
Venerdì 22 luglio, sulla cronaca locale, è riportata la lettera di alcuni cittadini di Montelupo Fiorentino in merito al progetto di realizzazione dell'impianto di recupero materiali preziosi in zona Pratella. In particolare, la lettera si rivolge alla proprietà di Colorobbia Spa, la famiglia Bitossi, a cui viene chiesto di non realizzare l'impianto. Oltre a questo, viene proposto alla proprietà di chiudere lo stabilimento ed andare a godersi i propri milioni ai Caraibi. Il diritto alla salute dei cittadini è un diritto inalienabile che tutti devono avere come obiettivo principale. Pertanto, è più che legittimo chiedere chiarimenti, pretendere controlli e monitoraggio costante riguardo l'impatto nel territorio di qualunque impianto e di qualunque attività.
La rilevazione dell'inquinamento è necessaria non soltanto per l'impianto Colorobbia, ma per tutte le attività presenti nel territorio di Montelupo Fiorentino ed Empoli. E' assolutamente scorretto chiedere la CHIUSURA dello stabilimento invitando gli imprenditori ad andarsene. Bisogna ricordare infatti che in una azienda come la Colorobbia Spa hanno lavorato e lavorano centinaia di persone, che sono i primi interessati alla salute propria e delle proprie famiglie. E' necessario coniugare la tutela della salute e dell'ambiente, attraverso la massima attenzione ed il più rigido controllo, ed il diritto al lavoro in una realtà storica ed importantissima del territorio. Per questo, crediamo opportuno che il progetto venga seguito con la massima attenzione e partecipazione, evitando però facili strumentalizzazioni. Da parte nostra, abbiamo già richiesto un incontro con l'azienda non appena sarà possibile avere un quadro più completo della situazione.
Silvia Mozzorecchi
Filctem Cgil
Responsabile Circondario Empolese Valdelsa
Fonte: CGIL Toscnaa
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