Commercio estero, cresce l'export della provincia

Lo scenario internazionale con cui si apre il 2016 è tutt’altro che brillante. La crescita delle importazioni mondiali, rallentata progressivamente nel corso del 2015, si è arrestata nel primo trimestre 2016. Alla flessione delle importazioni dei Paesi emergenti (-2,0% in termini tendenziali), in atto dall’inizio del 2015, si è aggiunto il progressivo rallentamento della crescita delle economie avanzate, passata dal +5,3% del primo trimestre del 2015 fino al +1,3% dei primi tre mesi del 2016.

Sulla frenata della domanda di importazioni delle economie avanzate ha pesato in particolar modo la battuta d’arresto statunitense - che dopo i buoni risultati del 2015 è scesa fino al +0,1% nel primo trimestre del 2016 - che la crescita delle importazioni dell’Area Euro (+2,1%) non ha compensato. Tra le economie emergenti, la contrazione ha riguardato sia la domanda dei paesi asiatici (-2,3%) che dell’America Latina (-2,2%).

Il rallentamento del commercio internazionale ha pesato fortemente sulle esportazioni italiane trascinandole, per la prima volta dal secondo trimestre del 2013, in territorio negativo (-0,4%). I dati Istat registrano una brusca frenata anche per l’export regionale, che pur restando in crescita, passa dal +6,7% della fine dello scorso anno al +0,9%. In tale contesto il dato pisano testimonia una buona capacità di tenuta, anche se il tasso di crescita, pari al +3,4%, è quasi dimezzato rispetto al trimestre precedente.

Sul lato delle importazioni, dopo le pesanti contrazioni subite nella seconda metà del 2015, nei primi tre mesi del 2016 si assiste al ritorno in territorio positivo delle importazioni pisane, che registrano un +0,2%, grazie alla domanda generata dalla possibile ripresa degli investimenti in alcuni segmenti dell’economia pisana. Si tratta di un risultato che si colloca a metà strada tra il dato regionale (+3,6%) e quello italiano, negativo per 2,2 punti percentuali.

A livello settoriale, la crescita delle esportazioni pisane è trainata dalla meccanica, ma beneficia anche del ritorno in positivo della pelletteria e della aumento delle vendite di cicli e motocicli. La dinamica dell’export di macchine di impiego generale (motori, pompe, rubinetti, valvole, apparecchiature fluodinamiche, ecc.), cresciute del 25% fino a sfiorare i 76 milioni di euro nei primi tre mesi del 2016, spiega da sola i due terzi della crescita dell’export pisano, grazie a importanti incrementi realizzati in tutti i principali mercati di destinazione ed in particolare in Francia, Regno Unito, Cina, Stati Uniti e Ungheria, con poche eccezioni rappresentate da Corea del Sud e Gemania che risultano in marcata flessione. Altri comparti della meccanica stanno invece attraversando una fase di difficoltà sui mercati esteri: le altre macchine per impiego generale (forni, refrigeratori, macchine per sollevamento, ecc.) perdono ben 18 punti percentuali per il crollo delle vendite in Egitto e nel Regno Unito e anche le altre macchine per impieghi speciali (macchine specifiche per l’industria) registrano una lieve flessione (-0,6%).

Il cuoio, primo settore per valore esportato, torna in territorio positivo (+1,9%) grazie agli incrementi raggiunti in Europa e America, che controbilanciano la crisi delle vendite in Asia, dove il mercato cinese arretra, da solo, di oltre 5 milioni rispetto al medesimo periodo del 2015. Tornano a crescere dopo due anni le calzature (+2,4%) grazie all’ottima performance nel mercato Usa che compensa la perdita di quote di mercato registrata in Germania. In crescita anche l’altro segmento del sistema moda, quello dell’abbigliamento, che realizza sui mercati esteri un aumento del +6,2%.

Al secondo posto per valore esportato, l’export di cicli e motocicli guadagna il 6,9% grazie al balzo delle vendite negli Usa e alla buona crescita nel mercato tedesco contribuendo con 1,38 punti percentuali alla crescita complessiva delle esportazioni pisane. Ancora una volta i medicinali mettono a segno un ottimo risultato (+57,7%), che tuttavia è quasi totalmente attribuibile a vendite sul mercato austriaco. Registrano importanti incrementi delle esportazioni anche vetro e prodotti in vetro (+36,2%), gli autoveicoli (+39,6%) ed i mobili (+11,0%). Tra gli altri settori, registrano una crescita modesta i prodotti chimici (+0,6%), e le bevande (+0,1%), mentre perdono terreno le esportazioni di carne lavorata (-12,2%, prevalentemente pellame grezzo) e metalli preziosi (-61,2% per il crollo delle vendite in Spagna).

L’export, considerando le diverse aree geografiche di destinazione, presenta un andamento a macchia di leopardo. Il continente europeo cresce del 4,3% rispetto al primo trimestre del 2015, apportando un contributo di 4,71 punti percentuali alla crescita complessiva. Al suo interno, tuttavia, l’aggregato dei paesi non UE perde il 10,7% per il crollo degli scambi commerciali provocato dalla crisi economica e commerciale russa. Il continente americano deve la sua crescita del +12,5% (con un contributo alla crescita di +1,19 p.p.) esclusivamente all’America settentrionale (+18,4%), mentre nell’America centro-meridionale le vendite calano di oltre 8 punti percentuali.

In Asia (-1,7%, -0,40 il contributo) le imprese pisane aumentano la propria capacità di penetrazione nei Paesi dell’Asia Centrale (+31,9%), segnando un modesto incremento in Medio Oriente (+3,1%) e perdendo terrreno in Asia Orientale (-4,8%). Passando alle aree geografiche relativamente meno rilevanti per l’export pisano, prosegue la contrazione delle vendite dirette in Africa (-6,1%) ed un nuovo incremento in Oceania (+6,5%).

Passando ai diversi paesi, le vendite sul mercato francese, grazie alle ottime performance di cuoio e pelletteria, vetro e macchine di impiego generale, sfiorano i 100 milioni di euro e la Francia, con un incremento del 17,7% rispetto al primo trimestre del 2015, diventa così il primo Paese di destinazione delle merci pisane, contribuendo da sola a 2,35 punti percentuali di crescita sui 3,4 complessivi.

In Germania si registra invece un arretramento delle vendite (-6,4%, -0,89 in termini di contributo alla crescita) imputabile principalmente alla perdita di quote di mercato di macchine di impiego generale, prodottti chimici e calzature, che la buona crescita delle vendite di cicli e motocicli non è stata sufficiente a compensare.

Al terzo posto dei mercati di destinazione delle merci pisane troviamo gli Stati Uniti, che grazie alla crescita delle vendite di calzature, macchine di impiego generale e mobili aumentano in valore del 16,1%.

Le esportazioni dirette in Spagna e Hong Kong registrano importanti cali (rispettivamente -11,6% e -16,2%), così come quelle dirette in Corea del Sud (-25%), Portogallo (-10,4%) e Russia (-27,5%). Incrementi particolarmente rilevanti sono messi a segno in Austria (+21,8%), Paesi Bassi (+35,1%) e India (+38,4%).

La stazionarietà delle importazioni dirette a Pisa (+0,2%) è frutto di andamenti contrastanti da parte dei diversi comparti. Da un lato, infatti, calano in valore le vendite di prodotti per la concia (-3,7% cuoio greggio e -9,6% quello conciato) mentre aumentano gli acquisti oltreconfine di macchine di impiego generale, che raggiungono i 33 milioni di euro, e del comparto delle altre macchine per impieghi speciali indice, forse, di una ripresa degli investimenti. Luci ed ombre si riscontrano anche nella domanda di beni di consumo: se da un lato l’import di calzature cede il 12,4%, dall’altro gli articoli di abbigliamento guadagnano oltre 19 punti percentuali.

Sul fronte dei territori rimangono stabili le importazioni dal continente europeo (+0,3%), che rappresentano il 60% degli acquisti dall’estero - e realizzano un incremento consistente solo dai Paesi extra UE (+5,2%) - così come quelle provenienti dall’Asia (+0,9%), pari ad un quarto del totale, in aumento in Asia Orientale (+13,7%) ma in pesante contrazione in Medio Oriente (-22,5%) e Asia Centrale (-28,0%).
Più omogenea la situazione relativa agli acquisti dal continente americano (+15,8%) dove si trovano in deciso aumento sia l’America settentrionale (+29,4%) che quella centro-meridionale (+7,9%). Le difficili condizioni sociopolitiche pesano sul continente africano, le cui vendite nel territorio pisano scendono di quasi il 20%.

Sul fronte dei territori rimangono stabili le importazioni dal continente europeo (+0,3%), che rappresentano il 60% degli acquisti dall’estero - e realizzano un incremento consistente solo dai Paesi extra UE (+5,2%) - così come quelle provenienti dall’Asia (+0,9%), pari ad un quarto del totale, in aumento in Asia Orientale (+13,7%) ma in pesante contrazione in Medio Oriente (-22,5%) e Asia Centrale (-28,0%).
Più omogenea la situazione relativa agli acquisti dal continente americano (+15,8%) dove si trovano in deciso aumento sia l’America settentrionale (+29,4%) che quella centro-meridionale (+7,9%). Le difficili condizioni sociopolitiche pesano sul continente africano, le cui vendite nel territorio pisano scendono di quasi il 20%.

Fonte: Camera di Commercio di Pisa - Ufficio Stampa

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