
Fin dall'inizio di questa vicenda "il Comune è stato in prima linea, noi ci mettiamo tutta la faccia, su tutta questa operazione di ripristino; ci assumiamo tutte le nostre responsabilità. Abbiamo fatto tutto quello che si poteva. Non smetteremo di lavorare giorno e sera finché questa ferita non sarà rimarginata. Tutto il mondo l'ha vista e tutto il mondo vedrà Firenze risollevarsi con fierezza e con trasparenza". Lo ha detto in Consiglio sul caso del crollo del lungarno il sindaco Dario Nardella. "Devo dire però - ha aggiunto - che è andato in scena un indegno sciacallaggio andato in scena dalle prime ore dell'emergenza; dai talk show e non solo arrivavano le più disparate e false ricostruzioni, si inneggiava al dissesto idrogeologico. Sono arrivato a dover dire con l'amaro in bocca che se ci fosse scappato il morto qualcuno sarebbe stato contento; abbiamo sentito affermazioni che hanno ferito la città. Ho detto, e ora lo ridico, 'giù le mani da Firenze e dai fiorentini'".
Il sindaco: "Ripristino sia a carico di Publiacqua"
"Quando saranno accertate le responsabilità chi ha sbagliato pagherà, senza equivoci". Lo ha detto il sindaco Dario Nardella, nel corso della comunicazione al Consiglio comunale. Il sindaco ha sottolineato che "il finanziamento delle opere di ripristino sarà a carico di Publiacqua, senza che questo comporti alcun aumento di tariffa per i cittadini. I cittadini non dovranno pagare un euro". Il sindaco ha poi anche detto che la settimana prossima ci sarà un incontro "con l'autorità idrica per fissare le modalità di questo intervento". All'Autorità, ha aggiunto Nardella, "ho inoltrato richiesta di effettuare controlli sul funzionamento della rete di tutto il centro storico".
Nardella, la squadra di Publiacqua è intervenuta solo alle 8
"Publiacqua ci ha detto che nei giorni precedenti non risultano chiamate dalla zona per perdite o infiltrazioni", ed ha definito "provvidenziali le operazioni di chiusura della strada a pedoni ed automezzi per la perdita di acqua da parte di una tubazione" nella stessa zona di quello che poi ha ceduto portando al crollo del manto stradale: "sarebbe andata molto peggio, se questo non fosse stato fatto". Lo ha spiegato, durante la sua comunicazione al Consiglio riguardo il crollo sul lungarno Torrigiani, il sindaco di Firenze Dario Nardella che ha ricostruito quanto successo.
Al termine dell'intervento su questa tubazione, avvenuto "intorno alle 3,40", Publiacqua ha informato della "fine dell'intervento". "Alle 6 si verifica lo sprofondamento a 350 metri dal punto della prima perdita, ma la centrale operativa del Comune non riesce a rintracciare Publiacqua, fino alle 7: a quel punto, da Publiacqua, hanno detto prima delle otto non sarebbe potuta arrivare una squadra", ha aggiunto il sindaco. Sulle cause Nardella ha sottolineato come "a una prima analisi qualcuno aveva ipotizzato che il crollo fosse legato a una perdita del condotto nell'Arno realizzato dall'architetto Giuseppe Poggi nell'area: invece abbiamo avuto una ulteriore conferma che il Poggi è stato un grande architetto. Dalle ispezioni del condotto effettuate dai vigili del fuoco, nel corso delle quali tra l'altro un pompiere è rimasto leggermente contuso, è emerso che lo stesso non presenta segno di cedimenti, nè danno di alcuna natura".
La voragine si è creata a causa di una "frana di sponda, non una voragine di sprofondamento - ha proseguito -; il dissesto idrogelogico evocato da alcuni non c'entra; il muro di sponda si è deformato verso il fiume Arno, gravato da un maggior volume pari a circa 1100 metri cubi, il manto stradale ha ceduto, creando un vuoto equivalente a 1300 metri cubi. Non può sfuggire la semicoincidenza tra i due volumi. Il materiale franato è stato integralmente trattenuto dal muro d'argine, che pure non è crollato". Nardella ha anche ricordato che una frana simile "c'era stata nel '65 su lungarno Soderini, provocato allora dalla rottura tubazione: allora il muro di sponda crollò e ci furono vittime".
Noferi e Xekalos (M5S): "La tecnologia non può eliminare del tutto l'errore umano"
“Sono passati quasi due anni dall’insediamento di questo Consiglio e in questi due anni è successo di tutto. Le cose più gravi in ordine temporale – spiegano le consigliere del Movimento 5 stelle Silvia Noferi ed Arianna Xekalos – sono state la morte di due persone per la caduta di un albero alle Cascine, il tornado del primo agosto dell’anno scorso con un morto, tetti divelti e migliaia di alberi abbattuti, la caduta di una trivella che stava scavando per la tramvia senza neanche un ferito, ma poteva essere una strage, e adesso questo, il crollo di Lungarno Torrigiani. Sicuramente abbiamo avuto fortuna se non ci sono state decine di morti in ognuno di questi eventi, perché per esempio nessuno aveva avvertito la cittadinanza del nubifragio che si sarebbe abbattuto su Firenze. Ancora oggi nessuno è riuscito a spiegare ai fiorentini come una trivella di quelle dimensioni sia potuta cadere in mezzo ad una strada così trafficata, alla faccia della sicurezza sui luoghi di lavoro. Adesso il crollo di un pezzo di lungarno, a due passi da Ponte Vecchio, una frana di duecento metri di lunghezza per 3 metri e mezzo di profondità.
Il Sindaco ha nominato persone di sua fiducia in tutti i posti di responsabilità delle direzioni tecniche comunali e nelle varie partecipate. Se qualcosa non funziona nella manutenzione delle strade, della rete idrica, della sicurezza in generale è solo ed esclusivamente del Sindaco, dei suoi assessori, del suo partito, dei consiglieri comunali che avallano supinamente tutte le sue scelte. Nel caso di Lungarno Torrigiani – proseguono le consigliere Noferi e Xekalos – l’Amministrazione Comunale ha parlato di errore umano e probabilmente si troverà il modo di scaricare la colpa su qualche tecnico, ma al di là delle responsabilità penali che dovrà appurare la magistratura, questo disastro dovrebbe far capire che l’errore umano esiste, che la tecnologia a cui si rimanda tutta la fiducia per i progetti dell’inceneritore e dell’aeroporto, a volte fallisce. Lo dimostra che la semplice rottura di un tubo dell’acqua può causare una frana di tali dimensioni. L’Amministrazione e i suoi nominati nelle Partecipate, che dovrebbero tutelare gli interessi dei cittadini, ha fallito anche nella semplice manutenzione della rete idrica figuriamoci che succederà con le diossine che usciranno dall’inceneritore.
E dovremmo dargli fiducia? Non sono stati capaci di tutelare il Centro Storico più bello del mondo, figuriamoci le periferie dove vanno soltanto a prendere voti vicino alle elezioni. Memori di quanto accaduto con la morte di Riccardo Magherini, per la quale nessuno pensò che i filmati potevano servire, altra cosa ingiustificabile, subito dopo il crollo abbiamo chiesto la copia dei filmati delle telecamere di lungarno Torrigiani ed abbiamo avvisato la magistratura. L’acquedotto passa ancora come nell’800 da Ponte Vecchio per un ramo e prosegue per Borgo S. Jacopo per l'Oltrarno. Sarà interessante sapere quando sono stati fatti gli ultimi interventi di manutenzione della rete idrica del centro storico – concludono le consigliere del Movimento 5 Stelle Xekalos e Noferi – visto che ci sono dei palazzi che si affacciano direttamente sul fiume e in uno di essi si trova anche il Liceo Machiavelli Capponi”.
Gruppo Forza Italia: "A casa i vertici di Publiacqua"
"Non basta, dopo ciò che è accaduto in lungarno Torrigiani la notte del 25 maggio, attribuire ogni colpa all'amministratore delegato: a dover andare a casa è l'intero vertice di Publiacqua, a partire dal presidente fino ai tecnici che dovessero risultare direttamente responsabili del disastro". Questa la dichiarazione dei consiglieri del gruppo Forza Italia Jacopo Cellai, Mario Tenerani, Mario Razzanelli e Luca Tani.
"Al di là delle cause del crollo del lungarno, che saranno accertate dalle indagini in corso, il comportamento dell'azienda di gestione delle acque fiorentine durante le ore dell'emergenza è stato assolutamente irresponsabile – hanno aggiunto i consiglieri azzurri –. Dalla ricostruzione fatta dal sindaco, infatti, apprendiamo che i tecnici di Publiacqua hanno lasciato il luogo, dove già era in corso un notevole allagamento, alle 4,45 del mattino, per farvi ritorno solo alle 8. Nel frattempo, il marciapiede e parte della sede stradale era collassata, e la voragine aveva inghiottito venti auto. Ma ciò che davvero risulta inaccettabile, è scoprire che alla chiamata effettuata dalla Polizia Municipale al centralino di Publiacqua subito dopo il disastro, non c'è stata risposta. E solo dopo che erano passati minuti preziosi, il referente è stato rintracciato al cellulare, e ha reso noto che non sarebbe stato possibile inviare mezzi sul posto prima delle 8 del mattino".
"Di fronte a questo comportamento, presidente, ad e tecnici responsabili avrebbero dovuto rassegnare immediatamente le proprie dimissioni. E il sindaco - che nella sua ricostruzione dei fatti ha portato un attacco durissimo all'azienda -, preso atto che ciò non è avvenuto, dovrebbe sfiduciarli. Tutti" hanno concluso Cellai, Tenerani, Razzanelli e Tani.
Torselli (FdI-An): "Inaccettabile che dalla segnalazione del crollo del Lungarno all'interruzione della perdita siano passate 3 ore e 30 minuti
"Apprendiamo oggi dalle parole del sindaco di Firenze che, all'alba del 25 maggio scorso, dal momento in cui Publiacqua ha ricevuto dalla Polizia Municipale la segnalazione che Lungarno Torrigiani stava crollando, fino al momento in cui la perdita di acqua è stata interrotta, sono trascorse 3 ore e mezzo e più precisamente dalle 6.00 alle 9.30: un qualcosa di totalmente inaccettabile e inaudito". Queste le parole del capogruppo di Fratelli d'Italia, Francesco Torselli.
"Publiacqua - spiega Torselli - investe 22.500.000,00 Euro annui nella manutenzione dell'acquedotto fiorentino e, solo negli ultimi 10 anni, l'azienda ha incassato dalle utenze del comune di Firenze 65.000.000,00 di Euro. Se queste cifre siano alte o basse ce lo ha spiegato lo stesso sindaco che ha precisato come nel nord-ovest si investa circa la metà e nel nord-est circa un terzo di meno. Allora il problema è un altro, ovvero come sono spesi questi soldi! Ecco perchè abbiamo attaccato e continuiamo a puntare il dito contro il legame tra società gestore della rete idrica e politica. I vertici di Publiacqua sono nomine politiche: per quale motivo i vari D'Angelis, Vannoni, Maria Elena Boschi sono stati scelti negli ultimi anni? Per la loro competenza nel settore idrogeologico? Non credo proprio... Allora avrebbero dovuto almeno controllare".
"Ma la caccia alle streghe - conclude Torselli - ci interessa il giusto. Vogliamo sapere chi sono i colpevoli di questo disastro, ma ancora di più ci interessa sapere se questo tipo di dissesti siano prevedibili o meno. Vogliamo vivere sonni tranquilli e sapere se ciò che c'è sotto ai nostri piedi è controllato, monitorato e seguito quotidianamente, perché bastavano 30 metri e oggi saremmo stati qui a piangere la perdita di Ponte Vecchio e non sappiamo di quante vite umane. Chi sbaglia paga, lo ha detto il sindaco e ne prendiamo atto: ma a pagare dovranno essere anche coloro che, una volta terminate le doverose indagini, sono stati negli anni pagati per controllare".
Scaletti (Firenze Viva), Oggi la politica grande assente
“A una settimana dal disastro del Lungarno Torrigiani, oggi in Consiglio Comunale ci è stato riproposto il classico spettacolo del rimpallo di responsabilità – ha esordito la consigliera Scaletti - Un classico, un evergreen.
La comunicazione del Sindaco Nardella, poi, non ha aggiunto nulla a quanto già letto sui giornali dei giorni scorsi. Casomai qualche furba omissione insieme allo sfacciato tentativo di chiamarsi comunque fuori, insieme al suo predecessore.
Una relazione più simile ad un mattinale di polizia che ad una valutazione politica sull’accaduto, sulle origini e sulle cause, e l’individuazione delle responsabilità.
Perché una cosa è certa: stavolta non si possono attribuire le colpa al meteo o al destino.
Del resto era stato lo stesso Sindaco a dichiarare pubblicamente l’esistenza di “un errore umano”. Cosa che non abbiamo sentito ribadire oggi.
Attenderemo con pazienza anche il disvelamento di questa verità.
In questa sede – ha aggiunto Scaletti – quello che già da oggi dobbiamo far emergere non sono certo le responsabilità penali (se ce ne son state o dovessero essercene lo stabilirà un giudice non certo il Consiglio Comunale) o amministrative (per questo si dovranno avviare le verifiche interne ai vari soggetti pubblici coinvolti nella vicenda).
Qui e ora, serve soltanto discutere delle responsabilità politiche. Perché questo è il nostro ruolo e il nostro compito.
E non per addossare la colpa al Sindaco che ne porta già molte o a qualcun altro della Giunta.
Parlo di una responsabilità politica, di una responsabilità oggettiva – ha sottolineato Scaletti - perché voi mi avete insegnato che questa c’è sempre e sempre va ricercata.
Mi vengono alla mente diversi episodi, ma mi limito a quando sei anni fa cadde un muro nell’area archeologica di Pompei e il Pd con Dario Franceschini, attuale Ministro dei beni culturali chiese e ottenne, insieme agli ex Ministri Giovanna Melandri e Valter Veltroni, le dimissioni di Sandro Bondi dalla carica “per responsabilità oggettiva”.
Non ho sentito un mea culpa e conseguenti dimissioni da parte del ministro Franceschini per il crollo del lungarno Torrigiani. Né mozioni di sfiducia da parte della maggioranza a Firenze verso il Sindaco
Ebbene, non mi sarei aspettata le dimissioni di Nardella. Mi sarei aspettata parole di scusa verso la città e della convocazione di un consiglio straordinario per non avere i tempi contingentati, come oggi.
Avremmo così potuto provare insieme, maggioranza e opposizioni, a individuare problemi e soluzioni, responsabilità. E soprattutto definire chi pagherà il danno, che non è rappresentato soltanto da quella voragine aperta a fianco dell’Arno.
Invece, “sopire, sopire, sopire…” è stata da subito la parola d’ordine. Che però non è stata sufficiente a risparmiarci la figuraccia a livello mondiale.
Già, chi pagherà? Il Sindaco ha garantito che non saranno i cittadini perché provvederà Pubbliacqua.
Come se questa non fosse partecipata dal Comune e i suoi soldi non fossero quelli che già preleva direttamente dalle tasche dei cittadini.
Quando si parla di responsabilità – ha concluso la Scaletti - si parla anche di serietà ed questa l’accusa più pesante cui Il Sindaco e tutta la Giunta e la maggioranza in consiglio comunale sono chiamati a dare una risposta.
Serietà! Perché non lo siete stati in questi giorni e nemmeno oggi, imponendo modalità e tempi di discussione che non si confanno con la gravità di quanto accaduto. Non è serio e non fa onore al sindaco cercare tra gli ultimi di Publiacqua il colpevole. Ma per questo, alla fine, oltre che esserci “un giudice a Berlino” ci sarà la valutazione dei Fiorentini che hanno assistito attoniti alla loro città, al loro centro, patrimonio mondiale dell'Unesco così poco amato tanto da dedicargli una comunicazione in consiglio comunale insieme a quella Leopolda e dei cantieri della tramvia. Senza dargli neanche la dignità di un consiglio straordinario e interamente dedicato. Povera Firenze".
Gruppo PD: “La situazione d'emergenza è stata superata in fretta”
“Sul cedimento di Lungarno Torrigiani avvenuto lo scorso 25 maggio la città, cioè l'insieme delle istituzioni degli enti che sono intervenuti e che si sono messi a disposizione per i primi interventi ed i monitoraggi tecnici, ha risposto con rapidità e competenza. Il sindaco ha seguito personalmente tutte le operazioni, è stato un punto di riferimento per la città e per i cittadini che più direttamente sono stati danneggiati. Fin da subito abbiamo detto con chiarezza che tutte le responsabilità devono essere ricercate, accertate e sanzionate. Ed anche oggi, nella comunicazione del sindaco, è stato ribadito come la politica dei fatti è intervenuta nell'emergenza senza nascondersi, cercando di ridurre i disagi, evitando l'aggravio del danno e aiutando le autorità competenti perché potessero lavorare al meglio.
Su quanto è accaduto si è parlato, forse a sproposito di tragedia. Le tragedie sono quelle che tutti i giorni ci raccontano i mezzi di comunicazione su quanto avviene nel Mediterraneo. Il PD cittadino ha messo a disposizione, oltre ai numeri verdi istituzionali, la propria segreteria dove i cittadini possono ancora segnalare difficoltà sull'approvvigionamento idrico.
Adesso occorre capire fino in fondo cosa è accaduto per metterci in grado di intervenire e proteggere al meglio l'immenso patrimonio che costituisce la nostra città, per i fiorentini e per il mondo.
Questa è la serietà che deve guidarci.
Nessuno oggi può onestamente, e soprattutto con la necessaria serietà, individuare con precisione le cause scatenanti per quello che è successo.
E' bene quindi che tutti gli enti competenti sviluppino con rigore le loro valutazioni e si faccia tesoro dei vari contributi emersi in questi giorni e che eventualmente dovessero emergere nei prossimi giorni.
Quindi si faccia chiarezza con serietà e rigore.
Al tempo stesso si è scelto di agire, e con immediatezza: la situazione d'emergenza è stata superata in fretta. Grazie all'impegno di tutti, a tanti che hanno dato una mano, com'è giusto e necessario che accada. E come Firenze sa fare in questi momenti.
Il sindaco ha giustamente individuato nel gestore del servizio, Publiacqua, il soggetto che deve farsi carico dell'intervento necessario per ristabilire velocemente la situazione. Senza che questo significhi un costo per i cittadini.
Condividiamo anche l'immediata scelta dell'amministrazione comunale di concedere ai cittadini della zona colpita agevolazioni e sconti su tariffe e canoni.
Lo facciamo laddove siamo noi che attiviamo investimenti per la città e che magari creano momentanei disagi per i residenti e attività interessate. Figuriamoci se non è giusto in questo caso, dove si è di fronte ad un evento non previsto ed improvviso in città.
Questa serie di scelte, di assunzione di responsabilità, la rapidità dimostrata, ci spingono a chiedere al sindaco ed alla giunta di andare avanti con la determinazione mostrata in questi giorni.
Un quadro completo di quanto è successo in Lungarno Torrigiani, l'accertamento delle responsabilità, un progetto di riqualificazione della zona, tempi brevi per realizzarlo.
L'importante è ora ricostruire, innanzitutto bene, ma anche in fretta. Questa è la strada da percorrere, nell'interesse vero della città”.
Amato (Gruppo Misto). “La privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici conviene a pochi e fa male a lavoratori e collettività”
“Il modello di gestione dell’acqua pubblico-privato impone di investire gli utili in parte nella remunerazione del capitale e in parte in fondo investimenti, anziché nella manutenzione delle strutture come sarebbe necessario.
I fiorentini – ha detto in Consiglio comunale la consigliera del gruppo misto Miriam Amato – pagano la tariffa dell'acqua piu alta d'Italia e vedono queste risorse sparire in profitti per i soci di Publiacqua spa, per una rete idrica che fa acqua da tutte le parti, con tubi vecchi di 60 anni. Publiacqua incassa centinaia di milioni di euro e poi non opera gli investimenti in programma a cui sono legate le tariffe applicate alle bollette.
Nell’area fiorentina, da quando il servizio idrico e stato affidato all’azienda partecipata, i ricavi da tariffa sono aumentati del 64% (2004-2016).
Il margine operativo lordo e cresciuto del +991%, gli investimenti sono diminuiti del 16% e gli utili cresciuti del +721%.
Al 2014 Publiacqua non ha realizzato 69 milioni di euro di investimenti previsti.
Gli investimenti realmente effettuati sono sempre diminuiti, anche negli ultimi anni, facendo registrare -5% nel 2013, -10% nel 2014, -21% nel 2015 e -15% nel 2016,nonostante in questi anni le tariffe siano cresciute con punte del +19% .
Tutti questi dati dimostrano che la frana non e accidentale, la frana e strutturale e riguarda tutto il modello idrico toscano.
il bilancio 2015 di Publiacqua è stato approvato il 4 maggio scorso dall'assemblea dei soci con un utile netto di 29,57 milioni di euro, suddiviso in 18,49 milioni di dividendi fra i soci pubblici e privati (oltre 6 milioni in più rispetto all'anno precedente) e 9,59 milioni di utili da reinvestire per la rete idrica.
Forse il sindaco non sa - che proprio il suo assessore al bilancio e società partecipate Perra ha chiesto e ottenuto, nell'assemblea dei soci, l'incremento dei dividendi di ben 2,5 milioni di euro rispetto a quanto era stato proposto: quindi i soci pubblici e privati di Publiacqua, compreso il Comune di Firenze socio di maggioranza, si stanno spartendo grossi dividendi, addirittura incrementati, a scapito degli investimenti sulla manutenzione delle rete idrica.
Chiediamo un cambio di modello digestione, un cambio radicale, perché il sistema misto pubblico privato sta franando.
Attualmente il 40% dell’ammontare delle nostre bollette serve ad arricchire l’azienda e a generare utili per i soci mentre le infrastrutture non ricevono le manutenzioni necessarie e gli impianti non sono adeguati agli standard europei. Un sistema che prevede che l’utente paghi tutto,anche le sanzioni che sono imputate all’azienda per il mancato rispetto delle normative nazionali,europee o contrattuali.
Il premio di produzione destinato ai lavoratori di Publiacqua Spa – conclude la consigliera del gruppo misto Miriam Amato – diminuisce mentre aumentano gli utili netti fatti dall’azienda e i dividendi distribuiti ai soci nei stessi anni.
Concludendo: la privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici conviene a pochi e fa male a lavoratori e collettività”.
Noferi (M5S): “Nardella deve dimettersi”
Stefania Collesei (PD): “Che venga illustrato il piano triennale degli investimenti”
“Ottima la gestione dell'emergenza e dell'informazione ai cittadini nel giorno della voragine. Bene il ripristino del lungarno Torrigiani in 5 mesi mettendoci in sicurezza. Molto bene che i costi siano a carico di Publiacqua. Occorre – aggiunge la consigliera PD Stefania Collesei – l'accertamento delle responsabilità, non dell'ultimo degli operai ma del sistema, della conoscenza di reti e impianti. Bene ha fatto il Sindaco a chiedere controlli aggiuntivi.
Dovremo porci però il problema di una società che se fa maggiori investimenti si debbano aumentare le tariffe. Dovremo vigilare sugli investimenti programmati. Chiedo come Consiglio Comunale che venga illustrato il piano triennale degli investimenti dell'ambito”.
Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa
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