudizio rimane ugualmente negativo perché altri emendamenti, che noi ritenevamo importanti, sono stati bocciati”. Tali emendamenti, ha spiegato Giannarelli, “chiedevano di superare i legami tra le Gav e l’associazionismo”. Per quanto riguarda l’ordine del giorno del M5s, invece, il capogruppo ha evidenziato che esso chiedeva di rispettare “la tempistica di sei mesi dall’approvazione del presente atto per arrivare a un’organica riforma degli enti Parco”. A seguito di una modifica proposta avanzata da Baccelli del Pd ed accolta dallo stesso Giannarelli, tuttavia, la Giunta è stata impegnata a “garantire la presentazione, entro dodici mesi, di una proposta di riforma degli enti Parco regionali”.
Francesco Gazzetti, Pd, ha illustrato l’ordine del giorno del suo gruppo, affermando che “con questo si incrociano alcune richieste che pervengono dal mondo delle Gav” e aggiungendo che occorre “un monitoraggio rispetto all’applicazione della legge”. Gazzetti ha parlato della necessità che la Giunta riferisca nella commissione competente gli esiti di tale monitoraggio, nonché di “discutere in tale sede le eventuali proposte e le iniziative inerenti la razionalizzazione e il miglioramento della regolamentazione del settore”. Il consigliere, che ha auspicato che si raggiungano “i risultati e gli eventuali ulteriori progetti da realizzare per il raggiungimento delle finalità espresse dalla legge”, ha inoltre sottolineato la necessità di “valorizzare il ruolo svolto dalle Gav, anche prevedendo un coinvolgimento delle stesse nell’attuazione della riforma, mediante la predisposizione di adeguati meccanismi di coinvolgimento e consultazione”.
Tommaso Fattori, Sì Toscana a Sinistra, ha affermato che “rispetto alla proposta di legge ci asteniamo perché il testo è stato migliorato, specie per quel che riguarda le Gav” mentre “votiamo a favore dei due ordini del giorno”. I motivi che restano di perplessità, ha spiegato Fattori, “sono che la gestione dei territori dovrebbe essere finalizzata alla tutela e alla conservazione naturalistica per mettere al centro il tema della biodiversità mentre qui la gestione dei territori è volta alla promozione delle attività produttive ecocompatibili”. Secondo Fattori, inoltre, il rischio è che “si annullino i finanziamenti di specifici progetti”.
Ha concluso il dibattito Roberto Salvini, Lega Nord, secondo cui “tutta questa protezione di parchi, oasi e foreste, non ha salvaguardato la biodiversità, anzi oggi siamo di fronte al fatto che la biodiversità è venuta meno su tutto il territorio toscano”. Ha aggiunto Salvini: “I parchi dovevano essere il motore del rilancio economico della Toscana agricola e così non è stato”. La legislazione regionale, secondo Salvini, “è inadeguata” e sui parchi “va cambiata alla base la sua filosofia”.
Città murate: 800mila euro per i progetti dei Comuni
Una legge che riconosce il valore identitario rappresentato per la Toscana dalle mura storiche e che va nella direzione di “valorizzare il sentimento di identità della Toscana e dei suoi Comuni muove“. Lo ha dichiarato Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale, illustrando all’aula il testo di iniziativa dell’Ufficio di presidenza dal titolo “Città murate della Toscana”. La legge è stata approvata a maggioranza, con 20 voti favorevoli. Hanno votato contro M5S e Sì.
La legge, nell’ottica della valorizzazione del patrimonio storico e culturale della Toscana, disciplina la possibilità da parte del Consiglio regionale di erogare una tantum, e per il solo esercizio finanziario 2016, contributi in conto capitale a favore di comuni che intendano realizzare interventi a sostegno “della valorizzazione delle mura storiche ed edifici in essa inglobati o ad esse connessi, delle torri e dei castelli, mediante il ripristino dell’accessibilità ai luoghi e la creazione di percorsi culturali”. Vengono destinati 800mila euro a carico del bilancio del Consiglio, mediante l’utilizzo del fondo speciale per il finanziamento di provvedimenti legislativi. Fondi che, come ha precisato Giani, derivano dall’avanzo di bilancio del Consiglio dello scorso anno (2015): “I soldi devono essere spesi entro la fine del 2016 – ha spiegato -; i progetti dei Comuni devono essere definitivi o esecutivi”. “Si tratta di una cifra simbolica” ha aggiunto il presidente, frutto dei risparmi del Consiglio. I contributi saranno concessi tramite procedura valutativa a bando, entro il limite dell’80 per cento della spesa ammissibile e comunque non potranno superare i 200mila euro a comune. Ieri, in II commissione guidata da Gianni Anselmi, la legge è stata licenziata con parere positivo.
Iacopo Alberti (Lega Nord) ha ribadito l’apprezzamento per un’iniziativa che vuole “valorizzare il patrimonio storico e culturale che tanti comuni hanno”. Il contributo è comunque un “incentivo” per intervenire sulle mura storiche. Il consigliere ha poi ricordato la richiesta, formulata a suo tempo, per investire parte dell’avanzo di bilancio del Consiglio – circa 2 milioni – per le famiglie toscane in situazione di difficoltà. A motivare il voto contrario del M5S è stata Irene Galletti. “Siamo d’accordo nel merito della tutela delle cinta murarie”, ha detto; ma la proposta al voto, nel complesso, risente della fretta imposta dai tempi e “presenta dettagli che potevano esser articolati in modo migliore” ; inoltre, “tutto viene deciso nell’ambito dell’ufficio di presidenza”, mentre poteva essere previsto un coinvolgimento delle forze politiche che non ne fanno parte. Infine, il danaro a disposizione “è frutto di risparmi e sobrietà di tutto il Consiglio regionale, ma da parte dell’Istituzione non c’è stato il segno di questa unitarietà”. La consigliera ha poi rilevato come la cifra a disposizione è “poca cosa” considerando l’impegno degli interventi sulle mura storiche. In ultimo, Galletti ha rilevato che nella legge “si prevedono interventi attuativi”, tali per cui “in fondo, si può già sapere quali sono i comuni beneficiari”.
Anche Tommaso Fattori (Sì) ha motivato il voto contrario del suo gruppo facendo salvo l’accordo “per la valorizzazione e la percorribilità delle mura storiche”. Ma meglio sarebbe stato “costruire un apposito capitolo nel Piano regionale della cultura”. “Questo avanzo di cui si dispone nasce da alcune scelte” ha aggiunto poi: “Non mi posso trovare d’accordo sul taglio del fondo dell’autorità per la partecipazione per mettere una cifra simbolica sulle mura”. Da Gianni Anselmi (Pd), la condivisione “degli obiettivi” dell’iniziativa dell’ufficio di presidenza e una specificazione sui meccanismi di “valutazione tecnica” previsti in legge (la valutazione delle domande dei comuni sarà effettuata da una commissione tecnica e l’elenco delle domande ammissibili sarà approvato dall’ufficio di presidenza). Se poi si vuole ampliare il novero dei Comuni che possono partecipare, ha aggiunto, “non c’è che un modo: proporre che questa legge sia strutturata” e dotarla di “risorse congrue”.
Il testo approvato prevede che l’Ufficio di presidenza del Consiglio detti gli indirizzi per l’emanazione del bando, che dovrà essere pubblicato entro il 30 settembre 2016. Giani, alla luce del dibattito d’aula, ha annunciato che renderà noto il bando ai gruppi prima che sia pubblicato.
Comunicazione Alta Velocità in Consiglio Regionale. Fattori (Sì): “Apprezziamo che la Giunta riconosca che bisogna cambiare progetto”.
Si è tenuta oggi pomeriggio la Comunicazione della Giunta al Consiglio regionale su passante AV di Firenze e stazione Foster, comunicazione voluta dalle opposizioni, con le prime firme dei Consiglieri regionali di Sì toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti.
“Della comunicazione abbiamo apprezzato il riconoscimento che occorre finalmente cambiare rotta. La situazione del Nodo di Firenze è profondamente mutata, ci dice la giunta. Sono sotto gli occhi di tutti gli enormi ritardi e i costi sostenuti. Prendiamo a questo punto sul serio la disponibilità a elaborare nuovi progetti e a porsi seriamente obiettivi d’incremento dei servizi regionali e metropolitani, di riattivazione di alcune stazioni cittadine, di una migliore connessione tra servizi regionali e di AV. Obiettivi su cui non possiamo che essere d’accordo”, dichiara il capogruppo Fattori.
“Manca purtroppo un 'mea culpa' del governo regionale sulle centinaia di milioni che sono stati buttati nella voragine della stazione 'Foster', sull’inchiesta giudiziaria in corso, sul mancato confronto in questi anni con chi, in città, aveva razionalmente avanzato proposte alternative e scelte trasportistiche migliori e assai meno costose del tunnel sotterraneo”. Tutte cose denunciate a più riprese anche dal Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone”.
“Rimangono però ambiguità e interrogativi non da poco. Non si capisce più cosa pensi il PD, ormai diviso tra un Sindaco di Firenze che ha coraggiosamente sostenuto che scavare sotto la città è una scelta folle, una Giunta regionale che sembra voler prendere tempo pur riconoscendo un quadro mutato e un gruppo regionale del Partito Democratico che tifa ancora per nuovi tunnel e non mette neanche ai voti la risoluzione che aveva presentato, ritirandola all'ultimo momento”.
“Come Sì Toscana a Sinistra, chiediamo di non perdere altro tempo a studiare nuovi percorsi sotterranei, pur più brevi e centrati su Santa Maria Novella, evitando così di sprecare ancora valanghe di soldi pubblici in progetti che non stanno in piedi. Questa è anche la posizione del gruppo consiliare comunale Firenze Riparte a Sinistra, delle associazioni ambientaliste, dei comitati e degli esperti dell’Università di Firenze che da anni generosamente presentano soluzioni alternative e che finalmente andrebbero ascoltati e che chiederò vengano auditi nella Commissione Ambiente e infrastrutture del Consiglio regionale”. Si trovino piuttosto soluzioni di superficie per un servizio ferroviario regionale e metropolitano che integri virtuosamente trasporto locale e alta velocità: si può e si deve fare. Avevamo presentato anche una risoluzione in tal senso, ma la maggioranza l’ha bocciata senza neanche voler affrontare una discussione di merito”.
“Come abbiamo sempre denunciato le criticità e il malaffare del progetto, saremo in prima fila a seguire passo passo il nuovo dibattito, consci che la buona politica ha il dovere di rispondere alle esigenze reali dei cittadini e non agli interessi economici che da anni devastano l’Italia in nome di Grandi Opere che sono molto spesso solo grandi occasioni di malaffare ”
"Qualcuno dovrebbe anche rispondere dell'enorme spreco di denaro pubblico che si è avuto fino ad oggi. L'inutile buco del sottoattraversamento ha inghiottito già tra i 500 e i 700 milioni di euro che avrebbero dovuto essere spesi diversamente, spero oggi lo possano finalmente riconoscere tutti".
Bilancio: via libera al rendiconto generale 2015
Con il voto favorevole dei consiglieri Pd e quello contrario di LN, M5S e Sì-Toscana a sinistra, la commissione di Controllo, presieduta da Jacopo Alberti (LN), ha espresso parere favorevole sul Rendiconto generale della Regione Toscana per l’anno finanziario 2015, il primo ad essere redatto con i nuovi criteri per l’armonizzazione dei sistemi contabili, fissati dal decreto legislativo 118/2011.
Il rendiconto generale comprende il conto del bilancio, con i risultati della gestione delle entrate e delle spese, ed il conto del patrimonio, con i risultati della gestione patrimoniale. Al termine dell’esercizio è risultato un disavanzo finanziario di 620 milioni e 723 mila euro e con un disavanzo sostanziale, cioè al netto delle somme vincolate, di circa 3 miliardi e 500 milioni, causato dalla mancata contrazione dei mutui a fronte degli investimenti fatti.
I residui passivi sono stati 5 miliardi e 934 milioni, mentre quelli attivi 5 miliardi e 542 milioni. Questi ultimi sono diminuti rispetto all’esercizio precedente di 1 miliardo e 906 milioni, pari al 36,5%. L’avanzo di cassa è stato pari a 260 milioni e 657 mila euro. La situazione patrimoniale al termine delll’esercizio 2015 presenta un saldo negativo di 2 miliardi e 869 milioni di euro. Gli obbiettivi fissati dallo Stato per il pareggio di bilancio sono stati nel complesso ampiamente conseguiti.
La commissione, con la stessa votazione, ha licenziato senza osservazioni anche l’assestamento al bilancio di previsione 2016-2018, che prende sostanzialmente atto dei risultati del rendiconto generale 2015, ed una modifica alla legge di stabilità 2016 sui canoni di concessione del demanio idrico. I pareri espressi su questi ultimi atti saranno trasmessi alla commissione Affari istituzionali per il giudizio di merito.
Potenziare collegamenti con costa, approvata a unanimità mozione di Antonio Mazzeo (Pd)
La Giunta toscana si impegni al fine di migliorare e potenziare i collegamenti ferroviari da e per la costa; integrando i servizi tra la linea Firenze-Pisa-Livorno e la Tirrenica. Lo chiede una mozione del Pd, primo firmatario il presidente della commissione costa Antonio Mazzeo, approvata oggi all'unanimità dal Consiglio regionale della Toscana. "Se vogliamo che davvero la Toscana viaggi tutta assieme a una sola velocità dobbiamo dotarci di collegamenti adeguati e al passo coi tempi - ha detto Mazzeo illustrando il documento in Aula -. Per questo assieme a tutti i gruppi consiliari e con un lavoro proficuo della commissione Costa abbiamo predisposto questa mozione, su un tema portante della legislatura". L'obiettivo, ha aggiunto, "è potenziare il collegamento ferroviario tra la Toscana centrale e la Toscana costiera nonché l'interconnessione con la linea tirrenica e la linea La Spezia-Massa-Viareggio. Alla giunta chiediamo di lavorare a ricalibrare gli orari con frequenze ben definite, di valutare la differenziazione dell'offerta ferroviaria in modo da introdurre due tipologie di servizio: una dedicata principalmente ai pendolari ed un'altra espressamente progettata per l'utenza a media-lunga percorrenza, con carrozze e spazi ad essi adeguati ed attrezzati per il trasporto bagagli". "Chiediamo anche di elaborare un masterplan che preveda la possibilità di arrivare alla realizzazione di una vera e propria 'metropolitana di superficie" Pisa-Firenze".
Alta velocità: il dibattito
Il dibattito sull’alta velocità fiorentina, svoltosi dopo la comunicazione dell’assessore alla Mobilità, Vincenzo Ceccarelli, ha preso il via nell’Aula del Consiglio regionale con l’intervento di Tommaso Fattori, capogruppo Sì Toscana a Sinistra, che ha esortato a “non perdere tempo a studiare un nuovo tunnel” perché “il fallimento dell’idea dell’altà velocità è sotto gli occhi di tutti” ed è pertanto “giunto il momento di porre fine all’agonia dei trasporti fiorentini”. Fattori ha aggiunto che “della comunicazione comunque apprezziamo il riconoscimento che occorre cambiare rotta” anche se “manca il mea culpa”. La situazione del nodo ferroviario di Firenze, ha aggiunto ancora Fattori, “è profondamente mutata” e “sono evidenti gli enormi ritardi ed i costi sostenuti”. E ancora: “Prendiamo sul serio la disponibilità ad elaborare nuovi progetti ed a porsi seriamente obiettivi d’incremento dei servizi regionali e metropolitani, di riattivazione di alcune stazioni cittadine, di una migliore connessione tra servizi regionali e di alta velocità, sui quali non possiamo che essere d’accordo”.
Giacomo Giannarelli, M5s, ha esordito così: “Una cosa è certa, per ora è colpa vostra”. Rivolgendosi ai banchi del Pd, il consigliere M5s ha aggiunto: “Non siete stati in grado di gestire questa opera pubblica. I danni che avete provocato con le vostre politiche non sono purtroppo recuperabili, quantomeno non a breve. Inoltre sono stati sprecati molti soldi”. E nell’affermare che “occorre fare una valutazione di impatto ambientale”, Giannarelli ha sostenuto che “nelle quattro risoluzioni che presentiamo c’è una concreta via d’uscita” e ha invitato la maggioranza ad “ascoltare le intelligenze che aspettano solo di essere ascoltate”. Secondo noi, ha chiosato, “quel progetto è una follia e uno sperpero di denaro dei cittadini”. E ancora: “Noi diciamo queste cose da anni. Un’amministrazione seria avrebbe chiesto scusa”.
Jacopo Alberti, Lega Nord, ha affermato che “sul caso dell’Alta velocità la maggioranza è un po’ come il personaggio di Oronzo Canà in quel film degli anni Ottanta in cui l’allenatore voleva far giocare la sua squadra secondo un modulo che nel calcio, semplicemente, non esiste”. Ha detto Alberti: “E’ un allenatore nel pallone e gli allenatori sono Rossi, Renzi ed oggi Nardella. E nel pallone c’è il Pd, che prima si chiamava Pds e poi Ds, che ha gestito questa vicenda”. Ha invitato il Pd “ad alzare bandiera bianca” ed a “portare i libri in tribunale e dichiarare il fallimento di questo progetto” perché “sulla questione Tav mi auguro che al più presto venga nominato un commissario”.
Giovanni Donzelli, capogruppo FdI, ha affermato che “in realtà, quando si parla dell’alta velocità fiorentina, si ragiona non delle soluzioni migliori, ma delle divisioni interne al Pd” perché “tutto è dettato non dalle necessità dei cittadini ma dagli interessi di parte”. E ancora: “Semplicemente non voglio che Firenze crolli a causa dell’alta velocità ferroviaria”.
Il dibattito è continuato con l’intervento di Stefano Mugnai, capogruppo Forza Italia, il quale esordito affermando che “io non sono affascinato dalla teoria del complotto, ma in tutti questi anni chi ha governato la Regione e Firenze è sempre lo stesso partito”. E ancora: “Da molti anni avete una cultura dell’autosufficienza nell’analisi delle situazioni e delle soluzioni messe in campo. Non riuscite mai ad arrivare a nulla. La vicenda del sotto attraversamento fiorentino rappresenta il fallimento di due generazioni di dirigenti del Pd”. E prendendo ad esempio la questione dell'aeroporto di Firenze, ha detto: “Avete sempre guardato con sospetto le infrastrutture. Significativo è il fatto che avete dovuto votare il Parco della piana per votare l'aeroporto di Firenze. Negli ultimi quindici anni non c'è stata un'opera strategica in Toscana perché non siete riusciti a farla”.
Leonardo Marras, Pd, ha da parte sua sostenuto che “dire che c’è stata assenza di partecipazione in questa vicenda, è fuori luogo” e ha messo in guardia sul “pericolo di rimettere indietro le lancette dell'orologio” perché “questo è qualcosa che davvero ci preoccupa”. Questo il concetto di Marras: “Il primo interesse è usare bene Firenze per tutti i cittadini e di chi ci viene a lavorare. Non dobbiamo essere la Toscana dei gamberi, che fa passi indietro, ma la Toscana che programma, che certo corregge, ma guarda avanti e allo sviluppo”.
Dopo una breve controreplica dell’assessore Vincenzo Ceccarelli, il quale ha sottolineato che “gli interessi che ci guidano sono quelli dei cittadini e non altri”, sono stati posti in votazione gli ordini del giorno presentati dal M5s e dal gruppo Sì Toscana a Sinistra, che sono stati tutti respinti dall’Aula.
Il gruppo guidato da Tommaso Fattori (Sì) avrebbe voluto impegnare la Giunta su diversi punti tra cui quello di ritenere prioritaria la definizione del servizio ferroviario metropolitano e regionale, indicando a Rfi i livelli di servizio richiesti, così come previsto dall’ultimo accordo sull’Alta Velocità sottoscritto il 3 agosto 2011; avere come obiettivi prioritari, nella revisione del progetto Av, il raggiungimento degli obiettivi di efficientamento per il trasporto locale e in particolare dei pendolari, l’implementazione del numero dei treni, l’aumento del numero delle fermate; ad adoperarsi affinché le risorse risparmiate dalla revisione del progetto fossero destinate al potenziamento del servizio ferroviario metropolitano fiorentino e ferroviario regionale.
Gli impegni su cui il Movimento 5 stelle, guidato da Giacomo Giannarelli, avrebbe voluto impegnare l’Esecutivo toscano puntavano, tra l’altro, a prevedere per ogni e qualsiasi soluzione che verrà individuata diversa da quella oggi in essere, una nuova procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) e, qualora richiesta, l’inchiesta pubblica o l’eventuale contraddittorio così come previsto dal Testo unico ambientale e dalla legge regionale 10/2010; prevedere per ogni e qualsiasi soluzione che verrà individuata diversa da quella oggi in essere, l’applicazione della legge regionale 46/2013 sul dibattito pubblico regionale e promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali.
Alta velocità: Giani, dibattito deve essere dovere verso la trasparenza
Nel corso del dibattito sviluppatosi dopo la comunicazione sull’Alta velocità svolta in Aula consiliare dall’assessore Vincenzo Ceccarelli, è intervenuto il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, per richiamare i consiglieri, pur nell’espressione di punti di vista differenti, al “rispetto delle opinioni altrui” e “dell’onestà intellettuale”.
“Il dibattito odierno deve essere un dovere alla trasparenza”, ha detto il presidente Giani. “Al di là dei giudizi politici, che possono naturalmente essere diversi, non si può non ricordare che il progetto di cui si discute è il frutto consolidato di un percorso originatosi dopo il Masterplan del 2003 che prevedeva una grande opera per Firenze e la Toscana”, ha aggiunto il presidente dopo aver fatto anche un excursus storico dell’Alta velocità fiorentina.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana
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