
“Sono cinque – afferma il capogruppo di forza Italia in Palazzo Vecchio Jacopo Cellai – gli autogol del Sindaco Nardella nella questione Unesco e poi su quella McDonald’s.
1° autogol: La Regione Toscana aveva già una norma per tutelare il centro Unesco – e che avrebbe legittimamente impedito, ad esempio, l’apertura di un McDonald in piazza Duomo – ma il Sindaco non l’ha usata, inventandosi un Regolamento nuovo, e bocciando gli emendamenti che Forza Italia aveva proposto in tal senso.
La Legge Regionale Toscana (L. 28/2005), infatti, contiene una norma (già usata in passato per Ponte Vecchio e Via Tornabuoni) che ricalca esattamente la norma del Decreto Franceschini, che il Sindaco oggi ritiene imprescindibile per bloccare aperture indiscriminate nel centro Unesco: se il Sindaco ritiene così fondamentale quella norma, perché allora non l’ha già utilizzata a suo tempo? Perché ha fatto bocciare gli emendamenti che il Gruppo di Forza Italia aveva proposto, come l’estensione delle limitazioni alle nuove aperture commerciali previste per via Tornabuoni e anche in via Palazzuolo? Forza Italia è d’accordo sulla tutela del commercio nel centro Unesco ed alla tutela dell’identità culturale della nostra città: ma proprio per questo, chiedeva che tale obiettivo venisse raggiunto con strumenti legittimi ed efficaci.
2° autogol: Dalle dichiarazioni di Masi, AD di McDonald’s, appare chiaro che il Sindaco era favorevole al progetto che McDonald’s aveva presentato e che rispondeva alle richieste dell’amministrazione (servizio al tavolo, somministrazione di prodotti toscani con accordi con aziende del territorio, arredi in stile toscano, offerta culturale e di informazione per la cittadinanza, bagno pubblico aperto a tutti). Poi, però, sono scoppiate le polemiche sui social ed il Sindaco ha fatto un passo indietro. Un sindaco che si lascia governare dai social network e tratta a schiaffi in faccia imprese che si siedono al suo tavolo, rispondono alle sue richieste, mostrano la propria disponibilità a fare accordi con aziende del territorio, offrono posti di lavoro e riassorbiscono il personale del negozio che chiude, non ci pare un buon segnale e, soprattutto, ci pare anche pericoloso. Di fronte alle prime proteste, il Sindaco ha abbandonato totalmente il suo Regolamento, ed ha smesso di lottare nel progetto portato avanti fino a quel momento, appellandosi al Governo nazionale (per una norma, lo si ripete, che lui aveva già!).
3° autogol: Con le sue dichiarazioni contro McDonald’s, il Sindaco delegittima il Regolamento che lui stesso ha fatto ed il lavoro della commissione (da lui nominata) prevista dallo stesso Regolamento.
Dichiarando che aspetta a gloria l’entrata in vigore del Decreto Franceschini, il Sindaco Nardella ammette che il suo Regolamento non poggia su basi giuridiche solide e non è idoneo a raggiungere lo scopo che si era prefisso, ovvero porre un freno alle liberalizzazioni e tutelare il commercio nel centro Unesco. Ma vi è di più. Nel suo Regolamento, il Sindaco Nardella ha previsto l’istituzione di una commissione che avrebbe il compito di concedere o meno le deroghe a quegli esercizi di somministrazione che non rispettano i requisiti posti dal Regolamento (superficie superiore a 40 mq e vendita di prodotti toscani al 50%): orbene, se il Sindaco si pronuncia pubblicamente contro una delle proposte arrivate prima ancora che la commissione esprima il suo parere, come può adesso la commissione – nominata dal Sindaco, e 3 su 5 sono dipendenti del Comune – esprimere serenamente e seriamente il suo giudizio? Ci pare evidente che anche la previsione di questa commissione risulta essere del tutto una “farsa”, e dunque l’inadeguatezza di tutto quel Regolamento da lui creato, e che lui stesso oggi rinnega.
4° autogol: Riesuma nostalgie “no global”. Sulla base del suo regolamento, le deroghe per le aperture di nuovi esercizi di somministrazione sarebbero state concesse dalla commissione guardando ai progetti di volta in volta presentati. La commissione, infatti, avrebbe dovuto assegnare un punteggio al progetto, valutando se il progetto in questione rispondeva o meno ai criteri che si trovano indicati nel disciplinare di Giunta emanato pochi mesi fa: orbene, per motivare il suo “no” il Sindaco Nardella non fa minimamente riferimento a questi criteri, ma si oppone solo alla grossa “M” di McDonald’s.
Sulla base di quanto sopra, consigliamo al Sindaco di emendare il disciplinare di Giunta, aggiungendo un ulteriore requisito: “puoi proporre quello che vuoi, anche la luna, ma non devi essere una multinazionale, non puoi chiamarti “McDonald’s”.
5° autogol: Il Sindaco Nardella ed il Gruppo del PD attaccano il “lavoro” all’interno di McDonald’s. Anche questa presa di posizione ci pare del tutto staccata dalla realtà e ci domandiamo su quali basi si fondi. L’ulteriore posizione ideologica, che mostra un distacco verso le problematiche attuali del mondo del lavoro.
Grassi (Frs): "Nardella chiarisca o denunci l'ad McDonald's"
“Nardella chiarisca le promesse fatte a McDonald’s per l’apertura in piazza Duomo o denunci l’amministratore delegato della multinazionale per le dichiarazioni di stamani sulla stampa”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, commenta le parole apparse sui giornali di oggi.
E spiega: “Solo due giorni fa avevamo dato pieno appoggio e sostegno all’azione dell’amministrazione comunale sulla vicenda McDonald’s. Ma da quanto riportano gli organi di stampa si ipotizzano incontri e promesse per far presentare un progetto ‘speciale’ alla multinazionale per Firenze”. Il consigliere dell'opposizione di sinistra in Palazzo Vecchio incalza: “Sarebbe grave scoprire che non solo l'assessore Bettarini avesse aperto la strada all’apertura del fast food, due settimane fa, ma che anche il sindaco abbia supportato l'intera vicenda. Ci aspettiamo una smentita”.
“Quali sono le promesse fatte? Vogliamo la verità. Se queste – continua Grassi – fossero prive di fondamento, prenda provvedimenti contro chi le ha rilasciate. Oppure le dichiarazioni dell'altro giorno erano solo fumo negli occhi? Cominciamo a vedere qualche crepa nella posizione espressa in Consiglio comunale da Nardella. E cosa succederebbe se la multinazionale del panino andasse di fronte ad un tribunale, potendo vantare di una corrispondenza o dimostrare che ha operato, supportata dal Comune di Firenze?”.
“Siamo convinti che il Comune possa dire no, ma certo non possiamo neppure appoggiare chi fa politica promettendo a chiunque mari e monti e poi davanti alle scelte si basa su quanti like o proteste arrivano dal web o da come si alza la mattina. Governare e amministrare – conclude il capogruppo – significa avere una idea di Città coerente e obiettivi nel tempo ben presenti. Temiamo che dopo i casi dell'Hard Rock o di Apple questa volta si sia solo cercato di mettere una pezza seguendo il vento di proteste che si erano sollevate dopo l'annuncio”.
Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa
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