Occupazione a oltranza alla Città metropolitana

(foto da Twitter)

Un'occupazione a oltranza, negli orari di apertura degli uffici, della sala del Consiglio metropolitano, e una mobilitazione unitaria per chiedere che in fase di conversione del decreto Enti locali vengano tolti i tagli alle amministrazioni, così come le sanzioni contro lo sforamento del patto di stabilità 2015, per scongiurare il rischio che tutte le Province toscane vadano in dissesto finanziario.

E' quanto deciso oggi, a maggioranza, dai lavoratori della Città metropolitana di Firenze, insieme ai sindacati di Cgil Cisl e Uil della Funzione pubblica, nel corso di un'assemblea unitaria. Secondo i lavoratori, se non ci saranno modifiche, la conversione in legge del Decreto enti locali mette a rischio i servizi e provocherà in Toscana un aumento dei tagli (in forma di prelievo forzoso) di oltre 41 milioni di euro che graveranno sui lavoratori. Ad aggravare la situazione c'è poi il fatto che le alienazioni del patrimonio provinciale, pari a 21 milioni per il territorio fiorentino, non potranno essere utilizzati per la spesa corrente e, quindi, messi a bilancio. I lavoratori hanno lanciato un appello a parlamentari della Toscana, consiglieri regionali e sindaci affinché il testo del decreto venga modificato. Al momento, è stato ricordato, la Città metropolitana fiorentina conta oltre 500 dipendenti, dei quali circa 60 precari.

Per venerdì 22 luglio, è stato spiegato, è prevista una giornata di mobilitazione nazionale indetta a livello unitario dai sindacati con assemblee in tutte le altre sedi delle Province della Toscana ma i lavoratori della Città metropolitana fiorentina hanno deciso di anticipare ad oggi la loro mobilitazione, "viste le cattive notizie che ci giungono da Roma, dove in quinta commissione alla Camera è in discussione la conversione in legge del decreto - hanno spiegato -. E' stato infatti respinto un emendamento sui precari che da anni lavorano in questi anni e che da gennaio del prossimo anno non avranno più lavoro".

I lavoratori hanno incontrato il sindaco di Empoli, e vicesindaco metropolitano, Brenda Barnini e il direttore generale dell'ente Pietro Rubellini perdiscutere della vicenda.

DALLA CGIL

Occupazione diurna a oltranza (con assemblea permanente) della Sala del Consiglio metropolitano in Palazzo Medici Riccardi: è la misura votata a maggioranza stamani dai lavoratori durante l'assemblea nella sede della Città Metropolitana di Firenze, indetta dalla Rsu con Cgil-Cisl-Uil di categoria. L'occupazione è già iniziata oggi. “Un'azione motivata in primo luogo dai tagli alle Province contenuti nel Decreto Enti Locali, che assesta un nuovo durissimo colpo a questi enti già agonizzanti: lo scopo è difendere i servizi ai cittadini e i diritti e l'occupazione dei lavoratori”, spiegano i sindacati..

In Toscana, dove la situazione fino ad ora registrava una situazione critica ma più sotto controllo, il Decreto Enti Locali provocherà un aumento dei tagli (in forma di prelievo forzoso) di oltre 41 milioni di euro. Se tale Decreto non verrà modificato in sede di conversione, tutte le Province toscane andranno in dissesto, con conseguenze negative per i servizi ai cittadini (tra cui manutenzione strade, manutenzione edifici scolastici, trasporto pubblico locale) e per i lavoratori (i quali si vedranno tagliare gran parte del salario accessorio e vedranno a rischio anche lo stipendio, come già accade in realtà del Sud, dove per mesi non è stato erogato). Nella Città metropolitana di Firenze ci sono circa 60 precari ai quali scadrà il contratto a fine anno e, vista l'attuale situazione, non se lo vedranno rinnovare.

Inoltre venerdì 22 luglio, giornata nazionale di mobilitazione unitaria di Cgil-Cisl-Uil Funzioni pubbliche, ci saranno assemblee dei lavoratori in tutte le altre sedi delle Province della Toscana. Alle assemblee sono stati invitati parlamentari dei territori, consiglieri regionali e sindaci. A loro sarà chiesto di impegnarsi perché in sede di conversione del Decreto vengano ridotti drasticamente i prelievi forzosi sul comparto delle Province/Città Metropolitane per evitare il dissesto di più della metà degli enti a livello nazionale; vengano tolte per le Province e le Città Metropolitane tutte le sanzioni previste per lo sforamento del Patto di Stabilità 2015, comprese quelle che causano la drastica diminuzione del salario accessorio; vengano previste norme adeguate per poter rinnovare i contratti a tempo determinato

 

Fonte: Cgil Toscana - Ufficio Stampa

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