
“Oggi a Palermo e in Italia è il giorno della commemorazione della strage di Capaci e si celebra la giornata della legalità. Firenze tra pochi giorni ricorderà la strage dei Georgofili: una ferita ancora aperta per la nostra città e per la quale è ancora forte la richiesta di fare piena luce su quanto avvenuto in quel biennio tragico del 1992-1993”. Così la consigliera del gruppo misto Miriam Amato è intervenuta nel corso della discussione in consiglio comunale per il ricordo della strage di Capaci. “E’ necessaria una cultura della legalità e un impegno quotidiano soprattutto da parte delle istituzioni, perché come testimoniano i rapporti nazionali nessun territorio può dirsi al sicuro dal fenomeno mafioso – ha proseguito Amato - La vera differenza sta nelle forme che la mafia assume a seconda del territorio in cui si stanzia, mentre nel sud è più comune il regolamento dei conti in territori già delimitati per suddivisione fra le famiglie, al nord si manifesta nel riciclo del denaro o in forme imprenditoriali”. “Insegniamo ai giovani – ha concluso la consigliera comunale – che il futuro appartiene loro e che per combattere certe dinamiche occorre coraggio e determinazione, perché la legalità viene prima di tutto”.
Armentano (PD): "La battaglia per la legalità continua, anche a Firenze"
"Sono passati 24 anni da quel boato assordante che ancora lacera le nostre menti e il senso di responsabilità basato sulla concezione dei principi morali che deve generare il rispetto delle regole, elemento indispensabile su cui costruire uno stato di diritto.
Non a tutti ancora appartiene la legalità di un paese democratico che si fonda sul presupposto di scrivere delle regole e farle rispettare, un ruolo che compete sì alle istituzioni in primis, ma che attraverso la scuola, la famiglia e qualsiasi luogo di associazionismo va rafforzato e comunicato.
Tutti i cittadini hanno il dovere di misurare l'efficienza delle leggi, controllarle e intervenire per migliorarle attraverso gli strumenti preposti, ma solo combattendo la paura e impegnandoci in una ferrea educazione al rispetto di tali regole sociali e contro la criminalità queste giornate possano diventare efficaci nel costruire uno stato di legalità e non siano solo una commemorazione dovuta.
Che possano servire ad aiutare le generazioni future a capire le ragioni del perché donne e uomini dello Stato siano stati barbaramente uccisi nello svolgimento del loro dovere al servizio del paese , con il solo scopo di impedire eventi tragici e delittuosi come quanto accaduto quel giorno a Capaci e a Palermo pochi giorni dopo.
La filosofia da secoli s'interroga sul concetto di morale secondo l'interpretazione metaforica della coscienza che guida le sensazioni, i pensieri e le azioni in rapporto a due questioni fondamentali: la cura dell'altro ed i diritti di giustizia nelle relazioni interpersonali.
Oggi una società meritocratica e competitiva deve misurarsi con fattori sociali quali lo sport, la politica, le associazioni, come tappe imprescindibili del cammino educativo socio culturale, in cui il senso di rivalità dovrebbe generare una competizione atta a conseguire il bene.
La mancanza di rispetto per gli altri, e la conseguente trasgressione delle regole sfocia in ingiustizie, diseguaglianze e problemi sociali di ogni tipo quali violenza, doping, femminicidio, razzismo, corruzione come conseguenza di un malessere sociale diffuso, frutto di una competizione malata travolta dal senso di supremazia nei confronti degli altri.
Saremo fautori ed interpreti dei principi morali solo quando riusciremo a vivere a pieno il senso di solidarietà, integrazione e giustizia e riusciremo a trarre il senso della sconfitta e della diversità come arricchimento e non come frustrazione.
Victor Hugo diceva: “è facile essere buoni, ma è difficile è essere giusti”. Purtroppo anche qui a Firenze abbiamo conosciuto pagine tristi di questa storia sia nel periodo degli attentati di mafia come la sera dall'attentato di via gergofili del 26 maggio 1993 dove ricordo un intera famiglia fu distrutta tra cui una bimba di solo 50 giorni e uno studente come tanti, Dario, venuto in questa città per studiare. Ma non solo episodi di storia purtroppo. anche più di recente abbiamo appreso storie di infiltrazioni mafiose in diversi comuni toscani, come ha denunciato la commissione affari istituzionali del consiglio regionale che ha recensito ben trentacinque associazioni di stampo mafioso in tutta la regione.
La nostra amministrazione , proprio in difesa della legalità e della sicurezza ha affidato al dr.Quattrocchi il compito delicato sul tema e credo che scelta migliore non si potesse fare visto il grande profilo e il grande contributo che sta offrendo alla nostra comunità, continuando in quel lavoro minuzioso e tenace che già faceva quando ricopriva il ruolo di capo procuratore.
Segno che a Firenze questa amministrazione non intende chinare la testa né abbassare la guardia in tema di corruzione e illegalità, continuando quella storia di tanti donne e uomini che hanno sostenuto battaglie a difesa del senso civico comune, combattendo attraverso la forza delle idee e non l'idea di forza, e voglio ricordare tra tutti il sindaco Giorgio La Pira. “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe degli altri uomini...” diceva il giudice Falcone.
E mi augurio che oggi qui si sia tutti convinti di continuare a dare le nostre gambe per quelle idee con le quali ha pagato con la vita insieme a tanti uomini e donne che con coraggio hanno difeso e continuano a difendere le nostre regole".
Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa
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