Colloquio tra Monia Monni (Pd) e il Console Cinese Wang Fuguo

Monia Monni e il Console Cinese
Monia Monni e il Console Cinese

Monia Monni e il Console Cinese

Un’ora di colloquio non formale e decisamente costruttivo fra la vice capogruppo del Pd in Consiglio regionale Monia Monni e il Console della Repubblica Popolare Cinese Wang Fuguo. Stamani si sono incontrati della sede del Consolato di via della Robbia per parlare e provare a trovare insieme la strada per evitare degenerazioni come quelle accadute nei giorni scorsi ad Osmannoro.

“La via giusta - ha detto Monia Monni- è quella del dialogo e si trova mettendo in campo strumenti capaci di facilitare l’integrazione e la vicinanza, lavorando su progetti comuni. A partire anche dai bambini che crescono, studiano e lavoreranno insieme alle loro famiglie in Italia”. D’accordo sul fatto che la soluzione stia nella collaborazione fra istituzioni e comunità cinese è anche il console che ha chiesto alla vice capogruppo Monni di farsi promotrice di un incontro con il Governatore Rossi.

Monia Monni e il Console Cinese

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“Sono contenta che si trovino spazi di dialogo e di progettazione- ha aggiunto Monni- perché la questione è complessa e non si può esaurire solo con i controlli, seppur necessari e che stanno, infatti, dando risultati importanti; basti pensare che in soli 21 mesi si è passati dal riscontrare solo il 15% delle imprese in regola, al 65% circa. In quell’area si intrecciano una moltitudine di problemi fra i quali il degrado e la marginalità. Gli episodi violenti vanno condannati, così come la sicurezza sui luoghi di lavoro va garantita e verificata con tenacia.

Ma dietro tutto questo si apre il problema di una periferia che è una vera e propria zona d’ombra. Solo la collaborazione con le istituzioni e la presenza di queste ultime- conclude Monni- possono arginare il decadimento urbano, i mercati alimentari abusivi, le fabbriche senza diritti. E’ fondamentale dar seguito alla richiesta, avanzata anche stamani dal diplomatico cinese, di promuovere, congiuntamente e con un’insieme di strumenti, la cultura della legalità all’interno della comunità cinese,  facendola sentire contemporaneamente più al sicuro e conducendo un reale percorso di integrazione che si sviluppi nel tempo e con costanza”.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana

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