Un calcio alle disuguaglianze!, aziende e terzo settore in rete per il Calcio Sociale

La serata 'Un calcio alle disuguaglianze!' alla villa Il Ferrale di Vinci, venerdì 27 maggio 2016
La serata 'Un calcio alle disuguaglianze!' alla villa Il Ferrale di Vinci, venerdì 27 maggio 2016


Una serata di gala per uno scopo benefico, un momento di ritrovo per tante aziende e realtà del non-profit, una cena per aiutare un progetto per chi ne ha bisogno. Questo in poche parole è stato l'evento 'Un calcio alle disuguaglianze!' a sostegno del progetto Calcio Sociale Empoli, polo nazionale assieme a Corviale (Roma), Scampia, Genova, Montevarchi, Cagliari e Carsoli (L'Aquila). L'antica dimora Il Ferrale sulle colline di Vinci ha ospitato i numerosi invitati: location non casuale, poiché nelle sale dov'è ospitata La Mostra Impossibile di Leonardo da Vinci il calcio ritrova chi inventò le regole di questo gioco nel 1479: il Genio nato ad Anchiano.

Le regole del calcio sociale invece hanno alcune particolarità che lo rendono veramente 'un gioco di squadra'. Non ci sono panchine o riserve: tutti possono entrare in campo. Nessuno può segnare più di tre gol a testa, nel rispetto di tutti i giocatori, e l'arbitraggio è autonomo. Supportare chi sbaglia e scegliere a fine partita il 'social player' che si è comportato meglio verso i compagni sono le altre regole. Partecipa al calcio sociale qualsiasi persona in grado di fare attività fisica, anche con disabilità, aggregando padri e figli, fratelli e sorelle, chiunque sia in una situazione di disagio o di svantaggio sociale, per formare un momento di divertimento e di educazione.

Il calcio sociale che si gioca ad Avane, coordinato dall'educatore Juri Stabile, è una realtà di cui si occupa l'associazione Centro di Accoglienza Empoli gestito dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe. A fare gli onori di casa il presidente Marco Peruzzi. "Volevo ringraziare i sostenitori che abbiamo incontrato negli ultimi giorni e che hanno permesso questo evento: Matilda Ricami, la prima azienda che ha creduto in noi, la Cassa di Risparmio di San Miniato, Rebecca Spa, che ha offerto il cadeau di benvenuto e un premio per la lotteria, l'Empoli F.C. che ha dedicato molto tempo e molti eventi per il calcio sociale, la Misericordia di Empoli e quella di Montelupo Fiorentino, Co&So Empoli, l'azienda Antartide, il Gruppo Sigel e la Inpa".

In seguito ha preso la parola a Claudio Freschi, presidente di Co&So Empoli: "Sono contento di questo evento, prima non riuscivamo a organizzare queste cose, adesso essere qui con voi è bellissimo. C'è una parte di persone che ha possibilità concrete per aiutarci e dare una mano a chi ha molti più bisogni di noi".

Tante le personalità del mondo delle istituzioni, a partire dal sindaco di Empoli Brenda Barnini e dell'assessore allo sport Fabrizio Biuzzi, per arrivare al deputato Dario Parrini e all'assessore regionale Vittorio Bugli. "Siamo tanti questa sera e tanti vorranno essere presenti in futuro - ha commentato Barnini -. Il calcio sociale è già stato premiato dal Comune nell'ambito del premio Aramini, questo mi ha risparmiato un po' di lacrime stasera con il video che ha spiegato questa disciplina", facendo riferimento alla clip proiettata durante la serata con i contributi dei ragazzi.

"È normale e straordinario cambiare le regole del gioco. L'obiettivo è sempre sì vincere, ma una sfida diversa che non è una sfida agonistica", ha concluso Barnini.

"Il calcio sociale è una cosa bella, è un'attività dove si include e dove si vivono momenti belli dove tutti si possono trovare a loro agio - ha commentato Vittorio Bugli -. Andiamo avanti, anche per la Regione può essere un progetto da seguire e da sostenere"

Rimane in chiave emozionale l'intervento di Dario Parrini: "Mi complimento per la passione con cui portate avanti questo progetto, 'dare un calcio alle disuguaglianze èp un programma che non gha bisogno di commenti, così come 'trasformare i campi dal calcio in palestre di vita'. E come ha raccontato Marco Mengoni in una sua canzone che avete trasmesso, 'puntare ad avere esseri umani che hanno il coraggio di essere umani' è uno degli scopi che la cooperazione sociale dovrebbe avere".

 

Elia Billero

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