
Si svolgerà domani (mercoledì 15 giugno 2016) a Firenze nella Sala Onice del Palazzo dei Congressi, in piazza Adua 1, l’assemblea nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio, la federazione di rappresentanza dei commercianti al dettaglio e ingrosso di abbigliamento, e calzature, compresi tessili, pelletterie, accessori e articoli sportivi.
Ad aprire i lavori il saluto istituzionale del presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani. Saranno presenti fra gli altri il presidente nazionale di Federmoda-Confcommercio Renato Borghi, il segretario generale Massimo Torti e la presidente toscana Federica Grassini.
"L'assemblea nazionale di Federmoda-Confcommercio e la concomitanza di Pitti Immagine Uomo riportano Firenze a capitale della moda”, sottolinea il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, “la città vanta una grande tradizione legata a questo settore. Basti pensare all'alta moda, che è nata proprio qui in occasione della sfilata del 12 febbraio 1951 organizzata da Giovanni Battista Giorgini a Villa Torrigiani e poi ripetuta nella Sala Bianca di Palazzo Pitti. Questa è una città che può contare su stilisti come Cavalli, Gucci, Ferragamo, Ricci autori di prodotti conosciuti in tutto il mondo. Altro punto di forza sono le botteghe artigianali specialmente gli articoli di pelle. Sempre a Firenze c'è l'unico museo italiano sulla moda: la Galleria del Costume di Palazzo Pitti. Un vero e proprio viaggio dentro la storia delle mode nel corso del tempo, con la mostra di abiti antichi, costumi teatrali e cinematografici di grande importanza, vari esemplari di stilisti come Valentino, Armani, Versace e Yves Saint Laurent. Nel 2008 è nato anche il Museo Capucci, che vanta straordinari abiti-scultura, disegnati da Capucci per la Biennale di Venezia del 1995. Quindi ben venga che Firenze si riprenda quel ruolo di centralità nella moda che storicamente gli appartiene".
“La scelta di Firenze come sede dell’assemblea nazionale, in concomitanza con “Pitti Immagine Uomo”, rimette la Toscana al centro del commercio della moda”, sottolinea la presidente regionale di Federmoda Confcommercio Federica Grassini, “e lo fa in un periodo in cui nelle nostre città molti negozi del settore sono a rischio chiusura, a causa del perdurare della crisi dei consumi, che ha colpito in modo particolare la moda, ma anche a causa delle difficoltà strutturali di tanti centri storici e della concorrenza sempre più agguerrita con la grande distribuzione organizzata. Per non parlare del commercio abusivo di merce contraffatta, un fenomeno contro il quale ci battiamo da molti anni ma che è purtroppo crescente ed inspiegabilmente inarrestabile”.
Secondo i dati di Unioncamere Toscana riferiti al 31.12.2015, in Toscana le imprese del settore sono 7.277 per un totale di 11.399 unità locali attive: negozi multimarca, monomarca o in franchising che fanno parte della rete distributiva di vicinato e animano i centri storici e i piccoli paesi così come i quartieri di periferia delle grandi città. A livello nazionale sono 126.662, con una perdita di oltre 14.500 imprese dal 2011, saldo fra le trentamila nuove aperture e le 15mila cessazioni registrate in questi ultimi anni.
“In dieci anni, dal 2005 ad oggi, la Toscana ha perduto ben 1.400 negozi della moda”, sottolinea la presidente regionale di Federmoda Federica Grassini, “ dagli 8.679 del 2005 siamo passati ai 7.277 del 2015. Un’emorragia che per fortuna sembra attenuarsi, visto che nell’ultimo anno abbiamo perduto “soltanto” 72 attività nel confronto con il 2015”.
“Alla luce di questi numeri”, prosegue la Grassini, “occorre fare una riflessione profonda sul futuro del nostro settore, che se da una parte ha bisogno di rinnovarsi, integrando le nuove tecnologie nei sistemi di vendita tradizionali, dall’altra ha bisogno di maggiore sostegno. Finora le politiche urbanistiche di tante città hanno favorito solo i grandi insediamenti commerciali, dove la moda è spesso rappresentata solo dalle grandi catene. Ma se non vogliamo che i nostri centri storici perdano la vitalità dobbiamo aiutare i piccoli negozi della rete tradizionale a sopravvivere. Il rischio è la desertificazione, come è accaduto in tanti paesi europei che ora infatti stanno tornando sui loro passi, vedi l’esempio della Francia”.
“La presenza dei negozi multibrand è garanzia di pluralità e di libertà per i consumatori, che possono orientarsi in una scelta che non è pilotata dai grandi stakeholder del mercato”, sottolinea Federica Grassini, “peccato che oggi la partita sembra giocarsi solo sul prezzo, tanto che il dibattito sulla moda resta vincolato a temi come saldi e vendite promozionali. Ormai, confusi dalle offerte e dagli sconti che qualcuno offre tutto l’anno e che arrivano anche da internet, pochi consumatori sanno quale sia il prezzo giusto per acquistare un capo di abbigliamento o un paio di scarpe, anche perché nel frattempo è pure diminuita la cultura della moda: qualità dei materiali, delle cuciture, della produzione devono tornare al centro delle scelte di un consumo etico e consapevole, visto che spesso dietro a prezzi bassi si nascondono sfruttamento e comportamenti poco chiari. Solo così i nostri negozi possono combattere ad armi pari e vincere la sfida della qualità”.
Durante l’assemblea nazionale di mercoledì 15 giugno, i presidenti provinciali e regionali di tutte le delegazioni Federmoda del territorio italiano affronteranno dunque questi ed altri temi importanti per la categoria, facendo il punto della situazione sulle sfide e le opportunità che si aprono per il settore moda. Al termine, è prevista la visita agli spazi espositivi di “Pitti Immagine Uomo”.
Fonte: Confcommercio - Ufficio Stampa
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