
Giovedì 26 maggio, alle 17:30, è prevista una manifestazione in Piazza della Signoria per protestare contro l’appalto di altre 29 sezioni della scuola dell’infanzia comunale alle cooperative e contro il rinnovo dell’appalto per le 57 sezioni già coinvolte da questo nuovo sistema nell’anno scolastico che volge al termine.
Parteciperanno genitori, bambine e bambini, insegnanti, sindacati e tutti quei cittadini che confidano ancora nella possibilità di bloccare lo smantellamento della scuola d’infanzia a Firenze.
Ci saranno ovviamente anche i genitori del Comitato L’infanzia non si appalta, promotore di un ricorso al TAR che ancora non è giunto al termine e che è stato recentemente sottoscritto da molti genitori delle nuove scuole appaltate per il prossimo anno scolastico.
“L’appalto viene esteso dalla nostra Amministrazione Comunale ad altre 29 sezioni, le iscrizioni alle scuole comunali per il prossimo anno sono vistosamente diminuite e noi dovremmo stare a guardare? - dicono i genitori del comitato – Non intendiamo accettare assolutamente ciò che noi e i nostri figli abbiamo subito e non tolleriamo che l’esperienza positiva della scuola comunale a Firenze venga totalmente distrutta”.
Le ore del pomeriggio, nelle scuole dei nostri bambini, non possono essere più definite tempo-scuola. Nel concreto, siamo passati in un solo anno scolastico,da scuole di eccellenza a scuole di serie B: il risultato della cura Giachi-Nardella.
A cuore aperto, dopo un anno di lotta senza quartiere, i genitori che sono anima storica del comitato, insieme ai nuovi genitori coinvolti dall’appalto, non ci stanno e, insieme a maestre e sindacati, hanno organizzato un’altra coloratissima manifestazione.
Fino all'anno scolastico 2014-2015, le scuole di infanzia comunali, portatrici di una tradizione pedagogica ed educativa di eccellenza, costituivano la prima scelta della maggioranza dei genitori dei rispettivi comprensori, mentre la scuola statale risultava come seconda scelta.
Per la prima volta quest'anno i dati si sono invertiti. Calano le richieste per le scuole di infanzia comunali in generale (da 953 a 798 in un anno), e soprattutto molti genitori non scelgono più le scuole di infanzia in appalto, che registrano mediamente un calo di scelta del 30%. In un solo anno le scuole di infanzia comunali sono diventate, nella percezione dei genitori, scuole di serie B, un segnale chiaro e forte che la cosiddetta 'sperimentazione', ovvero la scelta politica della giunta di appaltare i pomeriggi nelle scuole di infanzia comunali, è fallita e ha inficiato gravemente la qualità dell'istruzione.
La giunta e i consiglieri comunali di maggioranza continuano a negare l'evidenza e procedono a tappe forzate nello smantellamento del nostro patrimonio educativo: dal prossimo anno scolastico, su 30 scuole comunali, solo 3 rimarranno a gestione diretta sia la mattina che il pomeriggio.
Ancora una volta lo ripetiamo: al di là dei singoli episodi, alcuni dei quali molto gravi, che si sono verificati nelle scuole in appalto, il punto è che in queste scuole si sono distrutte le buone pratiche pedagogiche e didattiche. Ci sono due persone sole in classe, a turno: l'insegnante della mattina e l'educatrice del pomeriggio, figure diverse che per legge hanno compiti diversi e quindi non possono collaborare. Nelle scuole in appalto non c'è più collegialità, le educatrici del pomeriggio non hanno diritto di decidere l'azione didattica e di scrivere il POF, l'insegnante vede le bambine e i bambini solo la mattina e l'educatrice solo il pomeriggio.
Nessuno ha più il quadro completo della vita scolastica di ogni bambino e ogni bambina. Nelle scuole in appalto la responsabilità dello svolgimento della programmazione è tutta sulle spalle dell'insegnante comunale e la mattina i ritmi sono più forzati e c'è meno tempo per il gioco e il relax, e le insegnanti sono più stanche e meno soddisfatte.
Nelle scuole in appalto non si possono rispettare i tempi, i bisogni, le necessità educative delle bambine e dei bambini. Le educatrici del pomeriggio guadagnano una miseria e appena possono se ne vanno e nel frattempo fanno tutti i concorsi possibili e devono studiare e magari qualcuna deve fare un doppio lavoro.
Il 30 e 31 maggio moltissime insegnanti comunali e gran parte del personale delle cooperative sarà assente da scuola per tentare il concorso per la scuola statale.
Fino a poco tempo fa le scuole in appalto erano straordinari luoghi formativi, di crescita condivisa di bambine e bambini e insieme a loro, di genitori e maestre.
“Perché reputiamo necessario tornare in piazza? – chiedono i genitori - Siamo stanchi di propaganda e di pretesti: le bambine e i bambini di Firenze hanno diritto a una scuola vera, fondata su principi pedagogici seri, su una didattica di qualità, sul rispetto della dignità di un lavoro così importante e prezioso, sull'uguaglianza di diritti e condizioni, sulla collegialità e la collaborazione.
Restituite a Firenze, a noi tutte e tutti il nostro futuro”.
Fonte: Comitato Genitori
Notizie correlate
Tutte le notizie di Firenze
<< Indietro





