Controlli, l'assessore Bugli: "Le priorità restano sicurezza sul lavoro e tutela"

Vittorio Bugli

“I controlli proseguiranno secondo il piano straordinario per il lavoro sicuro della Regione che in 21 mesi di operatività, da settembre 2014, ha dato ottimi risultati. Le nostre priorità restano sicurezza sul lavoro e tutela della salute dei lavoratori”. Così l’assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli, ha risposto all’interrogazione presentata dal portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Claudio Borghi, in merito agli episodi di “guerriglia” accaduti in un capannone dell’Osmannoro lo scorso 29 giugno.

Secondo quanto riferito dall’assessore, la protesta è scaturita a seguito di un’ispezione di tecnici della Asl, per le verifiche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, all’interno di un cosiddetto capannone alveare. “Il controllo – ha ricordato Bugli – rientra in quel piano straordinario ‘lavoro sicuro’ varato dalla Giunta a gennaio 2014, a seguito dell’impegno assunto in occasione della tragedia accaduta a Prato nel dicembre 2013, in cui persero la vita sette lavoratori di origine cinese”. “Con quest’operazione – ha continuato l’assessore - abbiamo messo in campo un’azione straordinaria che ha innescato un processo di progressiva legalizzazione”. Tramite le camere di commercio, sono state censite 7700 aziende da sottoporre a controllo da parte di 74 operatori qualificati, formati con appositi corsi. Grazie al Piano di attività ispettiva, partito a settembre del 2014, sono state controllate il 75,7 per cento delle 7700 imprese censite. “Sono esattamente 5826 aziende” ha rilevato Bugli parlando di un “lavoro imponente, aggiornato a fine maggio 2016, che nell’83,2 per cento delle ispezioni ha visto la compartecipazione di altri soggetti controllori e nel 77 per cento l’assistenza di mediatori culturali e linguistici”. Dal complesso delle ispezioni “emerge un quadro di criticità diffuse, il 64 per cento delle imprese non risulta in regola rispetto ai parametri di sicurezza oggetto del controllo”. “Sono stati inoltre individuati 673 dormitori abusivi, 243 cucine abusive, 1215 impianti elettrici fatiscenti, 1299 macchinari irregolari, 1266 situazioni di gravi carenze igieniche, per un complesso di 3087 informative di reato e 302 provvedimenti di chiusura o sequestro”. E tuttavia l’assessore ha evidenziato un “processo di legalizzazione evidente. La tendenza al miglioramento è ben connotata dalla percentuale di imprese in regola. Si è passati dal 15,9 per cento del primo mese di attività, al 50,5 dello scorso maggio”.

La risposta resa in Aula ha “parzialmente soddisfatto” il portavoce dell’opposizione. “La rivolta dell’Osmannoro è un segnale molto rischioso che non va sottovalutato”. “È l’antipasto – ha detto Borghi - di quello che potrebbe succedere con altre etnie, a seguito di una integrazione incontrollata”. “L’integrazione è un miraggio” ha concluso rilevando come gli aspetti economici “siano importanti, ma le tensioni sociali diventeranno il pane quotidiano”.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana

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