
"La crisi dell'Unione Valdera viene da lontano: da tempo molti comuni dell'area hanno avanzato critiche giustificate sull'efficienza,sui costi e sulla corrispondenza dell'ente ai legittimi interessi di tutti i comuni associati. Nonostante questo i presidenti dell'Unione hanno preferito andare avanti come se nulla fosse con una vecchia e superata concezione rifiutando sdegnosamente ogni richiesta di dibattito sul futuro .
Questa gestione dirigista ha prodotto l'uscita dei comuni di Crespina, Fauglia, Santa Maria a Monte, Peccioli, Chianni, Laiatico, Terricciola e “last but not least” Ponsacco .
Il PSI concorda sulla necessità ed urgenza espressa da molti sindaci di superare l'Unione Valdera e di aprire una discussione che porti ad una organizzazione vantaggiosa sul piano dei costi e dell'efficienza dei servizi erogati per i cittadini di tutti i comuni; aggiungiamo che dopo l'approvazione della Legge Del Rio sulla riorganizzazione delle provincie con la loro trasformazione in enti di secondo livello ed in vista del referendum sulla legge di riforma costituzionale di autunno diventa sempre più necessario che tutti comuni siano protagonisti effettivi della determinazione della linea politica amministrativa delle nuove forme associative senza “diktat centralisti” lesivi delle Autonomie Locali.
Per i socialisti questa fase costituente deve avere come protagonisti i consigli comunali, maggioranze ed opposizioni, tutte le forze politiche e sociali.
Il P.S.I. pisano non condivide le recenti dichiarazioni di quei sindaci che ne fanno una questione interna al Pd e pensano di risolvere tutto ancora una volta nelle “botteghe oscure” lontano dai cittadini con un richiamo vacuo ad autoritarie discipline di caste elitarie".
Partito Socialista Italiano, Federazione di Pisa
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