Florencetown comunica: "Vasariano chiuso? Schmidt promette e non mantiene"

Il Corridoio Vasariano

"Non é ancora passato un anno da quando Eike Schmidt é entrato alla guida delle Gallerie degli Uffizi, è presto per cogliere i risultati dei grandi progetti, ma è abbastanza per tirare delle conclusioni sulla sua lungimiranza e sul suo modus operandi.  Non c'é della 'fiorentinitá' in questa affermazione, quanto la constatazione della mancanza di una strategia e visione di mercato fondamentale per offrire ad una delle perle museali della nostra città la possibilità di diventare come una delle grandi strutture omologhe europee: bellissima ed efficiente.

Siamo sicuri che questo era l'intento con cui anche il premier Matteo Renzi benedì la nomina del nuovo direttore. Chissà oggi come commenterebbe i fatti che stiamo per raccontarvi e chissà come si comporterà (almeno un cinguettio ce lo aspetteremmo)... 

Veniamo con ordine: il direttore Eike Schmidt questa primavera aveva deciso di chiudere il corridoio Vasariano a partire da questo settembre per portare avanti il progetto dei grandi Uffizi e dell’unico plesso museale Uffizi+Pitti nel quale il Vasariano avrebbe funto da collegamento (trés chic).

Gli venne fatto notare - anche grazie all'intervento delle associazioni rappresentative degli operatori del settore - che non era ragionevole imporre una chiusura che anticipasse il termine della stagione turistica (cioè fine ottobre), perché questo avrebbe danneggiato tutti coloro che già avevano venduto le visite per questo meraviglioso corridoio. Forse il direttore non lo sapeva, ma i privati di settore lavorano così (ma và..?): programmano e vendono l'anno prima per l'anno dopo, impegnando risorse e assumendo personale per poter erogare i loro servizi.

Vi immaginate dover dire a migliaia di persone già in possesso da tempo del loro biglietto: 'scusateci, ci siamo sbagliati: vi abbiamo venduto il biglietto per il Corridoio Vasariano ma non ve lo possiamo far vedere. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi ha deciso di chiuderlo; però se tornate tra un po' di anni - di preciso non sappiamo dirvi quanti, del resto in Italia si inizia ma non si sa quando si finisce - vedrete qualcosa di più bello sicuramente'. Sarebbe stata la figura all'italiana di quelle che ci piacerebbe non dover più dover fare.

Così si riuscì ad ottenere la proroga della chiusura del Vasariano a novembre di questo anno. Almeno - facendo uno sforzo di ottimismo - la stagione sarebbe stata salva.

Diciamo sarebbe perché le cose non stanno già più così. Da quando? Da poche ore, quando il Direttore degli Uffizi ci ha fatto recapitare una comunicazione in base alla quale oggi possiamo dire due cose: primo non é vero che i tedeschi mancano di ironia e sarcasmo; secondo non c'é alcun cambiamento nella gestione del museo, se non nel segno di un peggioramento.

La missiva viene definita urgente. Si dice che a seguito di un esposto alla prefettura sulle condizioni di sicurezza del Vasariano - che non viene allegato e di cui non sapppiamo pressoché nulla: quando è stato presentato, cosa si denunciava - e a seguito del sopralluogo fatto dai Vigili del Fuoco - di cui non siamo stati anche in questo caso messi al corrente - il Corridoio Vasariano sarà chiuso a partire da domani. La chiosa a questa inaspettata comunicazione, mentre potrebbe suggerire un'ironia inattesa del Direttore, rischia di sembrare una presa di giro:  'dura lex, sed lex'. 

Di qui alcune domande:

perché non siamo stati avvertiti ne' dell'esposto né del sopralluogo? Visto che alla base dell'esposto c'erano ragioni di sicurezza - ci fidiamo perché questo esposto non l'abbiamo visto - era doveroso avvertirci per renderci consapevoli di un eventuale pericolo e per esercitare consapevolmente  la nostra responsabilità sui nostri turisti, visto che sono da circa 10 anni che accompagniamo visitatori ignari (o coraggiosi?) attraverso il percorso.

Dobbiamo pensare che “c’è andata bene!”? Cosa sarebbe successo se effettivamente fosse avvenuto un qualsivoglia inconveniente in un museo “non a norma” durante tutto questo lasso di tempo. Credo che Schmidt e le precedenti gestioni manageriali – o il loro RSSP - debbano delle spiegazioni oltre che agli operatori anche a chi tutela i diritti del consumatore.. quanti e a quali rischi sono stati esposti gli ignari visitatori?

Senz’altro di fronte ad un obbligo imposto dai vigili del fuoco poco poteva, il teutonico Schmidt, ma perché allora è stato preso un impegno con noi e gli altri operatori di settore - la chiusura del Vasariano a inizio novembre - se il Direttore era a conoscenza di questa segnalazione e dei rilievi cui avrebbe dato seguito? Gli amministratori capaci non prendono impegni che non possono mantenere. 

La lettera si conclude con una precisazione significativa: 'le temperature eccezionalmente alte di questi giorni oltrepassano i limiti regolamentari per visitatori e custodi, e indipendentemente dalle disposizioni dei Vigili del Fuoco rendono in Corridoio Vasariano comunque inagibile'. Eike, che forse ha qualche trascorso anche come addetto meteo, ci dice in sostanza che a prescindere dall'esposto e dai rilievi, ha deciso che il corridoio sia inagibile – da oggi ed in concomitanza con la chiusura imposta dai vigili – per un’improvvisa ondata di caldo, un caldo non africano, ma bensì  “Vasariano”.

Troppo caldo per i turisti e per i custodi. Perché i turisti si sa, sono un po' masochisti. Viaggiano con la bella stagione questi mattacchioni. E certo nel corridoio non si raggiunge temperature polari. Ma loro sono così, pur di vedere una cosa bella sono anche disposti a sudare.. Loro si, ma i custodi no..  

I custodi non possono sottoporsi al troppo caldo; sono una categoria particolare da tutelare. Come i Panda. In fondo per una notula di 88 euro (ottantotto, avete capito bene) per 50 minuti di servizio, non ci si può aspettare troppe gocce di sudore. Trattasi di un lavoro “straordinario”. Chissà se l'ad di Ferrovie Italiane impedirà ai pendolari di salire sui treni per andare a lavoro per il troppo caldo. E chissà se nelle altre capitali europee si trovano precedenti di questa premura spinta da ragioni meteorologiche. Eppure l’acropoli di Atene anche alle 1 del pomeriggio dei mesi più caldi pullula di turisti e di custodi (per i quali dubitiamo fortemente che 88 euro sia la paga oraria).

Forse, sicuramente anzi, Eike non si rende conto delle conseguenze di questa sua decisione; gli operatori di settore avranno un danno economico enorme a causa di questa decisione e ovviamente percorreranno ogni via utile per far valere i loro diritti calpestati ed in primis per provare in ogni modo a salvare quell’indotto di posti di lavoro che le visite finora confermate aveva generato (si parla di decine di persone).

Questo si tradurrà, in ultima analisi, anche in un costo a carico dello Stato, immaginiamo non indifferente. D’altronde se prometti qualcosa che poi non mantieni da che monto è mondo – ed anche in questo paese per termini di legge - dovrai accollarti i danni causati evidenti ed emergenti.. come si suol dire “chi rompe paga ed i cocci sono suoi”.  Ci auguriamo dunque che lo Stato attivi da subito le procedure d’emergenza per tutelare chi, giocoforza, si ritroverà senza impiego e provvedere rimborsi in tutto il mondo. Non sarebbe stato meglio comprare qualche pinguino?

Certo, saranno gli operatori la trincea in cui si riverseranno le lamentele dei clienti provenienti da ogni parte del mondo, ma il danno di reputazione peggiore sarà per la reputazione di Firenze e dell'Italia. proprio all’alba della tanta agognata premier mondiale dell’attesissimo film di Dan Brown “Inferno”, dove il buon Prof. Langdon corre attraverso il corridoio senza troppo badare alle uscite di sicurezza o alla temperatura del luogo.. o forse anche lui - come altri già citati esperti d’arte - non si era reso conto delle condizioni in cui verteva il corridoio, altrimenti avrebbe preso una via alternativa e fatto lo slalom tra i venditori abusivi proprio li sotto, sul Pontevecchio.

Già perché proprio il buon Tom Hanks in un’intervista durante un programma in prima serata in USA  si dice basito dalla quantità di venditori abusivi che popolano le piazze e le strade della capitale del Granducato. Ci sarà dunque da spiegare a lui e a tutti i turisti di cui sopra del perché sia cosi ligi verso le regole di benessere e verso qualcosa che abbiamo tollerato per anni, e invece si permette a tutti i bagarini di colonizzare il piazzale degli uffizi o ancora vendere qualsiasi tipo di cianfrusaglia non autorizzata proprio sotto il Vasariano.

Del perchè si voglia danneggiare chi lavora onestamente all’interno dei musei porta turismo di altissimo livello e tanto tanto indotto per i musei stessi e si permetta a chi evade o peggio chi “non esiste” di fare ciò che vuole proprio li, a un passo, questo onestamente facciamo fatica a capirlo anche noi che pur ormai del “farci una ragione” facciamo la nostra ragione.

Il signor Eike ha quindi dimostrato oggi non solo di essere un tedesco dotato di inaspettata ironia, ma anche di essere un opinabile gestore del patrimonio artistico italiano, e sicuramente un uomo poco lungimirante. Ancora una volta un caso da cui si evince come chi é in posizioni di comando abbia poca considerazione e poco rispetto del lavoro altrui ma tanto impeto nel disporre e decidere in autonomia.

Perché ricordiamolo: nessuno si é opposto al nuovo progetto dei Grandi Uffizi o ai cambiamenti in atto.  Tutti ci siamo messi a disposizione fornendo le nostre – mai richieste e benché meno ascoltate – professionalità, chiedendo però il rispetto di quanto fatto fino ad oggi. 

Chissà se il nostro premier gioirà nel sapere la pessima figura che l'Italia si appresta a fare il più importante museo d’Italia ed il danno economico che gli operatori e il territorio si preparano ad affrontare o se - come ci aspetteremmo - metterà in moto un processo per consentire che le promesse siano rispettate, o ancora siederà alla premier di Inferno accanto a Schmidt e Tom Hanks facendo finta che il Corridoio sia li quasi per merito loro.. Attenzione però.. il Prof. Langdon la sa lunga...".

Fonte: FLORENCETOWN TOUR OPERATOR

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