
"Questa mia lettera l’avrei voluta scrivere l’indomani della serata d’apertura del festival dell’ unità di Serravalle, poi avevo invece deciso di lasciar perdere. Cosa mi ha fatto cambiare idea? Un altro suicidio quello di Antonio Bedin . Un ‘ altra persona messa sul lastrico da una delle Banche fallite e che non ce l’ha fatta a reagire. Voi direte cosa c’entra tutto questo?
Dunque venerdì sera a Serravalle c’era l’ntervento dell’onorevole Parrini (deputato PD in Parlamento) . Circa 10/12 persone del “COMITATO VITTIME DEL SALVABANCHE” ci siamo sedute in 3° fila ad ascoltare i motivi per cui dovremmo votare si a ottobre riguardo alla Costituzione.
Naturalmente noi già tutti convinti di votare NO eravamo lì solo per farci ascoltare dai due politici (era presente anche Guerini).
Premetto che Parrini quando ci ha visti ha iniziato a innervosirsi fino a quando vedendo i nostri segni (pacifici) di non condivisione per quello che stava spiegando è scoppiato dicendo che nell’assemblea c’erano “DISTURBATORI DI PROFESSIONE” (così ci ha chiamati).
Noi cercavamo di spiegargli che volevamo solo portare all’attenzione dell’assemblea la nostra situazione riguardo a Banca Etruria in maniera democratica, quella democrazia che nonostante portino nel nome del partito, non la mettono in pratica in quanto le nostre voci senza microfono venivano coperte da quelle di Parrini che urlava al microfono.
Nonostante tutto, trovandosi in difficoltà ad affrontare la situazione, ha pensato bene (ed è la 2° volta) di puntare il dito alla sottoscritta dicendo che lì non potevo stare perché sono capogruppo di FORZA ITALIA in Consiglio Comunale, con tanto di nome e cognome.
Vi lascio immaginare la reazione ,quella di un’assemblea di circa 130 persone e non 200 di come parlavano i giornali tutti a gridare “FUORI”, naturalmente non mi sono scomposta, la cosa era anche buffa perché guardandomi intorno eravamo in mezzo ad un prato.
Ho riconosciuto forze dell’ordine in borghese, ma nessuno è intervenuto perché il nostro comportamento era pacifico.
Semmai il caos l’ha prodotto Parrini, lasciandosi sfuggire la situazione di mano al quale raccomanderei un comportamento da Onorevole, un comportamento più sincero e democratico dal momento che aveva promesso di farci parlare alla fine della serata quando invece ha chiuso di proposito repentinamente, di reagire con più calma di fronte a queste situazioni anche perché non saranno le ultime fin quando non riavremo tutti i nostri soldi che ci sono stati rubati.
Intendo infine chiarire questo: in quel luogo la mia presenza non era come persona politica , non avevo ne distintivi ne bandiere, la bandiera di “FORZA ITALIA” la porto con orgoglio nel cuore, ero lì insieme ai miei colleghi come cittadina truffata da Banca Etruria (abbiamo in mano i documenti falsificati) e derubata dal Decreto Legge n° 183 del 22 novembre 2015 (di domenica sera) del Governo Renzi col quale si autorizza la Banca ad azzerare i nostri risparmi. Anche quegli di anziani e di famiglie con disabili che questi soldi li avevano accantonati per assicurare un futuro più dignitoso a questi figli.
E pensare che Parrini si arrabbia. Mah!".
Manuela Landi
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