Cinghiali nella proprietà privata, Gabbie Vuote: "Il silenzio ha invaso le coscienze"

Settimane fa la stampa si è occupata dei cinque cinghiali entrati nella proprietà privata di una famiglia di Fiesole fuggendo dagli spari della stagione venatoria. La polizia Provinciale subito avvertita è intervenuta installando una gabbia e una telecamera per catturarli. Ma, secondo le istituzioni competenti, non per riportarli da dove erano venuti ma per indirizzarli ad un'azienda turistico venatoria dove sarebbero stati ammazzati.

La famiglia, che non voleva la loro morte, si è offerta di sterilizzarli e portarli in un rifugio per animali (come è già successo in altre città). Invece è sopraggiunto il silenzio, ovvero il totale disinteresse sia dei cinghiali che di chi li aveva nella proprietà. L'interpretazione diversa della legge 221/15 ha bloccato tutto?

La legge parla del divieto di ripopolamento ma i cinghiali entrati nella proprietà privata erano già nel bosco demaniale e riportarceli vorrebbe dire restituirli al loro ambiente non ripopolarlo che significa invece introdurre ex novo. Cosa che invece hanno sempre fatto, impunemente, i cacciatori importando i cinghiali dall'est Europa, allevandoli, ibridandoli con i maiali rendendoli domestici e, infine, introducendoli ovunque.

Quindi per le istituzioni ucciderli si poteva, anche se non era previsto dalla legge, salvarli no. Questa posizione guerraiola della Regione e della Provincia (o Città Metropolitana) si può considerare una forma di droga, di condizionamento, di dipendenza considerate le recenti leggi Remaschi che promuovono l'uccisione di centinaia di migliaia di cervi, caprioli, daini, cinghiali, mufloni, piccioni e poi storni, cornacchie, gazze.....alimentando una catena senza limiti di morte. Una situazione mai conosciuta in Toscana che sta diventando l'apripista dello steminio nazionale di una Natura innocente inquinata, destrutturata, avvelenata e insanguinata solo dall'uomo.

Intanto, mentre si punisce l'etica, la compassione, la civiltà,  i cinque cinghiali diventeranno dieci perchè sono passati ormai mesi e nessuno più, dopo la prima gabbia e la prima telecamera, è intervenuto. Nonostante i nostri solleciti il silenzio ha invaso le coscienze.

Chiediamo nuovamente che il problema venga risolto rispettando le leggi e riportando i cinghiali da dove sono venuti per concludere la disavventura di animali e persone.

Fonte: Gabbie Vuote Onlus - Ufficio Stampa

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