Nuove terapie preoperatorie: il convegno di senologia a Careggi

Sono le nuove terapie preoperatorie per la cura del tumore della mammella il tema al centro del workshop in programma il 20 maggio a Careggi nell’Aula Morgagni del padiglione 10a Anatomia Patologica. L’evento dedicato a specialisti senologi e oncologi verterà sulle terapie neoadiovanti, ovvero quei trattamenti farmacologici in grado di aumentare le possibilità di interventi non demolitivi anche in presenza di tumori che superano le dimensioni limite per una chirurgia conservativa.

“Un approccio chirurgico di tipo conservativo – afferma Catia Angiolini, responsabile della SOD Oncologia della mammella e del Centro di Senologia di Careggi – è proponibile in prima istanza solo per tumori mammari di dimensioni inferiori ai 2,5-3 centimetri di diametro, o comunque di dimensioni tali da poter permettere la conservazione del seno. Per offrire una chance alle pazienti con lesioni di maggiori dimensioni, ed evitare una chirurgia demolitiva in prima istanza, è in molti casi possibile attuare una terapia farmacologica, in genere una polichemioterapia, eventualmente associata a farmaci a bersaglio molecolare”. L’obiettivo di questa terapia, detta preoperatoria o neoadiuvante, è di ridurre il diametro del nodulo tumorale in modo da rendere possibile una chirurgia che conservi il seno.

Le pazienti candidate a tale approccio sono comunque selezionate in base alle caratteristiche biologiche del tumore, che sono quelle che permettono di "personalizzare" il trattamento chemioterapico, e la chirurgia viene quindi posticipata rispetto alle cure. La durata del trattamento preoperatorio è solitamente di 18-24 settimane, corrispondente a 6-8 cicli di trattamento.

“La conservazione della mammella – prosegue Angiolini – non è l’unico vantaggio della chemioterapia neoadiuvante che, già introdotta nella pratica clinica fin dagli anni 80, consente di affrontare precocemente, prima dell’intervento, eventuali micrometastasi già presenti in organi distanti dalla mammella, sede del tumore”. Inoltre, in base al risultato ottenuto con la chemioterapia preoperatoria, l’oncologo dispone di informazioni relative alla chemiosensibilità del tumore di cui la paziente è affetta. E’ quindi possibile programmare trattamenti postoperatori sempre più personalizzati.

Il trattamento chemioterapico è preceduto, oltre che dalle indagini diagnostiche di routine mammografia ed ecografia mammaria ed ascellare, risonanza magnetica, da un piccolo tatuaggio della lesione neoplastica mammaria, che permetterà al chirurgo di reperire la sede del tumore al momento dell'intervento. Questo semplice segno è indispenabile, perchè spesso la terapia preopeartoria determina una riduzione tale del tumore da non renderlo più visibile.

Dati di Attività del Centro di Senologia di Careggi

Nella Breast Unit di Careggi nel 2015 sono stati accolti circa 930 nuovi pazienti con diagnosi di carcinoma mammario: si tratta ovviamente, in maggioranza di donne, sebbene la patologia mammaria interessi, con frequenza decisamente inferiore, anche il sesso maschile.

In particolare, nel 2015 sono stati effettuati circa 1.500 interventi chirurgici, di cui 1.150 per tumore maligno, questa attività è svolta da chirurghi senologi dedicati esclusivamente alla chirurgia della mammella e da chirurghi plastici specializzati in ricostruzioni di tipo complesso. Le prestazioni di diagnostica senologica sono state circa 25.000 fra mammografie, ecografie e risonanze magnetiche della mammella.

Il Centro Oncologico di Riferimento Dipartimentale (CORD) rappresenta, insieme alla Diagnostica Senologica, la sede di primo accesso alla Breast Unit di Careggi: nel 2015 al CORD sono state effettuate circa 1.100 prime visite chirurgiche, e circa 2.000 visite post-chirurgiche. Sempre nel 2015, sono stati seguiti presso i Day Hospital Chemioterapici circa 600 pazienti con tumore della mammella, per un numero di trattamenti chemioterapici superiore a 8.000, mentre le sedute di radioterapia, sempre in pazienti con tumore della mammella, sono state circa 7.000.

Tutti i casi di tumore maligno sono discussi settimanalmente in riunioni multidisciplinari, alla presenza di radiologi senologi, chirurghi senologi e plastici, anatomo-patologi, oncologi e radioterapisti, con l’obiettivo di definire e condividere il percorso diagnostico-terapeutico e la presa in carico della paziente nelle varie fasi del percorso.

Fonte: Aou Careggi

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